giovedì 23 novembre 2017
07.10.2015 - Redazione

Qui Regione: il Consiglio Regionale full, tutti i punti discussi

Minuto di silenzio per ricordare le vittime dell’alluvione in Costa Azzurra

In apertura di seduta il presidente del Consiglio regionale Francesco Bruzzone ha ricordato in aula la tragica alluvione che ha colpito la Costa Azzurra.

«Sappiamo fin troppo  bene – ha esordito in aula - quale strascico di dolore e distruzione questi eventi calamitosi comportino ed è sulla scorta di esperienze altrettanto drammatiche vissute dalla nostra Regione, anche recentemente,   che esprimiamo oggi un particolare sentimento di solidarietà e condivisione nei confronti di popolo cui ci lega una comune radice culturale ed una terra, per morfologia,   cosi simile alla nostra». Il presidente si è rivolto alle popolazioni di Cannes, Antibes, Mandelieu - la Napoule, Biot, Villeneuve Loubet e Nizza: «A loro va  il nostro fraterno abbraccio, mentre un particolare sentimento di cordoglio rivolgo ai  famigliari del nostro connazionale Giovanni Sabatino che in terra francese aveva  trovato una seconda patria così come  fu molti secoli addietro  per i  liguri che ripopolarono il borgo di Biot, le cui tracce riecheggiano  ancora nella lingua locale». Il presidente ha annunciato che invierà  al Presidente del  Consiglio della  Regione  Rhone – Alpes, Monsieur  Jean Jack Queyranne,    la partecipazione dell’Assemblea legislativa ligure  e di tutta la comunità ligure.

Il presidente, infine, ha chiesto ai consiglieri di osservare un minuto di silenzio

 

Azioni finalizzate all’inserimento nel mercato del lavoro

Giovanni Battista Pastorino (Rete a sinistra) ha presentato un’interrogazione per conoscere l’attuazione della delibera di giunta dell’agosto scorso: “Invito a presentare operazioni relative ad azioni finalizzate all’inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro a valere sull’asse 1 “Occupazione” e sull’asse 3 “Istruzione e formazione” del Programma Operativo Fondo Sociale Europeo Liguria 2014-2020”. La delibera prevede un finanziamento di 14 milioni di euro e i corsi dovranno riguardare prioritariamente i settori a maggiore potenziale di crescita e le figure maggiormente richieste dal Mercato del lavoro. «La perdurante crisi economica determina pesantissime criticità sulla situazione occupazionale, – ha spiegato Pastorino - impone un inderogabile e profondo ripensamento dei settori economici su cui rilanciare l’assetto produttivo della Liguria, con conseguente creazione di nuovo lavoro». Il consigliere, quindi, ha chiesto alla giunta quali nuovi indirizzi intende seguire «affinché la formazione sia effettivamente in linea con la rigenerazione dell’economia, con la conseguente innovazione dei comparti produttivi e con il mercato del lavoro a essi riferito. Quali sono i settori ritenuti a maggiore potenziale di crescita, da privilegiare per l’incremento occupazionale, per la creazione di nuovo lavoro e per lo sviluppo d’impresa» e ha chiesto di valutare, in riferimento alla priorità dei progetti formativi, oltre all’andamento delle procedure di assunzione anche l’andamento delle cessazioni. Pastorino ha rimarcato la necessità di avviare ricerche approfondite sui fabbisogni di settori ancora non contemplati, sulla scorta di quanto già compiuto in materia di green e blue economy e delle cosiddette industrie creative.

L’assessore alla formazione Ilaria Cavo ha risposto che le linee di indirizzo discendono da un provvedimento già predisposto dalla precedente giunta nel marzo scorso nato al termine di un confronto effettuato con il partenariato socio istituzionale che ha consentito di individuare sia il target che i settori prioritari di intervento. «I prossimi bandi – ha spiegato l’assessore - saranno accompagnati da indagini/focus al fine di consentire il più possibile la coerenza degli interventi con le esigenze del mercato e saranno utilizzati gli strumenti già oggi a disposizione e altri per interagire con le aziende». L’esperienza realizzata nella precedente programmazione comunitaria nel settore della blue e gren economy e nel recupero degli antichi mestieri sarà ripetuta con iniziative mirate e rivolta a settori emergenti come il settore Cultura. L’assessore ha poi spiegato che il repertorio delle professioni, oggi è costituito da 263 diverse figure ed è stato aggiornato nel marzo scorso inserendo le figure professionali legate alle fonti rinnovabili. Le schede delle figure professionali sono state costituite dai tecnici dell’Arsel attraverso il confronto con gli esperti del settore e validate nell’ambito delle Commissioni tripartite in cui sono presenti tutte le parti sociali. Cavo ha concluso rilevando che il repertorio ligure delle figure professionali è, comunque, soggetto a continua revisione .

Pastorino si è detto soddisfatto della risposta e ha ribadito la necessità di un impegno continuo e ha riportato i recenti dati statistici sulla base dei quali, mentre l’occupazione in diversi settori diminuisce o tiene le proprie posizioni, nel campo della cultura si registra un incremento occupazionale del 1,4%. In moti casi con assunzioni a tempo indeterminato.

 

 

Parco Tecnologico degli Erzelli

Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle), con un’interrogazione sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Francesco Battistini, Marco De Ferrari, Andrea Melis, Gabriele Pisani e Fabio Tosi, ha chiesto alla giunta «la vera opinione e linea politico-economica in merito al Parco Tecnologico degli Erzelli», con particolare riferimento alle dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’assessore Edoardo Rixi, circa il trasferimento dell’università nella collina di Erzelli. Secondo quanto riportato dal consigliere, Rixi avrebbe sottolineato la necessità che l’università sia «ben convinta della propria decisione e di portarla avanti, qualunque essa sia» . Il consigliere ha inoltre chiesto se si tratta di un’opportunità concreta e «se l’Assessore Rixi ritiene – come ha detto in tempi non sospetti – che il parco tecnologico è “un boomerang per l’occupazione della zona”. Per quale ragione, invece, oggi sembra fiducioso nel raggiungimento di un accordo». Nell’interrogazione si definisce l’operazione «costruita secondo una speculazione edilizia e finanziaria fatta con soldi pubblici che sarebbero meglio investiti per restituire dignità agli edifici fatiscenti dell’Università». Alice Salvatore ha ribadito che la mancanza di collegamenti e l’annunciata speculazione edilizia nell’area di Albaro oggi occupata da ingegneria fanno prefigurare che gli Erzelli, lungi dal rappresentare una opportunità, saranno un disastro annunciato e l’ennesima cattedrale nel deserto».

