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18.06.2013 - Redazione

Mafia a Ponente, indagati Scullino e Prestileo

L'ex sindaco e il suo manager sono stati rinviati a giudizio in quanto, secondo il PM Arena: "pur senza essere formalmente ed organicamente inseriti nell'associazione mafiosa, contribuivano in maniera non occasionale alla realizzazione degli scopi della stessa associazione"

L’Antimafia ha chiuso l'inchiesta «La Svolta»sulle infiltrazioni della mala calabrese nel Ponente ligure. «Due clan. Ventiquattro affiliati, quindici nella città di confine, nove in quella delle palme, - riportano i documenti - in tutto 36 persone indagate, e ipotesi di concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso per l’ex sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino (Pdl) e per l’ex direttore generale del comune e di Civitas, il commercialista Marco Prestileo».  

L’avviso di conclusione delle indagini preliminari inviato dal sostituto procuratore della Dda di Genova Giovanni Arena rappresenta la conclusione di un lavoro complesso e difficile, portato avanti con grande professionalità dai carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Imperia e culminata nel blitz che il 3 dicembre scorso aveva visto un elicottero dell’Arma atterrare simbolicamente nella piazza del comune di Ventimiglia, e sotto casa di Scullino. L'avviso di conclusione delle indagini oggi potrebbe portare alla richiesta di rinvio a giudizio e quindi all’udienza preliminare (e ad un altro anno di carcerazione preventiva) per l’autunno. 

Ventimiglia 

L’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso per la gestione del «locale» della ’ndrangheta a Ventimiglia riguarda: Giuseppe «Peppino» Marcianò, 79 anni, e Antonio Palamara, di 72, ritenuti i boss, i capi e gli organizzatori del clan. Stessa accusa per gli affiliati:Omar Allavena, 59 anni, ex sottufficiale della polizia municipale di Vallecrosia, Vincenzo Marcianò, 64 anni, nipote di «Peppino», Vincenzo «Vincenzino» Marcianò, 35 anni, figlio di «Peppino», Ettore Castellana, 63 anni, e Annunziato Roldi, di 57, impresari edili, Giuseppe Cosentino, 68 anni, Giuseppe Gallotta, 47 anni, Paolo e Alessandro Macrì, di 67 e 27 anni, padre e figlio (quest’ultimo per aver tentato di entrare a far parte della ’ndrangheta), Giuseppe Scarfò, 82 anni, Salvatore Trinchera, 66 anni, e Federico Paraschiva, 40 anni, imprenditore. Archiviate, causa decesso, le posizioni di Domenico «Mimmetto» Carlino e dell’ex sindaco di Olivetta S.Michele Giancarlo Mannias.  

L’ex sindaco Scullino e l’ex direttore generale Prestileo «pur senza essere formalmente ed organicamente inseriti nell’organizzazione mafiosa denominata 'ndrangheta - scrive il pm nel capo d'accusa- contribuivano in maniera non occasionale alla realizzazione degli scopi dell’associazione così determinando il mantenimento, il rafforzamento e l’espansione della stessa». Il riferimento è all’assegnazione di lavori alla cooperativa «Marvon», nelle mani del «locale» di Ventimiglia della ’ndrangheta. I due sono accusati anche di abuso d’ufficio. A Scullino viene contestata una recidiva semplice. 

Dall’avviso di conclusione delle indagini le posizioni dell’ex sindaco di Bordighera Giovanni Bosio e dell’allora (il 3 dicembre) sindaco di Vallecrosia Armando Biasi risultano stralciate. Entrambi erano stati indagati di voto di scambio.  

Jason Allavena, tecnico del Comune di Ventimiglia e figlio di Omar, deve rispondere di concorso esterno in associazione a delinquere. Stefania Basso, 60 anni, moglie di Castellana, di favoreggiamento personale e falsa testimonianza. L’agente della polizia penitenziaria Enzo Giammicchia, 46 anni, accusato di favoreggiamento (per aver portato messaggi tra i fratelli Giovanni, detenuto, e Roberto Pellegrino). Angela Elia, 70 anni, moglie di Peppino Marcianò, di prestito ad usura. Rosario Ambesi, 65 anni, di prestito ad usura. Giuseppe Calabrese e Nazzareno Alvaro, di 39 e 38 anni, di tentata estorsione. Armando D’Agostino, 55 anni, di detenzione di cocaina (con Maurizio Pellegrino). Salvatore De Marte, 35 anni, spaccio di cocaina (con Roberto e Maurizio Pellegrino). Antonio De Marte e Fortunato Foti, 40 e 39 anni, detenzione di stupefacenti. Angelo Oliveri e Francesco De Marte, di 49 e 35 anni, detenzione di una pistola. Marcello Giovinazzo, 43 anni, traffico di stupefacenti. 

 

Da Rassegna Stampa


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