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31.05.2013 - Pierantonio Ghiglione

Imperia, mobilitazione del settore costruzioni. Presidio degli Edili

Presidio di protesta oggi davanti alla prefettura di Imperia da parte della FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL, per manifestare contro l'attuale situazione di crisi che sta imperversando nel mondo dell'edilizia e della necessità di provvedimenti da parte del governo. Le tre sigle unite della provincia di Imperia hanno voluto aderire alla Giornata Nazionale di Mobilitazione del Settore delle Costruzioni. 

"Questo settore è stato fra quelli che più panno pagato in termini occupazionali, sociali ed economici la crisi che da oltre tre anni ha devastato il paese – hanno spiegato i sindacati - L'assenza di provvedimenti adeguati a contrastarla ha prodotto oltre trecentomila occupati in meno su scala nazionale di cui mille nella nostra provincia, l'aumento dell'illegalità e dell'irregolarità del lavoro e l'indebolimento complessivo di un sistema di imprese già fortemente destrutturato”.

Ed aggiungono: “Ora che l'Italia è impegnata in una difficile fase di riordino complessivo dei conti pubblici in uno scenario europeo che richiede un maggiore rafforzamento del governo complessivo delle economie comunitarie, diventa fondamentale che tale processo avvenga in maniera equa e tale da garantire la contestuale ripresa della crescita del Paese".

Questa la riflessione: "I provvedimenti dei Governi posti in essere, non sono stati sufficienti a centrare tali obiettivi. Per le sue caratteristiche e per la sua centralità, il settore delle costruzioni diventa ora un banco di prova decisivo per determinare un cambiamento di rotta in grado di garantire la ripresa dello sviluppo equo e sostenibile dell'intero Paese. Sono infatti necessarie risposte immediate per garantire tutele adeguate alle migliaia di lavoratori che hanno perso il posto di lavoro o che sono interessate da provvedimenti di CIG/S e in CIG in deroga, ma soprattutto occorre immediatamente rilanciare una politica di investimenti in grado di colmare il deficit infrastrutturale e ambientale del Paese e affermare una più efficace strumentazione di contrasto all'illegalità e all'irregolarità".

"Chiediamo che il governo italiano si attivi per evitare questa ulteriore deregolamentazione del settore modificando la recente riforma del sistema pensionistico. I lavoratori delle costruzioni sono più penalizzati di altri dai recenti provvedimenti a causa di vite contributive discontinue e della particolare gravosità di un lavoro che li espone in alcuni casi ad aspettative di vita più basse della media ed a una difficile permanenza sui posti di lavoro per gli ultra cinquantenni. Alle Associazioni datoriali invece, ricordiamo che l'attuale stagione dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro è parte integrante e prioritaria di un'azione di rilancio del settore che non può eludere i temi della qualità del lavoro, della sua valorizzazione e della sua retribuzione".

I manifestanti concludono con queste considerazioni: "Dopo i rinnovi dei CCNL Cemento e Lapidei vanno superate le attuali fasi di stallo nei comparti Edilizia, Legno e Laterizi, avviando anche questi contratti ad una conclusione rapida e coerente con le Piattaforme unitarie. - terminano le tre sigle sindacali - Il territorio ligure non si discosta per nulla dall'andamento nazionale; ad oggi si sono persi più di 7000 posti di lavoro e l'avvio delle opere progettate e cantierabili nel nostro territorio, potrebbero rilanciare un settore che ha sempre svolto una funzione anticiclica, producendo opportunità anche per altri settori. FiIca, Fillea e Feneal chiedono alla Pubblica Amministrazione, quelle risposte non più rinviabili e necessarie a far ripartire l'economia della nostra provincia". 

Twitter@pierghiglione

 

 


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