Per la giunta ha risposto l’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi il quale ha spiegato che fino ad oggi l’operazione Erzelli non ha beneficiato di denaro pubblico e le risorse vincolate a cui si fa riferimento, i fondi del Ministero dell’Università, sono state stanziate con esplicito riferimento alla ricollocazione del Polo di Ingegneria. Questa operazione ha una disponibilità complessiva di 125,4 milioni di euro di cui 85 milioni di euro a carico Miur che, se ingegneria non si trasferisse, con ogni probabilità verrebbero dirottati per realizzare altri interventi in altre università. Rixi ha ricordato che 10 milioni sono a carico del Mit e 40 milioni di euro a carico di Regione Liguria che sarà anche l’attuatore dell’intervento e il beneficiario delle risorse pubbliche nazionali stanziate. «Questi fondi – ha aggiunto - sono vincolati alla realizzazione dell’intervento il cui costo complessivo è stato stimato nel 2011 in 138 milioni, oltre a IVA e imposte». C’è quindi un gap da colmare. «Purtroppo Regione Liguria non è in grado di metterci un euro in più. – ha spiegato Rixi -  Inoltre c’è il problema della mobilità. Noi prima di poter procedere dobbiamo avere la copertura totale dell’intervento. Non è intenzione di nessuno – ha aggiunto - lasciare incompiuta l’opera Erzelli anche perché a questo punto la collina è stata sventrata e non la si può lasciare in quelle condizioni. La questione va risolta e noi siamo vincolati dagli impegni presi dalla precedente amministrazione. La nostra intenzione – ha concluso - è trasformare Erzelli da problema a elemento di forza per il rilancio della nostra regione». In quanto alla paventata speculazione edilizia in Albaro, l’assessore ha dichiarato che le aree non sono state messe in vendita.

Alice Salvatore ha replicato che indubbiamente la mancata conclusione dell’operazione comporterebbe problemi gradi di sicurezza dei cittadini di ordine idrogeologico. «In ogni caso, qualsiasi progetto va preceduto dalla realizzazione di opere di collegamento per garantire la mobilità. Senza questi collegamenti il trasferimento non s’ha da fare». Salvatore ha definito «confortante» che l’università si impegni a non svendere la sede storica.

 

 

Riforma della legislazione in materia portuale

Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle), con un’interpellanza sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Francesco Battistini, Marco De Ferrari, Andrea Melis, Gabriele Pisani e Fabio Tosi, ha chiesto alla giunta, poiché il presidente  è membro dei Comitati Portuali, quale posizione assumerà nei confronti «dell’allarmante accentramento dei poteri da parte del Governo di Roma nella concerne la portualità e perché la Giunta non ha manifestato preoccupazioni nella Conferenza delle Regioni in merito al Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica (PSNPL) proprio in relazione alla futura perdita di potere in seguito all’approvazione della riforma». Salvatore si riferisce alla riforma della legge 84 del 1994 conseguente al Regolamento europeo n. 1315 del 2013 e al prossimo recepimento della direttiva UE 2014/25 in materia di aggiudicazione dei contratti di concessione per aree e banchine. «Il progetto di riforma prevede un accorpamento delle Autorità Portuali e la creazione di una struttura governativa dedicata ai traffici portuali, con forti poteri di pianificazione, gestione e controllo, ora affidati all’Autorità Portuale – ha spiegato il consigliere – nel frattempo i terminalisti chiedono di rinnovare le concessioni, ai sensi del Codice della Navigazione e, quindi, in senso contrario rispetto a quanto previsto a livello europeo, dove non si possono prorogare concessioni impedendo di valutare la proposta migliore». Salvatore ha ricordato il caso di Trieste dove era stata aperta una procedura di pre-infrazione alla Commissione Europea sul rinnovo di tre concessioni pluridecennali.

L’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi ha risposto che la giunta è preoccupata per la piega che sta prendendo la riforma dei porti predisposta dal ministro Delrio. «Pensavamo a un sistema che facesse riferimento a due autorità portuali per i mari Ligure e Tirreno, con una integrazione forte fra i porti liguri invece vediamo che Savona verrebbe accorpata a Genova e La Spezia inserita nel sistema dell’Alto Tirreno.. Sia chiaro, noi non sosteniamo una visione campanilistica ma una strategia che valorizzi le differenze e le potenzialità presenti sul territorio con una cabina di regia nazionale». Rixi ha rilevato che il raddoppio di Suez aumenta la competitività dell’area mediterranea rispetto al Nord Europa e, quindi, i porti italiani hanno una opportunità storica «che temiamo venga persa con grave danno per tutti. Speriamo di sbagliare: i prossimi incontri che avremo in sede governativa ci consentiranno di essere più precisi».

Alice Salvatore ha detto: «Anche le parole dell’assessore confermano che la deriva centralistica e autoritaria del Governo Renzi sta portando l’itala alla rovina. Dobbiamo sviluppare una battaglia comune di Consiglio e Giunta per fare pressioni su Roma perché abbandoni il suo autoritarismo».


