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27.03.2014 - Donatella Lauria

Maratona di Roma: la forza e la tenacia degli atleti arrivati dal Ponente ligure

La Maratona di Roma non è stata solo il risultato finale.

E’ stata l’emozione di correre tra le bellezze storiche della capitale del mondo, la voglia di conoscere i propri limiti, la passione sfrenata di chi ama il podismo, la gioia di tagliare il traguardo anche dopo una caduta, l’abbraccio con il compagno di gara o con chi ci ha attesi all'arrivo.

Roma ha emozionato. Roma, che ha accolto al via  quasi 20 mila podisti da 123 parti del mondo, da tutta Italia, dalla Liguria e dal Ponente ligure.

Una pioggia battente ha scandito i nostri passi. Dalle 8 di mattina eravamo già schierati alla griglia di partenza, con i legionari romani, tra gli scavi dei fori imperiali, pronti ad affrontare i 42 km di percorso. Tante le difficoltà oltre il maltempo. Un vento a volte contrario, i famosi “sanpietrini” romani che bagnati erano ancora più scivolosi. Questo non ci ha frenati.

Anzi. I "magnifici" atleti della Provincia di Imperia hanno portato a casa amarezza e gioia, ognuno con la propria storia che dall’interno ha reso speciale ogni attimo della gara, ogni passo o respiro.

Bruno Stilo, tenace e combattivo atleta del Ventimiglia Marathon, è partito con un tendine già sofferente. Mi ha accompagnata per molti chilometri, sostenendomi, ma poi la sua gamba ha ceduto. Ha vinto ugualmente.

Paolo Famà ha ottenuto il risultato migliore degli atleti della provincia, correndo in 3h e 01 la sua prima maratona.  Adriano e Claudio Catalano sono arrivati stringendosi la mano, tagliando il traguardo insieme in 3 h e 23. Il primo ha regalato al fratello la sua esperienza.

 Io, dopo una brutta caduta e una gamba già dolorante, ho alzato le braccia dopo 3h e 46, piazzandomi 230 esima donna su oltre tremila iscritte.

E poi Angelo Del Giudice (3h e 35), Giovanni De Vincentis (3h e 13) Mamone (4h e 01),Emiliano Scandi (3he 58), Patrizia Negri (4h e 20), giunta alla sua nona maratona nella capitale.

Un grazie speciale a chi ci ha allenati e sostenuti: Nino Cuffaro, paziente ed esperto preparatore ed atleta, che ha reso possibile tutto questo.

 

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