venerdì 19 aprile 2019
13.02.2015 - Redazione

Esodati, Rixi: “Un popolo a cui Renzi continua a togliere dignità, diritti e volto”

Questa mattina la conferenza stampa del vicesegretario federale della Lega Nord e consigliere regionale in Liguria insieme ai rappresentanti del Comitato degli Esodati in Liguria. “Da mesi chiediamo l’istituzione di un tavolo tecnico in Liguria con l’Inps, per sapere il numero preciso degli esodati. Il censimento delle vittime della riforma Fornero è il primo passo per dare il sacrosanto riconoscimento ai loro diritti di lavoratori”.

«Da tre anni, i tre governi Monti-Letta-Renzi continuano a calpestare i diritti di migliaia di persone che hanno versato per anni i propri contributi e dalla “controriforma” del lavoro dell’ex ministra Fornero si vedono negati i propri sacrosanti diritti di lavoratori e di pensionati. Con un vergognoso balletto di dati e cifre, migliaia di esodati oggi vedono negarsi anche la dignità e addirittura il proprio volto: l’Inps, infatti, con un atteggiamento a dir poco omertoso, non ha mai fornito una stima precisa del numero di questi ex lavoratori, relegati a tutti gli effetti in un limbo tragico. In Regione avevamo chiesto l’attivazione di un tavolo tecnico in Liguria con l’Inps per almeno conoscere le reali dimensioni del fenomeno: nonostante un nostro ordine del giorno approvato all’unanimità in consiglio ancora aspettiamo di essere informati almeno su un censimento preciso, il primo passo per arrivare a una soluzione definitiva di questa profonda ingiustizia sociale». Così ha dichiarato questa mattina Edoardo Rixi, vicesegretario federale della Lega Nord e consigliere regionale in Liguria, durante la conferenza stampa che ha tenuto insieme ai rappresentanti del Comitato degli Esodati in Liguria. «Come Lega a tutti i livelli istituzionali siamo stati sempre e saremo a fianco di questi lavoratori nella loro giusta battaglia – ha detto Rixi – purtroppo il governo Renzi si è rivelato il peggior esecutore della vergognosa riforma dell’ex ministra Fornero, che già all’epoca il Pd aveva sostenuto e votato. A gennaio ha aumentato di quattro mesi l’accesso alle pensioni, di tre per gli esodati. Poi ha ucciso il volere dei cittadini che si erano democraticamente espressi mobilitandosi in massa nella nostra raccolta da 500 mila firme per il referendum per abolire la riforma Fornero, negando loro il diritto di cancellare con il proprio voto questa vergognosa legge. E come se non bastasse continua a tenere il popolo degli esodati appeso alla speranza di accedere alle cosìdette “salvaguardie” per arrivare finalmente alla pensione: vere e proprie “lotterie” che non danno alcuna certezza a chi magari ha già versato 40 anni di contributi e oggi si trova senza lavoro e senza pensione».

Il Comitato degli Esodati in Liguria, attraverso i propri portavoce Fabio Cerruti ed Enrico Monzani, si è fatto promotore di numerose iniziative – tra cui una lettera a Renzi - per sensibilizzare la politica anche nazionale sulla loro situazione che dura ormai dalla fine del 2011 e a trovare una soluzione condivisa. Secondo le stime del Comitato, il popolo degli esodati in Italia è di circa 200 mila persone e in Liguria di almeno 2 mila. Una stima parziale, mai confermata né smentita dall’Inps che non fornisce dati precisi in merito. Anche con le ultime “salvaguardie” – sono 6 i provvedimenti di aggiustamento post riforma Fornero che hanno autorizzato, secondo criteri stabiliti dai diversi governi, il diritto di andare in pensione – la situazione non si è risolta: solo dall’ultima salvaguardia sarebbero rimasti esclusi 49.500 esodati.

 La Rete dei Comitati degli Esodati – a cui aderisce anche la Liguria - chiede “la corretta ed equa salvaguardia sia garantita a tutti coloro che siano in possesso dei seguenti 2 requisiti: non essere più occupati al 31.12.2011 per avvenuta risoluzione contrattuale a qualsiasi titolo, oppure avere entro quella data sottoscritto accordi collettivi o individuali che, come esito finale, prevedano il futuro licenziamento;la maturazione del diritto pensionistico con le previgenti norme entro il 31.12. 2018”.

 


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