mercoledì 5 agosto 2020
16.06.2014 - Sergio Pallanca

Pillole di Cultura: la Compagnia della Misericordia in Ventimiglia

Recentemente ho ricevuto in dono l’edizione originale de: l’Oratorio dei Neri e la Compagnia della Misericordia in Ventimiglia di Francesco Andrea Bono , tipografia Bonzano febbraio 1931 IX.

Dall’introduzione: “Lo scopo è soltanto quello che le memorie dell’Oratorio e della Confraternita della Misericordia possano servir da guida a chi visiti l’Oratorio che i nostri antenati, con non lievi sacrifici, vollero abbellito e decorato con pregevoli opere d’arte e di pietà che ogni Ventimigliese dovrebbe conoscere ed apprezzare al giusto valore”. Il libretto prosegue con la storia della nascita della Compagnia della Misericordia che riassumo: la Compagnia della Misericordia sorse in Firenze nella prima metà del XIII secolo a seguito di una iniziativa di tal Piero Borsi di Luca, uomo di età avanzata e molto devoto che rimaneva scandalizzato per le bestemmie che molti facchini che si riunivano tutte le sere in una cantina (forse degli Adimari) presso piazza San Giovanni. Il Borsi, uomo di molto rispetto, impose che ad ogni bestemmia chi la proferiva dovesse pagare una  cragia di multa. La somma così man mano raccolta doveva servire per comperare sei zanne (lettighe),destinandone una per ogni sestiere della Città, per il trasporto di malati, feriti, morti eventualmente trovati per le strade e facendo anche un turno regolare per gli uomini a tal servizio destinati verso un modesto compenso. Ciò avvenne nell’anno 1240, da allora le Misericordie si moltiplicarono in tutta la Toscana in cui tuttora operano con tale nome, e da lì si propagarono a Sarzana, Taggia e Ventimiglia,da noi oggi si sono trasformate in Croci, per esempio la nostra benemerita Croce Verde Intemelia.

Il principio animatore delle istituzioni di Misericordia fu quello di una vera effettiva uguaglianza democratica nel fare del bene. Sotto la nera cappa, da cui nome “dei Neri” e col viso ascoso dal nero “cappuccio” si confondevano il patrizio e l’artigiano in una perfetta uguaglianza di doveri.

In Ventimiglia fu precisamente merito dei sacerdoti secolari e regolari e delle nobili famiglie l’istituzione della Compagnia della Misericordia trasformata poi in Confraternita della Misericordia, una delle più antiche della Città la cui fondazione, fatta nella Cattedrale, risale al 1610.

Questa Confraternita ufficiava nel 1643 in una piccola chiesa che verteva in rovina, di cui non si sa a quale Santo fosse dedicata ma con probabilità al San Salvatore, situata nel quarterio Castello come riferisce G.Rossi da un documento del 1465. Occorrendole una sede propria nel 1650 il nobile Antonio Porro cedeva la sua abitazione in via Garibaldi affinché fosse convertita in un oratorio  che divenne l’Oratorio dei Neri. Nel 1931 la Confraternita della Misericordia contava 28 Confratelli e 158 Consorelle.

La descrizione dell’epoca dell’Oratorio dei Neri la rinvio ad altro appuntamento, di seguito trascrivo testualmente la postilla autografa in bella ed elegante grafia ad inchiostro e pennino di colui che sovvenzionò la pubblicazione del libretto in mio  possesso.

“Ventimiglia 28 Dicembre 1935, era fascista XIII

Trovandomi sano di corpo e di spirito, visto che questo è un momento come ai tempi, degli apostoli,seguaci di Gesù nostro Redentore, che uno lo ha tradito un altro lo ha rinnegato tre volte,gli altri l’abbandonarono.  Solo le pie donne, l’assistettero durante la sua vita pubblica, passione, morte, risurrezione, ascensione. Ho stabilito che, le mie mille e più copie, del mio libro storico, composto dall’esimio mio amico Francesco Andrea Bono, illustrato dal Sig. Guglielmone Guglielmo fotografo girovago, sia custodito, amministrato,  propagato dalle pie consorelle dell’oratorio detto dei neri, ma col titolo della Misericordia, San Secondo, morte, orazione. Le pie consorelle, hanno dato molteplici prove d’intelligente, affettuoso, devoto attaccamento all’artistico oratorio a cui il presente è dedicato. A quest’opera così ben riuscita, ho dedicato questa mia assoluta volontà, onde evitare qualsiasi male intesa, con i miei cari confratelli.

Copia del presente, rimane fra gli atti in consegna alle consorelle.

Accenno che, il nome della fotografia qui appresso, è cancellato perché sbagliato.

Ricagni Floriano fu Carlo, nato il sette aprile 1862 in Casal Cermelli provincia Alessandria”.

In ultima pagina c’è la foto del finanziatore del libro che allego.

Ho decifrato a fatica, usando una lente e controluce  la didascalia cancellata sotto la foto che riporto qui di seguito:

              Ricagno Floreani

Maresciallo della R.G. Finanza in riposo

Aggiungo che dopo anni di oblio e di chiusura al pubblico per ragioni di sicurezza, recentemente sono ripresi i lavori di restauro dell’Oratorio dei Neri.

Si sta restaurando il tetto dal quale pericolose infiltrazioni d’acqua hanno danneggiato la leggiadra volta a botte della navata decorata con graziosi rabeschi in stucco e da dodici pregevoli affreschi del pittore Maurizio Carrega da Porto Maurizio che li eseguì dal 1784 al 1786.

Ci auguriamo che presto l’Oratorio venga riaperto al pubblico onde poter nuovamente ammirarne la bellezza.

Sarebbe auspicabile, a mio avviso, riaprire l’Oratorio al culto e ricostituire la Confraternita dei Neri per far rinascere una antica tradizione con le stesse finalità caritatevoli e di pubblica assistenza.

 Sergio Pallanca

 


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