mercoledì 22 novembre 2017
15.09.2015 - Redazione

Lettera del PD di Bordighera al sindaco:" ha paura di un confronto?"

Pubblichiamo per intero una lettera che il Pd di Bordighera ha inviato al primo cittadino Pallanca.

Le scriviamo per parlare a Bordighera, sig. Sindaco, di cui Lei è l’Istituzione e il simbolo.

E, così facendo, chiedendoci se Lei, sig. Sindaco, è capace di parlare a Bordighera e se ne conosce al contempo la vera realtà, esprimiamo le nostre profonde preoccupazioni per il destino della Città.

Ci consenta pertanto, di domandarle, sig. Sindaco, se conosce la comunità che ha l’onore di amministrare, pur frequentando molte persone, e il suo Popolo.

Un fatto è chiaro.

Lei non è abituato, educato e avvezzo, politicamente, a parlare con tutto il Popolo di Bordighera, poiché, sino a oggi ha sempre rifiutato, tacendo, di confrontarsi pubblicamente con il Partito Democratico, che, piaccia o meno, rappresenta il maggiore elettorato cittadino. Preferisce rimanere al chiuso nelle bianche mura del Palazzo Comunale, pago del ruolo di Primo Cittadino che impersona, non capendo o non volendo capire, che così facendo non serve pienamente l’alto incarico che ricopre, che consiste nell’essere rappresentante e dialogante con tutto il Popolo di Bordighera, non solo con una sua parte, pur da essa eletto.

Noi pensiamo, in assenza del suo pensiero, che tema un pubblico confronto, che non si voglia esporre, pubblicamente, a un dialogo e, ovviamente, a un contradditorio sull’attuale situazione e realtà della Città.

Ci dica, sig. Sindaco, ha paura di un confronto pubblico? Teme che le già segnate sorti politiche della Sua amministrazione emergano in tutta la loro attuale drammaticità?

Le cronache locali, quotidianamente, ci consegnano frammenti di questa realtà lasciata al suo destino: un lento, costante, inesorabile decadimento culturale, sociale e della qualità dei servizi che tocca tutte le frazioni cittadine, con un’amministrazione che non ha una bussola, una direzione. Il destino dei diecimila abitanti con un’età media della popolazione di 50 anni, un giovane ogni tre anziani, è anche nelle sue mani.

E’ giunto, ormai, a metà del suo mandato elettorale ricevuto nel 2013, e con la consapevolezza che abbiamo, militando nel principale storico partito esistente oggi in Italia, ci domandiamo se venuta la sera, spogliandosi delle sue vesti quotidiane, Lei riesce a rivestirsi, condecentemente di quelle umane, guardandosi negli occhi per interrogarsi sulla realtà che amministra e sul peso delle responsabilità che porta su di sé.

Non pensiamo, a meno che non venga a dircelo pubblicamente, che Lei, sig. Sindaco, faccia questi esercizi di riflessione. Poiché se così fosse, sarebbe, come noi lo siamo, preoccupato per il destino di Bordighera, un destino che si compirà entro pochi anni sancendo l’epilogo di questo nostro territorio su cui Lei porrà la sua firma e, in ultimo, ne scriverà l’epitaffio.

Riterrà, forse, la nostra una visione pessimista, e ne ha tutti i diritti, beninteso. Noi riteniamo la Sua, letta attraverso gli atti amministrativi licenziati dalla Sua amministrazione, che per pietà non ricordiamo, miope, illusoria, ammantata da una patina di ottimismo il cui eco è rinvenibile in tutti gli annunci in cui Lei e i suoi sodali vi prodigate.

Ma rammenti, sig. Sindaco, l’ottimismo è la qualità delle persone poco informate.

Partito Democratico - Circolo di Bordighera


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