lunedì 17 febbraio 2020
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30.06.2013 - Marisol Bertero

Strade dissestate: un vero pericolo

Sono le protagoniste purtroppo indiscusse della strada.

Sono pericolose, possono essere più grandi, più piccole, più profonde, causate o meno dalla presenza dei tombini, possono protrarsi per diversi metri o possono essere molto corte, ma la sostanza non cambia: sono buche, o dissesti della strada.

Ovunque si giri con la macchina o con lo scooter bisogna stare sempre molto attenti, e tenere saldo il volante o il manubrio, perché basta poco per perdere il controllo di un mezzo: e poi le conseguenze possono essere anche gravi. Come nel caso di Roberta Mastrolorito, 22 anni, che proprio per colpa di una fessura dell’asfalto presa col motorino a Sanremo, in Corso Inglesi il 24 giugno, ha perso la vita. La ragazza guidava dietro la macchina del padre il suo scooter, quando la ruota anteriore del mezzo si è conficcata in una buca, facendole perdere il controllo, riportando nell’impatto con l’asfalto un grave trauma al torace e la frattura di una gamba. Roberta è poi morta la notte, al Santa Corona.

A chiunque è capitato di trovarsi spesso a dover evitare gli squarci più grossi e profondi di una qualsiasi strada, e non solo per evitare di cadere: le buche sono anche dannose per le sospensioni, e tutte le parti dei mezzi che vengono fortemente sollecitate con il balzo.

Una delle strade più malmesse, a livello locale, è di sicuro via Braie a Camporosso: tra tombini molto al di sotto del livello stradale posti in mezzo alle corsie, bordi strada rovinosi, e buche sembra più un percorso sterrato per il rally che una strada asfaltata, che per di più conduce attualmente in una delle zone commerciali più attive del ponente ligure. Sicuramente l’intenso via vai di mezzi pesanti (camion, autobus) e di auto, unito alle forti piogge di quest’anno hanno contribuito a rendere questo tratto di strada quasi impraticabile e fortemente insicuro. Certo è che l’amministrazione dovrebbe fare molta attenzione e curare questo bene pubblico.

Perché poi, se dovesse capitare un’altra tragedia come quella di Roberta, non si potrà puntare il dito solo sulla sfortuna, o sulla fatalità. Tutti i comuni dovrebbero sistemare le strade su cui, ogni giorno, migliaia di persone viaggiano, per tutelare la loro incolumità: anche questa è sicurezza stradale.

 

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