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11.04.2013 - Donatella Lauria

Sanremo: associazione no profit sfruttava lavoratori in nero, blitz della Finanza

SCOPERTA DALLA GUARDIA DI FINANZA UNA ASSOCIAZIONE NO PROFIT CHE IMPIEGAVA 2.215 LAVORATORI IN “NERO” O IRREGOLARI. DENUNCIATI ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA I PRESIDENTI.

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Imperia, al termine di una verifica fiscale eseguita nei confronti di una associazione culturale linguistica no profit operante in Sanremo, nel settore della didattica extrascolastica, hanno proceduto a segnalare alla Direzione Territoriale del Lavoro, n.1.800 lavoratori in “nero” e n. 415 posizioni lavorative “irregolari”. Inoltre sono stati denunciati, alla Procura della Repubblica di Sanremo, i due presidenti, nel tempo succedutisi, dell’associazione per violazione dell’art. 4 del D.Lgs 74/2000 (infedele dichiarazione) e dell'art. 22 D.Lgs 286/1998 - Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione -, per l’impiego di n. 1.282 lavoratori extracomunitari privi del permesso di soggiorno.

 Il servizio, avente quale obiettivo principale il controllo sull’osservanza della normativa fiscale e sul lavoro, e’ il frutto di specifica attività che il Corpo da sempre svolge nell’interesse collettivo e che, attraverso un approccio trasversale, è volta a colpire tutte le manifestazioni di illegalità connesse a fenomeni quali l’evasione fiscale, l’evasione contributiva e lo sfruttamento della immigrazione clandestina.

 Le attività ispettive hanno permesso di constatare che la predetta associazione, che si occupa dell’insegnamento dell’inglese attraverso interventi didattici nelle scuole, si avvaleva prevalentemente dell’opera di docenti madre lingua “reclutati” all’estero che di fatto, pur impossibilitati a farlo perché privi di idoneo permesso di soggiorno, prestavano a tutti gli effetti attività retribuita e subordinata.

 In sostanza la società, camuffata da associazione di volontariato, impiegava falsi volontari, regolarmente retribuiti, senza alcun contratto d’impiego nei confronti dei quali elargiva emolumenti completamente in “nero”.

 I docenti extracomunitari venivano reclutati attraverso inserzioni sui siti web dell’Associazione Culturale, la quale, attraverso una vera e propria selezione dei singoli curriculum-vitae e books fotografici, individuava i profili consoni alle proprie esigenze. Dopo, quindi, una scrematura avvenuta attraverso una “orientation” via web, l’associazione selezionava i docenti che, una volta contattati, venivano invitati a Sanremo per essere definitivamente “formati” ad intraprendere, su tutto il territorio nazionale, l’attività di insegnamento della lingua inglese.

 L’attività di servizio esperita dai finanzieri ha evidenziato ripetute inadempienze alla normativa lavoristica con conseguente segnalazione alla Direzione Territoriale del Lavoro di violazioni le cui sanzioni amministrative ammontano da un minimo di circa 6 milioni di Euro fino ad un massimo di oltre 14 milioni di Euro. Sono state riscontrate anche violazioni alla normativa di cui al “Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione”, per le quali sono previsti la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa di 5000 euro per ogni cittadino extracomunitario impiegato, per un ammontare complessivo fino a 6 milioni e mezzo di Euro.

 Le operazioni di verifica, hanno inoltre permesso di ricostruire gli incassi dell’associazione che dal 2008 ad oggi, non ha mai adempiuto correttamente ai previsti obblighi fiscali, con conseguente omessa contabilizzazione di ricavi per circa 12 milioni di Euro e la denuncia all’Autorità Giudiziaria dei due presidenti dell’associazione culturale anche per la violazione dell’art. 4 del D.Lgs 74/2000 (infedele dichiarazione). Per tale specifica ipotesi di reato è stata proposta alla Procura della Repubblica di Sanremo la misura del sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca.

 Sono state inoltre constatate l’omessa effettuazione e l’omesso versamento di ritenute alla fonte, a titolo di acconto, quale sostituto d’imposta, per una somma di circa 600.000 euro nonché l’omessa dichiarazione, ai fini IRAP, di una maggiore base imponibile pari a 2.350.000 euro.

 


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