Realizzare la Casa della Salute in Valpocevera

Gianni Pastorino (Rete a sinistra) con un’interrogazione ha sottolineato che attualmente la Valpolcevera e la Valle Scrivia a fronte di una popolazione di 150 mila abitanti hanno, come loro unica struttura ospedaliera, l’Ospedale di Villa Scassi. Ha ribadito che il 31 ottobre 2014 l’allora Giunta Regionale, deliberava che: “la realizzazione del nuovo Palazzo della Salute a Genova Teglia per un importo di quattro milioni di euro risulta prioritario“. Pastorino ha quindi chiesto alla giunta se ritiene che la costruzione della nuova Casa della Salute sia ancora prioritaria, soprattutto in un’ottica di riorganizzazione delle strutture ospedaliere e della deprivazione di servizi sanitari subita dalla zona e se corrisponde al vero che lo studio di fattibilità, di competenza della ASL 3, è stato definito e concluso. Il consigliere, infine, ha chiesto se lo studio di fattibilità possa essere reso pubblico, per conoscere eventuali criticità e i tempi di realizzazione.

L’assessore alla sanità il vicepresidente Sonia Viale ha riconosciuto che la Valpolcevera risulta essere «un’area in particolare sofferenza rispetto all’offerta sanitaria: pur essendo molto popolata è sguarnita di servizi. Questo è il frutto della mancata programmazione sanitaria negli anni scorsi». L’assessore ha ricordato che sono stati varati due Protocolli,  l’ultimo nel 2015, in cui si ribadiva le necessità di realizzare il Palazzo della Salute a Teglia. ASL 3 si era impegnata a produrre lo studio di fattibilità che è arrivato a parziale compimento e ad incontrarsi a settembre 2015 per la valutazione dello stato del procedimento, che prevede 3 opzioni differenti che possono giovarsi della disponibilità economica di 4 milioni di euro». Il vicepresidente Viale si è riservata, quindi, anche alla luce della recente nomina di un commissario e della organizzazione del territorio, ulteriori approfondimenti prima di dare una risposta positiva: «Faremo tutto quello che è possibile – ha assicurato - per portare maggiore presenza dei servizi sul territorio».

Pastorino si è detto assolutamente insoddisfatto della risposta: «Da quello che ho capito, in sostanza la casa della salute non si fa. L’assessore non ha spiegato se la casa della salute rappresenta è ancora una priorità per l’amministrazione regionale. E’ vero che ci sono stati errori di programmazione, ma abbiamo atti varati dalla precedente giunta e che devono essere solo attuati. Sono anche  preoccupato per la sorte che avranno i fondi già stanziati e che 150 mila abitanti della Valpolcevera aspettano che siano spesi per fornire loro i servizi che mancano». 

 

 

Danni alluvionali nell’area metropolitana

Giovanni Lunardon (Pd), con un’interrogazione sottoscritta anche da altri componenti del suo gruppo, Luca Garibaldi, Raffaella Paita e Sergio Rossetti ha illustrato un’interrogazione  relativa ai danni provocati dal maltempo del 13 settembre scorso nell’area metropolitana di Genova, nei centri dell’entroterra e  della costa. Il consigliere ha chiesto  a quanto ammontano le prime stime dei danni e a che punto sia  il programma di risarcimento relativo alle somme urgenze del 2014 per l’area metropolitana genovese, «a valere sul Fondo speciale della Regione Liguria». Nel dettaglio, Lunardon ha chiesto che percentuale del danno sia stata effettivamente riconosciuta e, quindi risarcita,  «quali e quanti Comuni ne abbiano beneficiato fino ad ora e in che misura; e se la Giunta non intenda promuovere un tavolo permanente con Città Metropolitana e Comuni coinvolti dai recenti eventi alluvionali, per verificare la situazione e prevenire futuri rischi esondativi e franosi». Lunardon, per quanto riguarda poi il Comune di Montoggio, ha chiesto nello specifico a che punto sia il crono programma per la messa in sicurezza del Rio Carpi e se la giunta intenda dar corso alla progettazione, alla verifica idraulica  e al finanziamento del nuovo ponte sullo Scrivia. Infine il consigliere ha voluto anche sapere entro quali tempi «si preveda la messa in sicurezza della viabilità di collegamento della Val d’Aveto, a partire dalla strada provinciale 586, interessata da una frana, e quali iniziative si siano intraprese per dare risposte alla situazione della Val d’Aveto, sia per la viabilità che per quanto riguarda la verifica della sicurezza delle falde acquifere».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla difesa del suolo Giacomo Giampedrone ha spiegato: «Per quanto riguarda gli eventi del 13 e 14 settembre i danni subiti dal patrimonio pubblico ammontano per ora a circa 15 milioni di euro». L’assessore ha ricordato che lo stato di emergenza è già stato richiesto congiuntamente con la regione Emilia-Romagna e ha ipotizzato che il prossimo Consiglio dei Ministri deciderà circa la dichiarazione dello stato di emergenza, con le relative cifre per quanto riguarda gli eventi del 13 e 14 settembre. Giamnpedrone ha poi ricordato che i Comuni danneggiati nel 2014 in Liguria sono stati circa duecento, nei due episodi più gravi, quelli di ottobre e di novembre, per circa 800 milioni di danni richiesti ma il Governo, con uno stato di emergenza, ha sancito stanziamenti statali pari a circa 47 milioni, di cui ad oggi sono stati erogati 29 milioni. Per quanto riguarda gli interventi evasi ha aggiunto: «Per  gli interventi di ottobre, siamo alla quasi totalità delle domande evase; per gli eventi di novembre, invece, l'istruttoria delle pratiche è completa per circa il 50 per cento. Molti Comuni si sono esposti nei confronti di alcune ditte che, a loro volta, sono in difficoltà, quindi bisogna cercare di garantire il più possibile questa tipologia di interventi dal punto di vista economico. E cercare di fare in modo che le cifra vengano erogate nel più breve tempo possibile. Ma il sistema viaggia su canoni nazionali». Per quanto riguarda Montoggio, l’assessore ha dichiarato che la situazione è nettamente migliorata rispetto a quella ereditata: «Attualmente, per quanto riguarda il rio Carpi, la gara è stata sbloccata. Le ditte devono presentare il progetto definitivo entro il 15 ottobre, a valle di questa scelta progettuale poi ci sarà un’elaborazione dei progetti presentati che andrà valutata entro i 45 giorni successivi». Lo stanziamento – ha aggiunto - era di 1 milione 800 mila euro, di cui 300 mila euro erano stati utilizzati per le prime somme urgenze per il ripristino dell'alveo del rio, le cui condizioni sono molto problematiche. Giampedrone ha dichiarato che per gli interventi di somma urgenza sono stati stanziati 1 milione 100 mila euro per MontoggioRezzoaglioPropataGorreto, Torriglia e Valbrevenna: 150 mila euro per ciascun Comune; mentre alla Città metropolitana di Genova sono stati assegnati 250 mila euro.  Per quanto riguarda, invece, la messa in sicurezza della Strada Provinciale 586, è stato stanziato il 18 settembre scorso un contributo di 375 mila euro.

