domenica 20 maggio 2018
05.02.2015 - F.Leuzzi

Giornata contro lo spreco alimentare, educare anche la città di confine

A lanciare la proposta la nutrizionista e consigliere comunale di Ventimiglia Federica Leuzzi.

Si celebra oggi per il secondo anno la giornata nazionale contro lo spreco alimentare: momento per riflettere sui nostri comportamenti e provare a modificarli.

Una famiglia italiana in media butta annualmente 49 kg di cibo. Gli sprechi maggiori riguardano la verdura (10,7 kg), la frutta (9,9 kg), il pane (9,1 kg) e la pasta (6 kg), mentre minori risultano le quantità sprecate per gli alimenti più costosi: carne (4,5 kg), formaggi (2,1 kg), pesce (1,8 kg), surgelati (1,8 kg) e salumi (1,2 kg).

Parallelamente ed aggiungerei, paradossalmente, nel Mondo 840 milioni di persone soffrono la fame, ma si butta via più cibo di quanto servirebbe per salvare loro la vita.

Dall’emergenza dobbiamo ora passare alla consapevolezza, perché buttare via il cibo, in quantità così elevata, è prova del fatto che non abbiamo abbastanza sensibilità o non sappiamo davvero quanto valga non solo in termini economici, ma anche ambientali e di opportunità per chi quel cibo proprio non ce l’ha.

Ecco perché è fondamentale continuare ad agire sul tema dell’alimentazione attraverso politiche di prevenzione, come la giornata di oggi.

Possiamo iniziare avviando pratiche virtuose già tra le mura domestiche, luogo dove si spreca di più; quando facciamo la spesa cerchiamo di soddisfare il bisogno di mangiare bene, acquistando alimenti di qualità, ma evitando eccedenze, continuando a conservare i cibi adeguatamente e sfruttando gli avanzi in maniera vantaggiosa.

Naturalmente noi adulti abbiamo il dovere di sensibilizzare bambini ed adolescenti sul tema, dando loro il buon esempio e focalizzando l’attenzione sull’alimentazione sostenibile.

Ambiente ed ecosistema sono le maggiori vittime del nostro comportamento errato; risparmiare nel quotidiano risulta quindi utile per salvaguardare il nostro pianeta!

Per contribuire concretamente alle politiche antispreco, inoltre, ci aiuterà la semplificazione della normativa per gli alimenti invenduti, che consentirà finalmente di favorire ed incentivare la donazione delle eccedenze e dei prodotti alimentari invenduti lungo la filiera, attraverso la semplificazione, razionalizzazione ed armonizzazione del quadro di riferimento che disciplina il settore.

Portare nelle sedi opportune questo concetto gioverà anche ai cittadini del comune di Ventimiglia.

 


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