sabato 19 settembre 2020
23.06.2014 - Federica Leuzzi

La nutrizionista insegna: la melanzana contro l'arteriosclerosi

La nutrizionista ventimigliese Federica Leuzzi, collaboratrice della nostra testata, indica le proprietà e i numerosi benefici della melanzana.

La pianta della melanzana appartiene alla famiglia delle Solanaceae (come i peperoni, i pomodori e le patate) ed è originaria dell’India, dove cresceva spontanea già più di 4.000 anni fa.

In Europa cominciò a diffondersi ad opera degli Arabi. Ad oggi l’Italia rappresenta uno dei maggiori paesi europei esportatore di tale ortaggio e ricopre il 30% della produzione nazionale.

La pianta, la cui altezza varia dai 30 centimetri al metro, é tipicamente estiva e, al di sotto dei 12° smette di crescere. Al nome melanzana è associata una curiosa interpretazione: “mela-insana”, dal latino “frutto insalubre”, infatti, contenendo solanina, non é commestibile cruda.  La solanina è una sostanza pericolosa per il nostro organismo che, se consumata in grandi quantità, può causare effetti negativi sul sistema nervoso e sulla mucosa gastrica.

Fra le varietà di melanzane più conosciute e consumate in Italia abbiamo: la violetta di Firenze, con forma rotondeggiante, la violetta di Napoli, con una forma più allungata e dal sapore più "deciso", la Larga Morada, dal colore più chiaro con strisce violacee e con un gusto molto delicato, la gigante di New York, viola ed enorme ed infine la violetta lunga palermitana dal colore viola scuro e dalla forma allungata.

QUALITÀ NUTRIZIONALE

I frutti della melanzana si caratterizzano per essere molto ricchi di acqua (93%) e poveri in carboidrati; scarso risulta anche il contenuto di grassi e proteine. Hanno un potere calorico molto basso: ogni 100 grammi di parte edibile si ha una resa di sole 16 calorie .

Sono molto ricchi di fibre, soprattutto insolubili (cellulosa ed emicellulosa), acidi organici (acido malico, acido clorogenico ed acido caffeico) e minerali tra i quali spicca in assoluto il potassio, seguito da fosforo e magnesio; in percentuale minore troviamo lo zinco, il ferro, il rame, il calcio il sodio e, in quantità bassissima, il selenio. Sul versante delle vitamine annoveriamo: la vitamina  A, quasi tutte le vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6), la vitamina C, la vitamina K e, in quantità molto ridotta la vitamina E.

La colorazione blu-violetto e violacea della buccia, é dovuta alla presenza di antocianine, in particolare di nasunina, con spiccate proprietà antiossidanti e che quindi combattono i radicali liberi, i quali giocano un ruolo centrale nei fenomeni di invecchiamento, infiammazione, malattie cardiovascolari, cancro.  Evitate dunque di pelare le melanzane prima di consumarle!

Alcune varietà presentano un sapore amaro ed astringente dovuto alla presenza di tannini.

Nelle melanzane inoltre possono essere presenti ammine biogene (putrescina, cadaverina ed istamina), che in alcuni soggetti causano problemi di allergia.

Grazie al suo alto contenuto di acqua, la melanzana possiede proprietà diuretiche e depurative; è consigliata nei casi di gotta, di arteriosclerosi e di problemi di infiammazione alle vie urinarie; la buona presenza di potassio (utile per chi soffre di crampi muscolari) e di altri minerali le conferisce poi proprietà rimineralizzanti e ricostituenti. In cosmesi vengono utilizzate per la preparazione di creme idratanti e maschere.

Le melanzane contengono alcune sostanze amare, presenti anche nelle foglie dei carciofi, che contribuiscono a stimolare la produzione di bile da parte del fegato, a facilitare la digestione ed anche ad abbassare il tasso di colesterolo "cattivo" nel sangue.

Una cosa di cui dobbiamo tener conto, se vogliamo "approfittare" delle sue proprietà e dei suoi benefici, è quella di non eccedere con i condimenti, in particolar modo con l'olio, e di cucinarla con semplici metodi di cottura (evitando la frittura) in quanto la melanzana ha tra le sue caratteristiche quella di assorbire in modo particolare i grassi.

Per molte persone, la melanzana non è cibo gradito a causa del suo tipico sapore amaro, come già accennato. In genere, per ridurre tale gusto, dopo esser state affettate, vengono cosparse con del sale o sbollentate per alcuni minuti in acqua salata, leggermente acidulata con alcune gocce di limone. Successivamente è opportuno disporle su uno strofinaccio per asciugarle.

Possono essere conservate in frigorifero, tra i 10 e i 15 gradi, per circa una settimana.

 

 


Commenti

Nessun commento presente.
Accedi per scrivere un commento

 
Meteo