 

 

Danni alluvionali a Pietra Ligure-Tovo San Giacomo-Magliolo

Luigi De Vincenzi (Pd) ha illustrato un’interrogazione relativa ai danni provocati dagli eventi alluvionali del 13 settembre scorso. In particolare ha chiesto alla giunta se sia possibile inserire i lavori di ripristino della viabilità e la messa in sicurezza della Strada Provinciale numero  4 (tratto fra le frazioni di Bardino Vecchio e Bardino Nuovo, via Madonna delle Grazie, Comune di Tovo San Giacomo) in un tempestivo piano di interventi regionali. Il consigliere ha ricordato che la zona era stata violentemente colpita dal nubifragio del novembre 2014, a seguito del quale si era staccato un movimento franoso che ha compromesso la stabilità del versante, imponendo la chiusura di una carreggiata,  che permane e obbliga alla marcia a senso unico alternato. A seguito del nubifragio di settembre la situazione si è ulteriormente aggravata. l’assessore alla difesa del suolo Giacomo Giampedrone 

Per la giunta ha risposto l’assessore alla difesa del suolo Giacomo Giampedrone:  « La strada è di importanza rilevante per il comparto savonese. L’evento che ha colpito la strada ha innescato un movimento franoso che ha compromesso la stabilità del versante e che ha richiesto un intervento immediato di somma urgenza, per permettere la  riapertura a senso unico alternato ma  richiede un progetto definitivo per la messa in sicurezza totale. A questo riguardo la regione Liguria in collaborazione con la provincia di Savona, - ha aggiunto - la quale aveva già elaborato un progetto preliminare, ha dato incarico alla società in “house” IRE S.p.A. di effettuare i sondaggi necessari per l'elaborazione dello studio geologico, dal quale poi si desumeranno le effettive opere di contenimento da realizzare. Appena il progetto sarà concluso a cura della provincia di Savona, la Regione provvederà ad inserire quest'opera in quelle da finanziare. I sondaggi saranno pronti per la metà del mese corrente e potranno quindi essere consegnati alla provincia di Savona, che darà il via all’iter progettuale successivo».

 

Più controlli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro  

Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle) con un’interrogazione sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Alice Salvatore, Andrea Melis Fabio Tosi, Marco De Ferrari e Gabriele Pisani  ha chiesto alla giunta il numero di addetti, divisi per le 4 Province liguri e per mansione, attualmente preposti al servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro sia direttamente in capo alla Regione Liguria sia in capo alla ASL,  al momento attuale e negli ultimi cinque anni.  Ha, inoltre, voluto sapere quanti controlli sono stati effettuati sui luoghi di lavoro nelle Province liguri negli ultimi 5 anni. Esplicitando, se possibile, il numero dei controlli, anno per anno, per conoscere il trend del numero di ispezioni svolte sul territorio. Infine ha chiesto cosa  intenda fare l'Assessore Competente, in concreto, in materia di Sicurezza sul Lavoro e con quali  risorse economiche. In aula tend di impiego in settore che riteniamo strategico.Cosa intende fare assessore competente in materia di sicurezza sul lavoro.

      L’assessore alla sanità, Sonia Viale per prima cosa ha chiarito che i dati, che costituiscono un corposo dossier, erano a disposizione dei consiglieri. Ha quindi evidenziato alcuni dati di carattere generale: «Molto resta da fare anche se la diminuzione il numero complessivo degli infortuni denunciati in Liguria dal 2000 al 2013 è passato da 33.954 a 23.486 e questo dimostra che le attività avviate cominciano a dare risultati». Viale, inoltre, ha ricordato che la Regione Liguria, ha sempre rispettato i parametri dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per quanto riguarda l’attività di vigilanza richiesta a livello nazionale.  

Il Piano Nazionale di Prevenzione 2014-18, - ha aggiunto - nella parte relativa all’area di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, evidenzia obiettivi, azioni, indicatori e standard di riferimento che dovranno essere perseguiti dal sistema delle regioni nell’arco temporale indicato e che saranno certificati dallo Stato attraverso il Ministero della Salute.  La Regione Liguria, con il Piano regionale di Prevenzione2014-2018 intende promuovere e realizzare un sistema integrato che governi il sistema regionale per la sicurezza. L’assessore ha ricordato che il programma di intervento mira a implementare le azioni già realizzate sul territorio e ad attivarne di nuove: il  Perfezionamento dei sistemi di conoscenza dei rischi e dei danni da lavoro, il   rafforzamento del coordinamento tra istituzioni e partenariato economico sociale e tecnico scientifico, il miglioramento della efficacia delle attività di controllo. Ciascuna di questi settori a sua volta prevede la messa in atto di diverse azioni di intervento.

      Battistini si è detto soddisfatto

 

 

Contratto di fiume” sul rischio idraulico  del torrente Parmignola

Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle) con un’interrogazione sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Alice Salvatore, Andrea Melis, Fabio Tosi, Marco De Ferrari e Gabriele Pisani ha affrontato la questione relativa ai rischi idraulici sul torrente Parmignola,  tra la provincia della Spezia e quella di Massa Carrara. L’argine nel versante ligure, nel tratto di competenza del Comune di Sarzana, è crollato, «verosimilmente per carenze progettuali, durante gli eventi alluvionali del 4 novembre 2014 e giace, ancora al momento della stesura di questa interrogazione, danneggiato in più punti con evidenti crepe e spaccature tra i blocchi di cemento». Secondo Battistini questa situazione rappresenta un pericolo concreto  per gli abitanti della zona..

