venerdì 5 giugno 2020
03.03.2015 - Redazione

Protezione civile, Rixi: “Bocciato il coordinamento nelle emergenze”

Il consigliere regionale della Lega Nord in Liguria ha interrogato questa mattina l’assessore Paita alla luce degli ultimi eventi alluvionali che hanno colpito Genova e il Tigullio. “Inaccettabile che la Paita ci parli di sottovalutazione del rischio: le alluvioni sono ormai una tragica consuetudine. Sottovalutare il rischio è come buttarsi con l’auto in folle giù dalla Serravalle senza cinture di sicurezza”.

«L’assessore Paita non è stata in grado di coordinare le colonne della Protezione Civile, pronte a venire in soccorso della popolazione e delle imprese gravemente colpite dalle ultime alluvioni di ottobre e novembre. Lo ha detto anche Gabrielli confermando di fatto quanto abbiamo denunciato fin da subito: per chi è stato sul territorio è stato subito evidente che la macchina del coordinamento della Protezione Civile era inceppato e non per mancanza o poca professionalità dei volontari, ma per assoluta carenza nella gestione del sistema complessivo dell’emergenza.

Ricordiamo bene che i volontari non avevano acqua potabile, pale e tutto il necessario per fronteggiare la situazione. Oggi la Paita ci viene a dire che è stata una sottovalutazione del rischio collegata alle previsioni meteo. Penso che sia una motivazione inaccettabile: le alluvioni, purtroppo, si verificano con una cadenza tragica ormai stagionale.

 Non prevedere i possibili rischi è come mettere l’auto in folle, buttarsi giù dalle curve della Milano-Serravalle, non allacciare le cinture e poi, allo schianto, dire che si è sottovalutato il rischio. La Regione Liguria dovrebbe dare conto ai liguri di quante sono state le risorse in questi anni destinate al finanziamento della Protezione Civile e cosa sia servito spendere soldi per allestire una macchina dell’emergenza che poi non si è in grado di guidare.

Il sistema della gestione emergenziale, ricordo, non ha funzionato per almeno 36 ore dall’alluvione! Si è dovuto aspettare l’arrivo dell’esercito per fare fronte alle criticità sul territorio, nonostante, per diretta ammissione del capo della Protezione Civile, ci fossero colonne di volontari pronte a intervenire in Liguria e poi dirottate su altre regioni colpite da analoghe calamità».


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