martedì 26 gennaio 2021
21.11.2011 - Adriana Paraninfo

Che giorno è?

Se si dice “Novembre è mese di ricorrenze” si pensa immediatamente alla giornata dedicata al ricordo dei defunti e a quella dell'unità nazionale e delle forze armate.

Ma tante altre giornate, nazionali e internazionali, rendono fitta l'agenda di questo mese. Alcune sono ormai acquisite nella coscienza collettiva, come quelle nazionali dell'AIRC per la Ricerca sul Cancro, giunta alla 14a edizione e la Colletta Alimentare (15o anno), la Giornata Mondiale del Diabete (11o anno) e quella Internazionale per l'Eliminazione della violenza contro le Donne (dichiarata nel 1999 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite).

Altre non sono forse ancora molto conosciute perché alle loro prime edizioni: la Giornata dell'Albero, giunta al secondo anno come la Giornata Internazionale della Prematurità, e la Giornata Nazionale della Malattia di Parkinson, che ricorre per la terza volta. Debuttano invece la Giornata Nazionale del Testamento biologico (un tentativo del Coordinamento Laico Nazionale di fermare l'iter della relativa legge e la Giornata del Guerrilla Gardening (interessante forma di protesta di “giardinaggio d'assalto” che da due o tre anni vede gruppi di volontari effettuare “attacchi” di sistemazione di piccole aree urbane dismesse con piante e fiori).

Ci sono poi altre due ricorrenze celebrate a livello internazionale da 17 e 19 anni. La prima è la giornata mondiale Vegan, ossia di quello stile alimentare vegetariano che prevede la totale esclusione dalla dieta di ogni alimento di derivazione animale, quindi anche di latte /latticini e uova previsti invece dalla maggior parte dei vegetariani.

L'altra è il Buy Nothing Day (Giornata del Non Acquisto), iniziativa nata in Canada nel 2002 che ricorre in America del Nord il venerdì successivo alla giornata del ringraziamento, mentre da noi cade il primo sabato dei grandi acquisti natalizi (quest'anno il 26 di questo mese). Lo scopo di questa giornata è quello di fermarsi a riflettere sul ruolo che ognuno di noi svolge come “consumatore” nella doppia accezione sia di utilizzatore finale in grado di influire sul mercato dei beni appunto “di consumo” sia di utilizzatore di risorse ambientali. Si tratta cioè di astenersi dagli acquisti e di ridurre i consumi energetici al minimo. Quindi si prova a lasciare a casa i mezzi privati rispolverando la bicicletta, si bada a tenere accese solo le luci indispensabili e si evita di utilizzare elettrodomestici (televisione compresa!). Se si fa parte di quel 27% di famiglie che fa la spesa quotidianamente e ha la dispensa assolutamente vuota, ci si può orientare verso prodotti biologici/biodinamici ed equo-solidali.

L'economia basata sul commercio ha da tempo svelato i propri limiti, e tutti noi possiamo contribuire, anzi in qualche modo siamo chiamati a determinare tutti insieme il futuro delle risorse. Innanzitutto essendo consumatori critici, come ci ha ormai insegnato il commercio Equo e Solidale, e (per citarne solo uno) l'instancabile opera del Centro Nuovo Modello di Sviluppo che pubblica dal 1985 guide e manuali sul consumo critico e responsabile, fra cui l'annuale Guida al Consumo Critico.

Poi si potrebbe fare qualche riflessione su quanto ciò che decidiamo di portare in tavola incida per esempio sulle risorse idriche e sull'ingiustizia sociale. Mentre nei paesi europei ed extraeuropei sembra avere un buon seguito, in Italia invece, anche se le sensibilità non mancano ma aumentano ogni anno, la Giornata del Non-acquisto non pare avere la copertura mediatica che forse meriterebbe dato che i temi proposti quasi 20 anni fa sono rimasti purtroppo di assoluta attualità.


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