Il consigliere ha chiesto, quindi, alla giunta se non ritenga necessario   stendere un “Contratto di Fiume” che ponga allo stesso tavolo gli enti coinvolti alla manutenzione e alla salvaguardia e tutela del torrente Parmignola e della popolazione che vive nelle vicinanze del corso d’acqua. Il consigliere, inoltre, ha domandato una copia  della documentazione riguardante i precedenti fondi stanziati a favore del Comune di Sarzana e del Comune di Ortonovo da parte della Regione, visionando, inoltre, gli eventuali progetti realizzati per evidenziare eventuali mancanze e carenze progettuali ed attuative imputabili all’Ente Pubblico beneficiario dei fondi. Infine Battistini ha invitato a subordinare l’erogazione di eventuali fondi richiesti per il torrente Parmignola dal Comune di Sarzana e da quello di Ortonovo, alla rendicontazione precisa e puntuale di tutte le risorse economiche stanziate in precedenza da questo Ente, nonché alla visione e all’analisi di nuovi progetti di intervento.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla difesa del suolo Giacomo Giampedrone il quale ha premesso che la giunta  non può che condividere l’auspicio del consigliere: «Abbiamo una sintesi comune», ha detto, rimarcando in primo luogo la necessità di verificare, attraverso precise rendicontarne, che i soldi erogati ai Comuni vengano spesi al meglio, nel contempo, a suo avviso, è necessario anche effettuare valutazioni tecniche rispetto a carenze strutturali. Ha chiarito che non mancherà lo sforzo economico da parte della Regione, quando  saranno chiari i percorsi e  progetti di ripristino. La progettazione riguarda direttamente Sarzana, ma, secondo l’assessore,  sono innegabili le ricadute dell’opera sui Comuni limitrofi, quali Ortonovo.  L’assessore ha quindi rimarcato l necessità che le soluzioni vengano condivise, discutendone tutti assieme ad un unico tavolo. Per quanto riguarda il Contratto di fiume, che ora è correlato in particolare alla Foce Magra, Giampedrone ha manifestato l’auspicio che si possa estendere anche ad altre realtà e, appunto, anche al Parmignola, un torrente che si trova al confine tra Liguria e Toscana e per il quale è necessario, quindi, un’azione coordinamento tra i differenti territori, con l’azione diretta dell’Autorità di Bacino Interregionale, tuttora attiva nelle more della definizione dei distretti idrografici.

Battistini si è detto soddisfatto della risposta ed ha auspicato che il contratto di fiume si possa estendere al Parmignola e che le diverse parti coinvolte possano sedersi intorno ad un tavolo per arrivare a soluzioni  condivise

 

 

Nuovo scolmatore sul Bisagno

Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle) ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Alice Salvatore, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani e Fabio Tosi, relativo alla realizzazione del nuovo scolmatore sul Bisagno. Il consigliere ha rimarcato che il cantiere dovrebbe essere avviato a monte ed esattamente in corrispondenza del complesso sportivo “la Sciorba” in un’area già «interessata da fenomeni  di movimentazione di terreno relativamente importanti». La situazione sarebbe particolarmente grave in via Merello, proprio nell’area circostante i condomini, dove si sono verificati dislivelli e fratture nell’asfaltatura in seguito alle recenti e abbondanti precipitazioni.  Il consigliere, infine, ha  sottolineato che i lavori dovrebbero anche dimezzare l’area verde del complesso sportivo “La Sciorba” di Molassana, spazzando via scivoli e giochi estivi per i bambini. De Ferrari ha rimarcato la necessità, prima di avviare i cantieri di tale portata, di effettuare ogni genere di sopralluogo geologico e idrogeologico della zona e ha chiesto alla giunta quale genere di studi geologici la Regione abbia eseguito per verificare la stabilità dei versanti nella zona in questione e se siano stati considerati progetti alternativi con aree di scavo differenti.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla difesa del suolo Giacomo Giampedrone  il quale, dopo avere ricordato che l’iter progettuale è partito con le precedenti amministrazioni, ha assicurato che saranno effettuati tutti gli accertamenti tecnici necessari. In questo senso ha ricordato che il progetto  redatto dalla Provincia di Genova è stato sottoposto alla procedura di Via (Valutazione di impatto ambientale) e sarà esaminato anche dal Consiglio superiore dei lavori pubblici. «Verranno svolte tutte le ulteriori indagini geologiche – ha spiegato - che saranno nuovamente sottoposte, insieme a tutta la progettazione aggiornata, al Consiglio Superiore». Giampedrone si è impegnato a mantenere una interlocuzione costante su questo argomento con il Consiglio regionale e con le rappresentanze dei comitati dei cittadini, l’assessore ha aggiunto: «Questa è un’opera molto importante per la città ma voglio che suo il percorso sia fatto insieme e condiviso ». Giampedrone ha assicurato il proprio interessamento anche rispetto ai disagi denunciati dagli abitanti dei condomini della zona.

De Ferrari ha apprezzato l’impegno dell’assessore sulle verifiche tecniche e ha auspicato che sia spostato parte del cantiere per limitare i disagi degli abitanti della collina sovrastante.

