sabato 21 aprile 2018
17.12.2014 - Mario Acampa

Il supponente: "Dimmi che bom bom hai, e ti dirò chi sei: l’allenamento Bill Starr

Prosegue la collaborazione dell'attore torinese Mario Acampa.

Saramago diceva: “dopo aver guardato negli occhi tante persone nella mia vita, ho capito che è quello l'unico posto dove si nasconde ancora un pò d'anima”. Io dico: “nella vita c’è chi ha più culo che anima”.

Lo dico con sfrontatezza me ne rendo conto, ma insomma il titolo della rubrica non aiuta ad essere accondiscendenti e soprattutto in questo mondo patinato di buonismo e "seguo sempre la sua trasmissione" credo che sia bene talvolta “sbroccare” come la Perego con Nina Moric. 

Signori e signore se esiste il detto "avere culo" è perché è una zona potenzialmente apprezzabile, di atterraggio in caso di caduta fisica, ma anche emotiva e soprattutto di sguardi. Altrimenti per dire “che fortuna” diremmo “che gomito!”, oppure “che coscia!”, o ancora “che collo!”. Invece no. Diciamo “che culo” e ci sarà un motivo.

Oggi parliamo di mode e di fitness e ho deciso di partire proprio dalle zone che non vediamo se non con un sapiente gioco di specchi. 

Certo per il principio di proporzionalità è superfluo avere dietro un gommone per una come Giorgia o per inverso una pizza al padellino per Niki Minaj. Insomma: dimmi come hai il deretano e ti dirò chi sei. Non dovete dirmelo davvero, era per dire che il fondoschiena è il nuovo ombelico. La gente lo guarda e vi giudica. Sapevatelo! 

 

Per riconosce l'entità del danno basta fare come dice Dolce o Gabbana: scattarsi una foto. In questo caso da dietro e farla vedere a uno sconosciuto dicendo "guarda questa/o! Ma come sta messa/o?" ed essere pronti a qualunque feedback, persino che l'ananas con la crema pasticciera non brucia i grassi. E’ stato un duro colpo anche per me, lo ammetto. For the record: usare Instagram per cambiare le luci e il risultato della foto, non vi salverà dall’inferno lipidico. E ve l’ho detto. Andiamo per ordine. 

In quest'ottica repressiva e terroristica fatta di un superficiale quanto serio “Inno al sedere di marmo”, sono qui per insinuare il senso di colpa nelle vostre coscienze. A fare da specchio posteriore al vostro io e quando dico "io" dico deretano. Vi avviso sto per finire i sinonimi e quindi a breve sarò costretto a tornare a "culo" oppure possiamo fingere di parlare di un giocatore della nazionale croata e chiamarlo “culovic”.

 

E’ bene tonificare il “bom bom” soprattutto se il nostro rientra nelle categorie: grosso e grasso - ossuto - assente o non pervenuto. 

Se è grosso sappiate che il nero non vi salverà più, soprattutto da quando esiste l’inquinamento luminoso, perché il buio non esiste. Il nero snellisce se siete in un buco nero, altrimenti qualunque leggings  vi darà solo l’effetto di un’enorme ‘nduja calabrese. E voi ci sarete insaccati dentro. 

Ossuto, cioè secco secco...come quello di Madonna. Quella donna ha l’età di mia madre e invece che avere le vene varicose fa la spaccata per aria e si fa fotografare col corsetto un filo a vita bassa... Per l’amor del cielo, sta benissimo lassù, ma i suoi glutei di tofu si vede che sono rinsecchiti come le prugne in scatola. #Mangiatelaunaparmigianaognitanto

 

C’è poi l’assente ingiustificato. E sono mancanze che valgono sia per un uomo che per una donna. Sono momenti che lasciano il vuoto dentro e lo sconforto nelle mutande smosciate. Un uomo senza gluteo non è rassicurante. Vedere il portafogli che ondeggia libero in quella saccoccia vuota come una cornamusa mette ansia. Per non parlare della sensazione delle gambe attaccate direttamente alla schiena senza passare dalle colline: è spiazzante. 

No, non è bello, e per scongiurare questa apocalisse è bene allenarsi e mangiare bene. “Grazie a st’anduja” direte voi, e lo penserei anche io se non fosse che, come diceva Cher, le cose vere e belle sono le più semplici. Infatti lei si che è semplice. Semplicemente rifatta. 

Ma non vi consiglierò la chirurgia, parleremo invece di squatt (che non è il rumore delle vostre chiappe in acqua). È un esercizio che si concentra sulla parte inferiore del corpo e quindi le gambe e i glutei, oltre a coinvolgere altri gruppi muscolari. 

Una delle mode del momento, perché di questo ci occupiamo in questa spensierata rubrica, è l'allenamento BILL STARR (http://www.fabiopersonaltrainer.it/il-5x5-alla-bill-starr.html) che si basa sull'allenamento fisico con i pesi, concentrandosi su 3 esercizi fondamentali: squatt, panca e rematore. Il concetto base è quello di fare le cose piano e bene. E a questo punto nella testa di noi maschietti dovrebbe risuonare la voce della vostra ragazza che ve lo dice in altre sedi.

Anche i dilettanti possono iniziare come spiega Fabio Personal Trainer, persino quelli che se vanno in palestra si grida al miracolo come quando El Shaarawy fa goal, cioè mai. Inoltre, invece che caricare milioni di chili sul bilanciere, si fanno 5 serie con 5 ripetizioni per ognuno dei 3 esercizi base, aumentando il carico gradualmente, esattamente come  Equitalia di anno in anno. Il risultato alla fine e' il medesimo: sia Bill Starr che Equitalia ti fanno il culovic. Però vuoi mettere andare a pagare le tasse e stare in coda mentre ti guardano ammirevoli il derriere di marmo? Eddai su. 


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