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26.03.2015 - Redazione

Carcere di Sanremo: non più un istituto penitenziario ma un teatro di giornaliera guerriglia

 

Si è aggravata la gestione sicurezza del penitenziario di Sanremo. Ad affermarlo è il  SAPPe della Liguria il maggiore sindacato di categoria dei baschi azzurri – la cronaca di un solo giorno racconta di un detenuto affetto da problemi psichiatrici che ha  seriamente danneggiato la propria cella.

Nei confronti dei poliziotti di turno intervenuti, il detenuto ha scagliato contro ogni

oggetto che aveva a portata di mano, non solo, ma si è anche auto lesionato ed ha  ingerito delle pile ed oggetti di metallo.

Non con poca difficoltà la Polizia Penitenziaria è riuscita nel riportarlo alla ragione ed assicurarlo alle cure ospedaliere.

E’ assurdo – continua il segretario LORENZO – che a Sanremo vengano convogliati

detenuti dalla difficile gestione e con problemi psichiatrici, ribadiamo che l’istituto non è una struttura ospedaliera, questi soggetti necessitano di cure e di continua assistenza sia psicologica che medica e questo non può essere affidato alla Polizia Penitenziaria ed al carcere.

Ma lo sconcerto si ottiene quando il Direttore, che permane in quell’istituto da ben 25 lunghi anni, non pone la sua attenzione agli eventi critici, tanto meno alla dotazione di protezione individuale in uso alla sicurezza, mettendo a loro disposizione solo dei  semplici guanti in lattice, senza maschere protettive e senza nessun protocollo ben definito per le emergenze.

Ma ci chiediamo che fine hanno fatto le promesse dell’assessore Montaldo circa il piano di intervento nelle carceri liguri a favore del personale anche con l’organizzazione di corsi? Ad oggi solo parole e nessuna concretizzazione.

Abbiamo anche chiesto un incontro con il Prefetto ed attendiamo una risposta.

Ma la giornata di guerriglia non si è esaurita con questo evento. Altri due detenuti sono stati sorpresi con una lametta nascosta in bocca, on certo con intenti pacifici.

Ma la fotografia della gestione sicurezza a Sanremo si può definire molto approssimata e solo la Polizia Penitenziaria, in maniera autodidatta e mettendo a repentaglio la propria incolumità. riesce ad arginare alle inadempienza della Direzione. Nei reparti detentivi vi è un solo agente ed a sua disposizione non ha nessuno strumento di prevenzione come metal detector utili per un più accurato controllo del detenuto.

LA quotidianità dell’istituto si connota con atti di ordinaria violenza come televisori

lanciati per terra in segno di protesta, detenuti che sono incompatibili con il regime  detentivo e comunque restano in istituto. A questo risponde l’assenza della Direzione che non si preoccupa di quanto accade a danno della Polizia Penitenziaria subissata da continui eventi critici tipici da guerriglia interna che hanno deteriorato l’ambiente e la  sicurezza.

Il SAPPe accusa il direttore ed il comandante chiedendone l’avvicendamento. 25 anni  alla direzione dello stesso istituto sono tanti e subentra l’assuefazione e la mancanza di interesse verso i reali problemi dell’istituto che oggi sono veramente tanti, per questo il SAPPe chiede l’avvicendamento del Direttore e del Comandante.


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