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29.05.2013 - Donatella Lauria

Germania-Genova andata e ritorno, l'intensa storia di un podista genovese

Ecco la straordinaria storia del podista Werner Michelangeli, tesserato con la società genovese Podistica Peralto, capitanata da Mauro Semonella.

"Il mio presidente, Mauro Semonella, mi ha chiesto di scrivere un riassunto della mia esperienza podistica in Liguria nei tre anni in cui ho vissuto a Genova. Ecco la piccola storia di un podista tra la foresta nera e le montagne liguri.

Emil Zatopek, la mitica "locomotiva umana“ disse una volta in un’intervista nel suo tedesco un po’ stordito ma molto simpatico: Vogel fliegt, Fisch schwimmt, Mensch läuft“ e cioè: „uccello vola, pesce nuota, uomo corre“. Cosi semplice, vero e anche bello.

Cosi è anche per me, correre fa parte di me come un elemento vitale, un evento normale della vita quotidiana a Friburgo, in Germania. Corro lungo il fiume, tra gli alberi della foresta nera, sulle colline del Sud della Germania.
Quattro anni fa lo Stato tedesco mi propose di mandarmi in Italia a fare una nuova esperienza: il prof di matematica alla Scuola Germanica di Genova. Accettai subito e ci trasferimmo con mia moglie e i miei tre figli in questa città meravigliosa.
Arrivati a Genova, la nostra vita è cambiata in tanti modi, ma io pensavo che per me una delle costanti sarebbe rimasta la corsa. E così sono andato a correre.... “Perchè correre a Genova sarà correre su sentieri diversi, ma il resto rimarrà come al solito”, pensavo. Ma mi sbagliavo.

All’inizio è stato un po’ difficile, non conoscevo i sentieri giusti o belli. Sono uscito ed ho corso un po’ a naso. Ma con l’aiuto del nostro portinaio ecuadoregno ho velocemente scoperto le alture del Righi, il Peralto, i Forti di Genova e la bellezza dell’hinterland del capoluogo ligure. Forse uno non vede più le bellezze che ha sempre di fronte. Ma la bellezza e la varietà dei sentieri sopra la città o lungo il mare come nuovo arrivato hanno avuto su di me un effetto immediato: ero stupefatto, ne sono rimasto letteralmente stregato.

Dopo qualche mese che passavo davanti alla casetta rossa della Podistica Peralto ho pensato di iscrivermi a questa società, perchè volevo anche partecipare a qualche gara in Liguria come facevo in Germania una o due volte l’anno. Detto fatto, e ho partecipato per la prima volta con i colori della ASD Peralto al Trofeo Renzo Lunghi.
In Germania i runners come me che non punteranno mai adu un posto sul podio ma corrono per diletto non fanno quasi mai parte di una società sportiva, anche perchè non c’è bisogno di un certificato medico o una tessera tipo FIDAL. Tantissimi corrono per conto loro e in generale c’è molto meno spirito di gruppo tra i podisti. Qua in Italia è diverso, quasi tutti portano la divisa di una delle numerosissime società.
Da quando ho fatto parte del gruppo „verde“ della Podistica ho conosciuto un sacco di persone in pochissimo tempo, sono stato accolto con un calore notevole e ho conosciuto il piacere di fare parte di un gruppo che vive lo spirito amatoriale in modo affascinante. E poi con il surplus di un presidente come Mauro...
Da lì in poi ho avuto sempre più informazioni sulle gare e ho partecipato molto spesso a gare, trofei, marce, ecc. Da una parte era il mio modo di conoscere la Liguria: correndo con degli amici. Dall’altra non potevo farne a meno, perché l’atmosfera dell’intero gruppo podistico ligure era più che piacevole, come fare a sottrarsi?
Ho scalato il Monte Fasce e il Diamante, ho fatto le mezze di Portofino, Genova e Varazze, ho fatto dei Trail a Savignone , nella Valfontanabuona e a Laigueglia, la Panoramica, la 12 per un’ora, la Prato Valcanate, ho coso la Valvarenna, la Pegli in corsa e tante altre . Ho vissuto dei momenti divertenti quando al Santuario di Caravaggio a Recco al traguardo abbiamo aspettato il vescovo per la premiazione che arrivava in elicottero. Ma non c’era da annoiarsi con davanti quel panorama mozzafiato. Ho riso quando in vetta al Monte Fasce alla mia domanda per la discesa mi hanno detto: “Qualcuno corre, gli altri si organizzano”. E allora mi sono organizzato: ho fatto l’autostop e ho conosciuto un pastore di pecore simpaticissimo. Mi sono spaventato invece quando alla Panoramica ho visto dei cinghiali, quando poi altri mi hanno spiegato che uno di loro si chiamasse Pietro. E potrei continuare.
Ho scoperto dei paesaggi strepitosi e dei sentieri nascosti. Ma alla fine devo dire che questo è possibile anche in Germania. La differenza sta nel fatto che qua in Italia dietro le gare e garette non sta solamente l’ambizione di proporre una prova organizzata alla perfezione, ma la voglia di fare una cosa per la gente. Per ragazzi come me che fanno fatica a salire sul Monte Fasce, ma sono grati di essere accolti con una focaccia appena sfornata. Per un socio come me che capivo la parola cena, ma non conoscevo la parola cena sociale (e le sue dimensioni). Per i podisti che arrivano un’ora dopo il vincitore e c’è la crostata e il pacco gara con una bottiglia di bianco. Per tutti i partecipanti della scalata al Caravaggio che si buttano sui cucculli ancora caldi e ce n’è per tutti. Per i quaranta partecipanti della marcia a Tribogna che saranno accolti da mezzo paese con un buffet di dolci da leccarsi i baffi e con premi artigianali in ardesia. E via dicendo.

Correre fa parte della mia vita, è bello dappertutto. Ma adesso che sono ritornato in Germania, dopo tre anni passati a Genova, mi rendo conto quanto sia bello correre qua, incontrare amici durante le prove, chiacchierare facendo la fila per le docce (se ci sono), vivere l’esperienza di una passione vissuta insieme. Questo è un grandissimo valore che il podismo in Liguria, i soci, le mogli dei soci, i presidenti e le associazioni podistiche mi hanno insegnato negli ultimi tre anni. E io trovo che sia una cosa di cui andare veramente orgogliosi.

Siamo tornati in Germania e non mi sono iscritto ad un’altra società podistica. È bello correre nella foresta nera. Anche se non ho rinnovato la mia tessera, ma alla fine resto un socio della Podistica Peralto. Non c’è partita.
Grazie e a presto!"


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