martedì 17 luglio 2018
11.01.2016 - Lara Calogiuri

Arte & Cultura: "Dagli Impressionisti a Picasso", un viaggio nel fascino della mostra

Prosegue con grande successo a Palazzo Ducale di Genova la Mostra "Dagli Impressionisti a Picasso". Numeri da record per un viaggio a tutto tondo nell'arte che terminerà il 10 aprile. Opere uniche, giochi cromatici prestigiosi, e i nomi più illustri del panorama artistico internazionale. Un mix vincente che sta registrando il tutto esaurito.

La ricchezza della collezione è data dalla sua completezza e dalla molteplicità dei linguaggi: un dialogo che coinvolge Van Gogh, Matisse, Monet, Modigliani, Degas, Manet, Courbet, Otto Dix, Degas, Picasso, Gauguin, Kandinsky, Cézanne, Renoir.

La scelta dei quadri, nonché l'allestimento, ben si prestano ad attività scolastiche, didascaliche e visite guidate, anche se non manca un secondo livello di lettura per chi vuole analizzare tematiche singole sui diversi autori o sui loro parallelismi e differenti modi di rappresentare una stessa realtà.

Esposte secondo un criterio cronologico, le opere ripercorrono una piccola parte delle incredibili carriere degli artisti più celebrati del XIX e XX secolo.

La mostra vuole esser anche una storia del collezionismo americano, fatto di filantropia, donazioni e senso civico, qualità che hanno permesso la creazione di istituzioni collettive ricche di capolavori.

Si comincia con la grande sala in cui si racconta la nascita del movimento, dell’idea che ha cambiato per sempre la storia della pittura: l’impressionismo.

La volontà di aprirsi alla luce libera della natura è una conquista che passa attraverso il realismo intenso di Courbet (Bagnante addormentata presso un ruscello) e le opere piacevolmente narrative di pittori “alla moda” come Gervex e Carolus-Durand, per approdare alla gloria del colore di un capolavoro di Monet, i radiosi Gladioli databili intorno al 1876.

Altrettanto significativo è il luminoso Sentiero di Camille Pissarro, che costituisce un autonomo, libero sviluppo dell’impressionismo, riflesso in un ampio paesaggio di campagna.

Significativa è la presenza di tre opere affascinanti di Renoir, a cominciare dalla Donna in poltrona che coincide con la prima mostra dell’Impressionismo (1874), per giungere a due opere della tarda maturità, ormai dopo la svolta dell’anno 1900.

La figura-chiave è quella di Vincent Van Gogh, che trasferendosi in Francia “scopre” la luce, e rispecchia una vicenda umana esaltante ma terribilmente sofferta in pennellate cariche di materia e di espressione. La Riva della Oise ad Auvers, del 1890, è un capolavoro che si impone per la esplosiva carica del colore, ma anche per le dimensioni significative.

Indimenticabile è  l’Autoritratto con il cappello di paglia (1887), un’esplosione di colore e di emozione, ma anche un primato assoluto: questa è la prima opera di Van Gogh esposta in un museo degli Stati Uniti.

Nelle sale più piccole sono dedicate monografie dei singoli artisti, da Degas con cinque tele in cui sono sviluppati tutti i temi fondamentali del pittore parigino (il ritratto, i cavalli, le celebri ballerine) a Cézanne, tra cui spicca una delle ultime versioni della Montagna di Sainte Victoire.

 Appassionante è il dialogo con i tre ritratti (uno femminile e due maschili) di Amedeo Modigliani, il raffinato livornese, maestro indiscusso della linea, capace di evocare sentimenti segreti, con una intensità struggente.

La sala monografica dedicata a Pablo Picasso presenta sei tele.

dalla giovanile Testa di Arlecchino (1905) fino alla magmatica Donna seduta, dipinta nel 1960, quando Picasso era ormai alle soglie degli ottant’anni.

Una mostra intensa, fitta di opere, di stili e contenuti che ci dà una bellissima panoramica dell’arte degli ultimi 150 anni, è certamente un’occasione imperdibile per vedere, in Italia alcune delle opere che non solo hanno cambiato l’arte pittorica, ma hanno influito enormemente sull’evoluzione dell’arte in senso lato e del mondo dell’immagini che è venuto dopo, dalla fotografia al cinema.


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