sabato 11 luglio 2020
Sei in: Ponenteoggi » Cronaca
12.10.2014 - Donatella Lauria

Alluvione Genova: Edoardo Rixi, il consigliere regionale con pala e stivali

E' stato uno dei pochi (forse l'unico) rappresentante dell'assise comunale e regionale a rimboccarsi le maniche, togliersi la cravatta e spalare fango.

 E' stato uno dei pochi (forse l'unico) rappresentante dell'assise comunale e regionale a rimboccarsi le maniche, togliersi la cravatta e spalare fango.

E' un esempio, anche se microscopico, della politica che scende in piazza, in soccorso dei cittadini che pagano e il più delle volte non ricevono niente in cambio se non false promesse e parole vane. Quello che dovrebbe fare la politica secondo la definizione di "bene comune" non esiste da decenni. E in situazioni drastiche come queste ne abbiamo sempre più la conferma. Ma qualcuno che crede ancora nel bene collettivo e fa politica per i cittadini forse esiste ancora, anche se è una rarità, una perla preziosa.

Non sono amica di Rixi, non sono leghista e questo non è un articolo di propaganda politica: avrò parlato con lui due o tre volte;  ma il suo attaccamento alla città e ai genovesi, la sua azione tra la folla è degna di essere "scritta" perché si distingue in un mondo politico fatto di indifferenza, personalismi, presunzione e sete di potere (e di soldi).

Edoardo Rixi, fa sentire la sua rabbia nei confronti delle istituzioni liguri in un comunicato.

"A due giorni dal disastro che si è abbattuto su Genova ho avuto modo di verificare di persona la mancanza di regia nella macchina organizzativa dei soccorsi – dice Edoardo Rixi, consigliere regionale e capogruppo della Lega Nord in Comune, impegnato in questi giorni attivamente sul territorio genovese - A differenza di tre anni fa, oggi per strada nessuno sa chi deve fare cosa: mancano addirittura le pale per rimuovere fango e detriti. La situazione è lasciata in mano alla buona volontà dei tanti volontari: angeli del fango infaticabili e colonne della protezione civile che da tutta la regione si sono messi in viaggio verso Genova di propria iniziativa, senza aver ricevuto, nella maggior parte dei casi, direttive precise sul da farsi.

Trovo scandaloso inoltre che non sia stato ancora fornito a noi consiglieri di opposizione del territorio un quadro dettagliato di informazioni per poter rispondere alle domande e ai dubbi dei cittadini. In questi giorni ho ricevuto decine di telefonate da genovesi disperati, commercianti rovinati che non sapevano dove sbattere la testa e a buon diritto pensavano che ne sapessi più di loro. Purtroppo non era così. Ho fatto prima a infilarmi gli stivali e andare ad aiutare i tanti commercianti che lottano ancora col fango, piuttosto che aspettare le informazioni della Regione.

Pur essendo consigliere sia in Comune che in Regione non ho ricevuto nessun messaggio di allerta per l’alluvione: un atto doveroso quanto utile visto che, come rappresentante dei cittadini eletto nelle istituzioni, mi sarei potuto immediatamente attivare, così come altri colleghi di opposizione, nella macchina dei soccorsi.

Così non è andata: probabilmente il Pd vuole lavare i panni sporchi a casa propria ed evitare scomode “fughe di notizie”. A parte gli scarica barile sui malcapitati tecnici Arpal, non abbiamo sentito nulla di nuovo uscire dalle bocche di Doria e di Burlando rispetto al 2011.

Nessun atto concreto, nessun ruolo di regia efficace per rispondere alle emergenze che via via si sono create sul territorio, in diversi quartieri della città e nei Comuni della provincia. Rispetto al 2011 è mancato anche il fondamentale supporto dei Municipi che, tre anni fa, avevano funzionato da centri di raccolta per i volontari. Centralini in tilt, sul sito del Comune zero informazioni per sapere come comportarsi e dove andare per dare il proprio aiuto, cittadini sfollati per il crollo delle proprie abitazioni che per ore hanno atteso lumi sul proprio destino. Insomma: una città allo sbando che non solo non è stata protetta nelle ore dell’alluvione, ma che ora appare abbandonata al proprio destino da chi alla guida del Comune e della Regione dovrebbe essere al timone delle operazioni di soccorso. Troppo comodo delegare ai volontari, agli angeli del fango per poi ringraziarli, tra qualche mese, magari con la candidatura al Grifo d’oro che non basterà, questa volta, a ricompensarli per aver colmato il vuoto lasciato da Burlando e Doria».

 

 

Commenti

Nessun commento presente.
Accedi per scrivere un commento

 
Meteo