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05.06.2014 - Redazione

Ventimiglia: voto di scambio, indagato Emilio Galardini, indagini in corso

La Dia, prima delle consultazioni, si era stabilita a Ventimiglia, controllando point elettorali e non solo. Come funziona il voto di scambio? Ponenteoggi ne aveva parlato poco prima del 25 maggio.

Il candidato Emilio Galardini è stato indagato per voto di scambio.

Lo riportano oggi Secolo e Stampa  che parlano di una indagine condotta dalle forze dell'ordine della città di confine e dalla Digos.

I coinvolti sarebbero già stata ascoltati dagli inquirenti: una decina i tutto, tra cui  oltre appunto l'ex Consigliere di Forza Italia Emilio Galardini, che respinge ogni accusa. Non si escludono altri "coinvolti".

La 'tariffa' per comprare un singolo voto sarebbe di 50 euro, ma si parla anche di "sconti" e piaceri dello stesso valore.

Non dimentichiamoci che due ventimigliesi nel seggio di Roverino  erano stati fermati dalla polizia il giorno delle elezioni in quanto sorpresi a scattare foto alla scheda elettorale all’interno del seggio. Mentre altri strani comportamenti di alcune persone nei confronti dei rappresentanti di lista avevano contribuito ad alimentare i dubbi degli investigatori.

Durante alcune perquisizioni sono inoltre spuntati gli elenchi delle persone contattate o da contattare. Famiglie, come verificato dagli inquirenti, particolarmente bisognose.

Ma che cosa è davvero il "voto di scambio"?

Il voto di scambio "legale", secondo una definizione tecnica, è frutto del clientelismo politico e consente, a chi ne usufruisce, di vedere soddisfatta una propria richiesta legittima in cambio del voto. Si pensi ad un campo destinato all'agricoltura che diventa edificabile, in seguito alla modifica del PGT. Se tale modifica di destinazione d'uso è fatta nel rispetto delle norme vigenti non determina alcun reato, ma consente al proprietario del terreno di vedere legalmente accresciuto il proprio patrimonio personale. In cambio il politico guadagna il consenso di quell'elettore.

 Il voto di scambio "illegale" è quello in cui un politico offre in cambio del voto qualcosa che non è legittimato ad offrire. Per esempio un posto in un'Amministrazione pubblica con un concorso pubblico addomesticato, soldi o il condono di un abuso edilizio non condonabile o il cambio della destinazione d'uso di un immobile in violazione alle norme del PGT.

Storicamente il voto di scambio è una pratica le cui origini vanno rintracciate andando indietro nel tempo. Tanto indietro da tornare almeno agli anni Cinquanta quando, in vista di appuntamenti elettorali, venivano distribuite “ratealmente” alla povera gente metà banconota o una sola scarpa prima della votazione e l’altra metà o l’altra scarpa dopo, a risultato ottenuto.

Qualcosa è cambiato ad oggi. L'Aula del Senato ha approvato di recente in quarta lettura, tra molte polemiche, il ddl contro il voto di scambio politico mafioso che ora diventa legge. E' passato con 191 sì, 32 no e 18 astenuti. Secondo la nuova legge, in vigore da subito, non servirà più necessariamente lo scambio di denaro per punire penalmente il voto di scambio politico-mafioso, ma anche "altre utilità" che presuppongono accordi tra politici e organizzazioni mafiose.

 Il reato, dunque, sarà allargato anche ad altro tipo di legami e favori, non solo dietro pagamento di denaro.

 


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