 

Avanzata della vespa vellutina

Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) ha illustrato un’interrogazione relativa  alla vespa vellutina, comunemente detta calabrone asiatico, arrivata nel 2012 anche in ItaliaA fine 2013 la presenza del calabrone asiatico era stata accertata con sicurezza in Liguria, soprattutto nella provincia di Imperia, e in Piemonte, nella parte meridionale della provincia di Cuneo. La vespa è un attivo predatore di api operaie che cattura in volo, ma può anche entrare negli alveari più deboli. L’attività di predazione  crea disturbo alle api che riducono la loro attività, con la conseguenza di una drastica riduzione nella produzione di miele, nonché nell’accumulo delle scorte invernali. Tutto ciò può provocare  anche la morte di intere famiglie di api. Piana ha chiesto, quindi, alla giunta quali misure siano state e saranno poste in essere al fine di fronteggiare in modo deciso il fenomeno, causa di ingenti danni nell’ambito agricolo – apistico  e nei confronti delle popolazioni interessate.

Per la giunta ha risposto l’assessore all’agricoltura, Stefano Mai il quale non ha nascosto la sua preoccupazione per la presenza di questo calabrone che, soprattutto nella vicina   Francia, ha già provocato pesanti danni –  in alcune zone addirittura la fine dell’attività agricola. «La vespa velutina ha una grande capacità di spostarsi, utilizzando anche i mezzi di trasporto nei quali riesce ad annidarsi» ha detto, rimarcando che al momento l’insetto si è manifestato con certezza nella parte ovest della provincia di Imperia. Mai ha sottolineato che l’azione della Regione si organizza in due differenti filoni: comunicazione, informazione e formazione e monitoraggio e lotta al predatore. Per quanto riguarda l’informazione sono stati realizzati appositi corsi,  seminari operativi rivolti ad apicoltori, tecnici ed a volontari e sono stati predisposti manifesti destinati alla popolazione. Mai ha poi ricordato che nel luglio scorso in una nota al MIpaaf ha richiesto l’utilizzo di un prodotto biocida specifico  la permetrina. Per quanto riguarda il monitoraggio e la lotta all’insetto, la Regione ha finanziato l’acquisto di tute protettive per gli operatori che si occupano di distruzione dei nidi e di circa 4 mila trappole che sono state distribuite agli apicoltori liguri. Inoltre, con il bando di finanziamento per l’apicoltura 2015/2016  verrà attivata la misura B2 del piano regionale di interventi in apicoltura, tramite la quale vengono finanziati gli interventi in campo dei tecnici apistici per la distruzione dei nidi. Mai non ha escluso in futuro l’utilizzo di droni e, addirittura, il controllo sulla A10.

Piana ha manifestato apprezzamento per l’attenzione riservata a questo problema

 

Strade da trasferire ad ANAS da parte della Regione Liguria

Raffaella Paita, capogruppo Pd, ha illustrato una interrogazione sottoscritta anche da e Juri Michelucci (Pd) sulle strade che la Regione Liguria deve trasferire ad ANAS. Sullo stesso argomento Giovanni De Paoli ha illustrato una interrogazione firmata anche da Claudio Muzio (FI) e Giovanni De Paoli (Lega Nord –Liguria – Salvini)

Raffaella Paita ha chiesto in particolare cosa la Giunta regionale intenda fare per favorire il passaggio ad ANAS delle strade n. 330 di Buonviaggio e n. 523 di Centro Croci. «Abbiamo appreso dalla stampa che la Regione Liguria ha avanzato all’ANAS la richiesta di cedere quattro strade: la n. 225 della Fontanabuona; n. 335 del Sassello; n. 445 del Turchino e n. 35 dei Fiori. Nella passata legislatura, oltre alle quattro strade sopra citate, la Regione Liguria aveva richiesto il passaggio all’ANAS delle strade n. 330 di Buonviaggio e n. 523 di Centro Croci, per la rilevante funzione che esse ricoprono nel Levante ligure e nella provincia della Spezia».

Il consigliere ha aggiunto che era stata presentata anche una petizione popolare che richiedeva il passaggio alla competenza di ANAS della s.p. 523 di Cento Croci affinché fossero progettate e finanziate le opere necessarie all’ammodernamento della stessa. « Le due strade provinciali 523 e 330 sono di grande valenza non solo per la viabilità regionale, ma anche per i collegamenti interregionali e, quindi, di primaria importanza per la viabilità ligure e indispensabili per le necessità rappresentate dal territorio. Vorremmo quindi – ha concluso – che le due strade siano inserite nel piano di trasferimento di gestione dalla Provincia ad ANAS e che ANAS avvii, nel più breve tempo possibile, l’iter necessario al passaggio di gestione delle strade che erano di competenza provinciale e del conseguente sblocco dei piani di finanziamento per provvedere celermente agli interventi di completo ripristino delle stesse».

In aula De Paoli, nell’illustrare l’iniziativa ha detto che in realtà questa interrogazione andrebbe rivolta a Raffaella Paita, in quanto fino a pochi mesi fa rivestiva i ruolo di assessore alle infrastrutture e durante il suo mandato – ha rimarcato – sono stati presentati ordini del  giorno e interrogazioni, tesi proprio a chieder il passaggio della strada ad Anas, rimasti lettera morta.

L’assessore alle infrastrutture, Giacomo Giampedrone ha confermato l’apertura di Anas, la sua disponibilità  a far entrare delle  arterie tra quelle di sua giurisdizione. Ha quindi ribadito che la giunta giudica molto positiva questa apertura. Non sono state ancora indicate con precisione le strade da trasferire. E per questo, secondo quanto ribadito dall’assessore, avrà sicuramente un ruolo di primo piano, propositivo rispetto alla giunta, il Consiglio regionale stesso. L’assessore ha condiviso il fatto che le due strade oggetto dei quesiti possano essere inserite tra quelle da trasferire. Al momento, secondo quanto riferito dall’assessore non ci sono accordi già presi tra giunta ed Anas.

Raffaella Paita, dopo aver rimarcato che trova singolare l’intervento di de Paoli rivolto ad un consigliere, si è detta insoddisfatta ed ha criticato l’assessore Giampedrone accusandolo di essere stato disinformato, fino a pochi giorni fa,  rispetto alla volontà di Anas di prendere alcune strade sotto la propria giurisdizione e, comunque, di non aver ancor provveduto a chiedere nello specifico il trasferimento. Ha annunciato la presentazione di un ordine del giorno in cui chiederà il passaggio ad Anas delle strade oggetto di interrogazione

De Paoli si è detto disposto a votare il documento, se va  nella direzione del passaggio ad Anas.

