domenica 17 novembre 2019
29.04.2015 - Redazione

Agroalimentare e florovivaismo, Piana (Lega Nord): “Settori dalle grandi potenzialità ancora inespresse”

È impensabile promuovere e valorizzare i prodotti delle nostre aziende del settore agroalimentare e del florovivaismo senza partire dalle condizioni essenziali per fare impresa e cioè dai collegamenti.Oggi abbiamo un entroterra parzialmente isolato che, oltre a presentare evidenti deficit infrastrutturali per raggiungere i centri costieri, non trova un’adeguata offerta di collegamento non solo con il resto d’Europa ma neppure con il resto del Paese.

Ricordo che il Ponente ligure ha ancora una linea ferroviaria internazionale a binario unico e una rete viaria nell’entroterra che avrebbe assoluta necessità di essere profondamente rimodernata. Come possiamo pensare che in queste condizioni le nostre imprese di eccellenza del settore agroalimentare possano essere davvero competitive con i concorrenti esteri, a due passi da loro, ad esempio quelle della Costa azzurra?

È evidente che occorra una seria programmazione di interventi finalizzati a rendere più semplici e a misura di impresa gli spostamenti tra entroterra e costa e non solo». Così interviene Alessandro Piana, candidato alle prossime Regionali per la Lega Nord in provincia di Imperia, che pone l’accento sulla necessità di potenziare i collegamenti per la promozione e la valorizzazione del settore dell’agroalimentare ne Ponente Ligure. «L’agricoltura nella nostra regione dà lavoro a circa 13mila persone, concentrate nel Ponente: tra le due province si contano circa 11mila addetti, di cui 7 mila solo a Imperia, regno dell’olio doc e dop, dove Unioncamere Liguria registra circa 4 mila imprese attive, che costituiscono circa il 40% del totale delle aziende liguri del settore. Queste aziende quest’anno hanno subito la batosta dell’Imu agricola che, oltre a rappresentare un balzello assurdo per imprese già in difficoltà, per mesi è stata una vera e propria spada di Damocle, un’incertezza sul futuro che ha scoraggiato quindi qualsiasi tipo di investimento.

In questo quadro è evidente quali siano le difficoltà, nuove e croniche, con cui il settore del nostro alimentare, un’eccellenza apprezzata in tutto il mondo, deve fare i conti quotidianamente. Penso alle enormi potenzialità che ha tutto il comparto vinicolo, oltre che quello oleario, del nostro Ponente. Italiani e stranieri sono sempre più attratti dalla qualità e dalle peculiarità delle nostre produzioni e su queste occorre puntare. Non solo: anche il florovivaismo, come testimoniano gli ultimi ordini per esempio di ranuncolo dalla Germania, e tutto il mercato dei fiori recisi sono punte di diamante della nostra economia su cui possiamo fare molto di più.

Questi settori non hanno bisogno di spot elettorali finalizzati al consenso ma di seri interventi in primo luogo infrastrutturali e di tipo fiscale, a partire dall’abolizione degli studi di settore e incentivazione per le aziende dell’entroterra, che solo la Lega Nord a oggi ha saputo proporre sia in ambito locale sia nazionale».

 

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