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30.07.2013 - Redazione

Blitz della Finanza: catena illecita di Compro Oro in Liguria

La Guardia di Finanza di Modena ha sgominato un’associazione a delinquere finalizzata – secondo le indagini – a gestire illecitamente una catena di negozi che comprano oro, con sede a Ostiglia (Mantova) e diramazioni in varie Regioni del Centro Nord (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige, Liguria e Toscana): arrestandone i tre soggetti promotori e denunciandone a piede libero altri 17 partecipanti. Oltre all’associazione per delinquere, sono stati contestati anche i reati di truffa, ricettazione, riciclaggio, frode fiscale e commercio abusivo d’oro. Le Fiamme Gialle hanno eseguito 38 perquisizioni locali, sequestrando 20 negozi ”compro oro”, auto di lusso (Hummer e Bentley), immobili di pregio, 41 conti correnti bancari, orologi Rolex, 3 Kg di oro e tre cassette di sicurezza. Le indagini, partite nel gennaio 2013, sono scaturite da un controllo delle Fiamme Gialle in un negozio di Modena da cui sono emerse irregolarità riguardanti il pagamento del metallo prezioso in contanti e senza registrazione. Lo sviluppo degli accertamenti ha consentito di appurare che il punto vendita era riconducibile ad una nota catena, costituita da quasi 30 ‘unità locali’ nell’Italia centro settentrionale di cui 18 direttamente acquisite e 10 gestite in franchising, fornita anche di un ”banco metalli”, necessario per procedere alla fusione dei prodotti in oro acquistati e la conseguente trasformazione in lingotti. I tre promotori dell’associazione arrestati (di 58, 55 e 26 anni), di cui uno originario della Provincia di Rovigo e due di quella di Mantova, componenti della stessa famiglia e di fatto residenti in una lussuosa villa con piscina situata a Peschiera del Garda (Verona), avevano elaborato – ha spiegato la Guardia di Finanza – un articolato e lucroso meccanismo illecito, sostanzialmente ideato per acquisire oggetti d’oro, anche di provenienza illecita, omettendone in gran parte la registrazione sui registri di pubblica sicurezza o fiscali, occultando ogni traccia sia della provenienza illecita dei preziosi, sia degli elevati ricavi conseguiti dalla successiva vendita. Dal 2009 a oggi, gli indagati risultano aver acquistato oltre 1.408 kg di monili in oro, per un valore di oltre 32 milioni di euro.


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