 

 

Accorpamenti delle ASL liguri

Fabio Tosi  (Movimento 5Stelle) ha illustrato una interrogazione (sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Francesco Battistini; Marco De Ferrari; Andrea Melis; Gabriele Pisani; Alice Salvatore) per conoscere dal presidente della Giunta e dall’assessore competente quali siano le intenzioni in merito alla riduzione o all’accorpamento delle ASL liguri, in considerazione ed alla luce del fatto che, ad esempio, il Direttore dell’ASL 4 è stato prorogato e rinnovato nel suo incarico per il periodo di un solo anno.

Come è noto in Liguria i servizi sanitari liguri sono erogati da 5 aziende territoriali a cui si aggiunge l’Agenzia Regionale Sanitaria (ARS) che, in collaborazione con l'Università di Genova e con altre istituzioni a livello nazionale, ha l’incarico di realizzare studi, ricerche, istruttorie di progetti e servizi di controllo utili alle strutture regionali.

«Il Consiglio nell’agosto 2011, ha approvato le linee per la razionalizzazione della rete di cura ed assistenza in vista di un ulteriore adeguamento della rete e dell'offerta ospedaliera agli standard definiti a livello nazionale. Una operazione necessaria  – ha detto il consigliere – in quanto le strutture ospedaliere della Liguria sono state costruite trenta o quaranta anni fa e la Liguria si è dotata di un Piano socio-sanitario innovativo basato su logiche a rete e sull’approccio integrato. La configurazione geografica della Liguria - ha concluso - ha sempre reso problematica un'armoniosa distribuzione dei servizi che si trovano a dover rispondere alle necessità di una popolazione  prevalentemente anziana». 

Per la Giunta ha risposto  l’assessore alla sanità Sonia Viale la quale ha riportato il caso della Regione Toscana, che ha ridotto il numero delle asl, «tuttavia io vedo una specificità ligure – ha aggiunto – quindi non è detto che dobbiamo importare sempre gli schemi di altri. La riorganizzazione serve solo se ha una ricaduta positiva. Da parte mia – ha aggiunto - non  ci sono posizioni precostituite su quello che dovrà essere il destino delle asl, la mia linea guida è il budget delle risorse». Viale, dopo avere ricordato i suggerimenti giunti nell’incontro con la conferenza dei sindaci della Spezia sulla riforma, ha annunciato che incontrerà la conferenza delle altre province: «I sindaci vivono le problematiche dei cittadini – ha aggiunto - e il loro contributo è prezioso. Successivamente condividerò con il consiglio le scelte migliori per i cittadini»

Tosi ha spiegato che i timori di un eventuale accorpamento erano nati fra gli operatori della asl4.

 

Trasporto sanitario dei pazienti oncologici e copertura finanziaria del costo

Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle)  ha illustrato una interrogazione (sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Andrea Melis, Alice Salvatore, Francesco Battistini, Gabriele Pisani, Fabio Tosi) per conoscere se la Regione abbia reperito le coperture finanziarie necessarie per adempiere agli impegni previsti nella mozione “Sul trasporto sanitario dei pazienti oncologici”, approvata all’unanimità nella seduta del Consiglio regionale del 4 agosto 2015. «L’impegnativa della mozione obbligava la giunta a modificare la Direttiva vincolante in materia di trasporto sanitario in modo da equiparare il trasporto di pazienti oncologici soggetti a sedute chemioterapiche e/o sedute radioterapiche e/o sedute di terapie del dolore a quelli per dialisi, scorporando dunque il malato oncologico dal malato che necessita di trasporto ordinario ed eliminando il vincolo di non deambulazione sulla richiesta effettuata dal medico per il trasporto in ambulanza in ambito oncologico. Inoltre, nei criteri di indispensabilità del trasporto in ambulanza, veniva introdotto non solo il criterio sanitario, ma anche il criterio socio-economico relativamente alla persona da trasportare. Nella stessa mozione è stato inserito, dall’Assessore alla Sanità, un emendamento inerente la valutazione della compatibilità con le risorse esistenti al fine di introdurre, nei criteri di indispensabilità, a trovare le coperture finanziarie necessarie entro il 30 settembre di quest’anno». Il consigliere ha ricordato la drammatica vicenda di una  famiglia ligure che  paga circa 800 euro al mese per trasportare periodicamente il figliolo di dieci anni, malato oncologico, al’ospedale Gaslini.

Per la Giunta ha risposto  l’assessore alla sanità Sonia Viale ha affrontato subito il caso del piccolo paziente di Albenga: «Casi analoghi non dovrebbero più accadere perché in quel caso non c’è stata la necessaria comunicazione tra le aziende». Per quanto riguarda invece la richiesta di equiparazione del trasporto dei pazienti oncologici soggetti a cicli di chemio e radioterapia a quelli per dialisi Viale ha dichiarato: «La materia è particolarmente delicata e complessa quanto alla reperibilità delle risorse. Questo perché i margini di discrezionalità in capo alla Regione sono praticamente nulli in quanto il trasporto in ambulanza per questi casi non è a carico del servizio sanitario regionale ma devono essere trovate le coperture al di fuori del servizio sanitario regionale, quindi sul bilancio regionale. Per formulare un piano di costi occorre – ha aggiunto - individuare le tipologie, quali pazienti di tipo oncologico e fin dove arrivare per poter riuscire a coprire il maggior numero di casi». Ma le ipotesi per trovare altri fondi sono legate  a tagli a servizi o all’introduzione di nuove tasse a carico dei cittadini «ma questo secondo aspetto non è percorribile dalla nostra Giunta, e operare sul primo piano risulta essere di una particolare complessità, quindi su questo deve essere fatto un confronto in quest’aula consiliare o nella Commissione per individuare le priorità rispetto alle risorse assegnate. Abbiamo ovviamente di fronte impegnative sessioni di bilancio e di programmazione nelle quali potremo effettivamente anche su questi temi trovare delle risposte, magari non per tutti i pazienti, per alcune tipologie più gravi».

