venerdì 19 agosto 2022
08.06.2014 - Donatella Lauria

"Non voto, non mi sento rappresentato!", lo stato d'animo dei ventimigliesi

Cosa sta succedendo a Ventimiglia? E le lunghe code ai seggi durante le elezioni comunali? Ponenteoggi ha intervistato 50 cittadini per capirne di più.

Cosa sta succedendo a Ventimiglia? Dove sono le lunghe code nei seggi durante le elezioni comunali? Un vago ricordo. Lontanissimo.

Ponenteoggi ha intervistato oggi a campione alcuni cittadini di Ventimiglia.

Su 50 persone fermate 8 hanno votato o voteranno il candidato sindaco. Gli altri 42 daranno forfait. Il dato rispecchia quello di affluenza alle urne. Abbiamo chiesto le motivazioni di questo astensionismo.

“Non voto, non mi sento rappresentato. Non c’è nessuno che è in grado di cambiare la nostra città”. Questo è lo slogan che riassume lo stato d’animo di chi è stato intervistato.

Quasi una ventina dei “fermati”  ha additato come causa  l’episodio dei voti di scambio che sono stati in questi giorni nell’occhio del ciclone. Altri hanno manifestato il loro sconforto nei confronti della politica in generale e in particolare di quella cittadina.

Insomma, aldilà del sole e del mare di oggi, dal nostro sondaggio emerge che i cittadini di Ventimiglia sono alimentati da sentimenti di amarezza e delusione. Ovvero non si fidano più della macchina politica e di chi la pilota.

In ogni caso è necessario votare per fare sentire la propria voce in un senso o nell’altro.

L’astensionismo è sinonimo non di protesta ma di apatia. Chi tiene alla propria città deve fare capire la propria idea, fare sentire la propria voce. In questo senso il voto è l’unico strumento efficace.


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