mercoledì 21 ottobre 2020
23.03.2012 - REDAZIONE

Esercitazioni di tecnica "fuoco prescritto" per il Corpo Forestale

Nelle giornate di martedì 27 e mercoledì 28 marzo 2012 il Corpo Forestale dello Stato, in collaborazione con i volontari delle squadre AIB, organizzerà, sul territorio dei comuni di Pietrabruna e Caravonica, rispettivamente in località Pian di Figarea e Collabassa due prove sul campo relative al progetto pilota previsto dell’ambito del Programma Europeo transfrontaliero marittimo IT-FR Proterina C  di cui la Regione Liguria è capofila, per sperimentare la tecnica del fuoco prescritto, a scopi preventivi e di mantenimento dell’ambiente pascolivo montano. Alla realizzazione del progetto, hanno collaborato il Corpo Forestale dello Stato, la fondazione CIMA, l’Ente Parco delle Alpi Liguri, l’Amministrazione Provinciale di Imperia, il Comune di Rezzo in qualità di capofila e i comuni di Aurigo, Borgomaro, Caravonica, e Pietrabruna.

La tecnica del fuoco prescritto, già utilizzata con successo nella vicina Francia e a livello sperimentale in Sardegna e in Piemonte, viene ora sperimentata in Provincia di Imperia, soprattutto per verificarne la fattibilità sia dal punto di vista organizzativo-gestionale che tecnico. L’obiettivo è quello di valutare l’opportunità di adottare tale tecnica per evitare, nel futuro, il propagarsi degli incendi nelle zone pascolive dell’entroterra, nelle quali spesso il fuoco viene impiegato in maniera incontrollata per rinnovare i pascoli.

In pratica il fuoco prescritto altro non è che una tecnica agronomica applicata da mani esperte ed in forma autorizzata, che interessa superfici individuate da uno specifica pianificazione. In queste aree l’impiego del fuoco ha lo scopo di  migliorare il cotico erboso destinato al pascolamento del bestiame e deve essere effettuato sulla base di precise prescrizioni e con specifiche procedure operative, che ne assicurano l’applicazione in condizioni di massima sicurezza.

La finalità della tecnica del fuoco prescritto è quindi quella di essere utilizzata per la gestione razionale del pascolo, assicurando nel contempo la prevenzione degli incendi boschivi che possono avere origine da di prati e pascoli che si trovano in aree ad elevato rischio.

Il progetto dimostrativo ha anche lo scopo di informare e sensibilizzare la popolazione, ed  in modo particolare gli allevatori affinché, nel caso in cui ne ricorrano le condizioni e ottenendo le dovute autorizzazioni, possano mettere in atto tale pratica senza provocare danni al bosco. Nel progetto è anche prevista la predisposizione di linee guida, che costituiranno un punto di riferimento per la definizione  di  procedure amministrative e tecniche  le quali, in futuro, potranno consentire ai soggetti interessati (pubblici e privati) di applicare tale tecnica in condizioni di sicurezza,  favorendo la conservazione  dell’ambiente pascolivo montano.


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