De Ferrari ha ribadito la necessità di tutelare il trasporto i pazienti oncologici

 

 

Subito la connessione wifi in tutto l’ospedale San Martino

Matteo Rosso (Fratelli d’Italia-An) ha presentato un’interrogazione affinché la direzione generale dell’ospedale San Martino di Genova attivi la connessione wireless in tutti i reparti. «Nel 2012 è stata approvata all’unanimità la  mia proposta di legge regionale “Disposizioni per l’accesso dei pazienti alle connessioni internet senza fili (connessioni wireless) nelle aziende sanitarie e strutture convenzionate” – ha ricordato il consigliere -

Tuttavia, nonostante le mie molteplici sollecitazioni, l’amministrazione regionale precedente ha tergiversato nell’applicazione della legge e questo potrebbe comportare un reato perseguibile penalmente». Rosso ha sottolineato che il servizio manca, in particolare, nel reparto di  nefrologia dove i pazienti che effettuano la dialisi devono sostare molte ore.

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale la quale ha detto che, secondo quanto comunicatole dal direttore del San Martino, la fase di messa a disposizione dei pazienti dell’infrastruttura Wi-Fi esistente è in corso di completamento e si concluderà indicativamente entro il 20 ottobre 2015, mentre per la realizzazione della successiva fase relativa all’estensione geografica della stessa rete Wi-Fi all’intero campus ospedaliero è necessaria l’acquisizione di beni e servizi con una stima di costi ulteriori di circa 250 – 300 mila euro. L’assessore ha chiarito che nella progettazione, alla base di questa estensione, si è ritenuto da parte della direzione generale di prevedere l’accesso in connessione internet senza fili non solo ai pazienti degenti, come richiede la norma regionale, ma anche ai pazienti non degenti e ai visitatori parenti al fine di garantire un miglior servizio dell’utenza, nel rispetto dei necessari livelli di sicurezza e di “performance” dell’attuale rete informatica aziendale. Viale ha chiarito: «Per garantire la completa realizzazione di tale progettazione si è resa necessaria un’evoluzione tecnologica generale dell’infrastruttura di rete Wi-Fi esistente sia nella sua composizione centrale sia in quella periferica, realizzata in diverse fasi e tuttora in corso, anche in considerazione della dimensione e complessità del campus».

Rosso ha proposto di compiere, insieme all’assessore, un sopralluogo di verifica, il 20 ottobre, per verificare che l’ospedale rispetti i tempi indicati

 

 

 Riforma del sistema sanitario ligure, su esempio del modello sanitario lombardo.

Alice Salvatore (Movimento5Stelle)  ha illustrato una interrogazione (sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Andrea Melis,Francesco Battistini, Marco De Ferrari, Gabriele Pisani, Fabio Tosi) per conoscere con che tempistiche e in che modo intendano portare avanti la riforma del sistema sanitario ligure su esempio di quello lombardo, come sostenuto dal centro destra e dal presidente Toti. E questo tenuto conto delle peculiarità del territorio ligure, e superando le criticità mostrate dal sistema sanitario della Lombardia. Il consigliere ha ricordato che è stato recentemente siglato un Protocollo tra Regione Lombardia e Regione Liguria in materia socio-sanitaria che inaugura una collaborazione tra le due Regioni anche per rendere il Sistema sanitario ligure sinergico con quello lombardo, indicato quale ottimo esempio di efficienza e di concorrenza tra pubblico e privato. Secondo il consigliere tale sistema, negli anni, ha evidenziato «sistemi di criticità quali un’eventuale produzione di prestazioni non necessarie, una scarsa efficienza nei confronti delle malattie croniche anche in relazione al loro costante aumento». Inoltre l’attuazione di programma simile a quello realizzato in Lombardia necessità, secondo il consigliere, di un’elevata mole di finanziamenti mentre il trasferimento di risorse dal Fondo sanitario nazionale è in costante decremento. L’altra obiezione sollevata da Salvatore è che «la realtà ligure è profondamente diversa da quella lombarda , sia da un punto di vista geografico e morfologico sia dal punto di vista dell’anzianità media della popolazione e dalla distribuzione sul territorio delle strutture sanitarie».

Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale: «Il nostro obiettivo non è applicare la riforma della Sanità lombarda in Liguria, ma creare e trovare il modello ligure della Sanità che, evidentemente, non c'è ancora perché il bisogno di Sanità sul territorio non è soddisfatto adeguatamente. Per fare questo dobbiamo anche guardarci intorno. Non è detto che l'unico modello valido sia quello lombardo. Noi abbiamo iniziato con la Lombardia perché abbiamo trovato un interlocutore che ha raccolto immediatamente l'invito a stingere un patto che è un percorso da condividere insieme su tante tematiche». Viale ha poi confermato che la riforma della Sanità non può avere la luce prima dell'anno prossimo, «perché scrivere una riforma della Sanità ligure in novanta giorni, sarebbe poco serio. Occorre fare un percorso insieme di ascolto.  Semmai  dall'esempio lombardo posso copiare il modo con il quale si è arrivati a quella riforma: è avvenuto attraverso un percorso di ascolto, la redazione di un Libro Bianco, una presentazione di una legge in Giunta attraverso una delibera, la presentazione di questa legge al Consiglio regionale, che poi ha fatto tutte le opportune modifiche, raccogliendo, tra l'altro, molti suggerimenti e proposte dalla stessa opposizione, per arrivare poi ad una riforma approvata che in questo momento è nella sua fase attuativa. Quindi io auspico protocolli d'intesa anche con quelle realtà per andare a risolvere i problemi dei nostri cittadini liguri che sono costretti ad andare altrove».

Salvatore si è dichiarata soddisfatta sia dell’iter annunciato dall’assessore nella formazione della riforma sanitaria ligure

 

 

 

 


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