giovedì 17 ottobre 2019
04.08.2015 - Redazione

Qui Regione: telecronaca del Consiglio Regionale

Approvata la convalida eletti

Il Consiglio ha approvato all’unanimità la convalida degli eletti: la comunicazione, che ha verificato i requisiti dei consiglieri regionali e la compatibilità degli incarichi non rilevando cause di incompatibilità, incandidabilità e ineleggibilità, è stata esposta dal presidente dellaGiunta delle elezioni Alessandro Puggioni (Lega Nord Liguria-Salvini) .

Modifica della composizione delle commissioni

Il Consiglio ha approvato all’unanimità la modifica della composizione della II Commissione- Salute e sicurezza sociale

Via libera al Rendiconto 2014

Il Consiglio ha approvato con 24 voti a favore (maggioranza di centro destra e Pd) 7 voti contrari (Movimento 5Stelle e Rete a sinistra) il Rendiconto 2014.

Nel dibattito sono intervenuti Angelo Vaccarezza (Fi) presidente della I Commissione Bilancio e relatore di maggioranza, Alice Salvatore (Mov5Stelle), Claudio Muzio (FI), Gianni Pastorino (Rete a sinistra), Sergio Rossetti (Pd), Francesco Battistini (Mov5Stelle), Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini), Giovanni Barbagallo (Pd), Marco de Ferrari e Andrea Melis (Mov5Stelle), Valter Ferrando e Raffaella Paita (Pd) e Andrea Costa (Gruppo misto-Udc area Popolare)

Angelo Vaccarezza (Forza Italia), relatore di maggioranza: «Oggi stiamo compiendo un atto dovuto: dobbiamo approvare il Rendiconto per poter iniziare a governare. Si tratta di un documento non emendabile, che non si può modificare. Non c’è da parte mia l’intenzione di entrare nel merito delle scelte fatte in passato, non da noi. Si tratta di un documento che è stato parificato dalla Corte dei Conti. Da adesso parte il vero operato della giunta Toti.  Non ereditiamo sicuramente una “nave” che vive una situazione non facile, al contrario naviga in acque non tranquille: è stata messa in condizione di navigare con difficoltà. Ma quando c’è mare grosso si vedono le capacità e la bravura del comandante. E noi sappiamo che il comandante è in grado di affrontare il mare grosso». Vaccarezza ha quindi respinto le critiche, mosse in questi giorni e successivamente anche all’interno dell’aula, dal Movimento 5 Stelle, che ha puntato l’indice contro la maggioranza per la sua decisione di votare il documento contabile: «Siamo stati accusati di consociativismo, rispetto alla passata amministrazione, e di essere protagonisti di un patto del Nazareno al pesto – ha detto – Ma il nostro è semplicemente senso di responsabilità E soltanto approvando il rendiconto si può iniziare davvero a governare e finalmente a far scelte importanti per la serenità della Liguria. Vista la posizione del Movimento Cinque stelle, - ha aggiunto - deduco che se avesse vinto le elezioni, il suo gruppo non avrebbe votato il rendiconto, bloccando completamente l’attività dell’ente quindi, per poter governare e non portare un ente in una situazione di blocco,  può soltanto succedere a se stesso». Vaccarezza ha, quindi, definito la posizione dei Cinque stelle «demagogica, di chi non sente la responsabilità avvertita invece da chi ha il compito di governare» e ha evidenziato l’assenza di alcuni consiglieri dei 5 Stelle durante la seduta della I Commissione Bilancio dedicata all’esame conclusivo del rendiconto.  Ha concluso: «noi attendiamo l’operato e le eventuali critiche dei Cinque Stelle su fatti concreti che verranno compiuti da qui in avanti da questa amministrazione»

Alice Salvatore (Movimento 5 stelle) ha ribattuto che la “nave” sembra orami diventata un relitto «e noi siamo spettatori del consociativismo che è stato evocato da Vaccarezza – ha detto – Noi non riteniamo plausibili le spiegazioni che il consigliere ha adotto per avallare un bilancio disastroso». «Era doveroso - ha aggiunto - chiedere un  approfondimento più specifico di quanto invece è stato fatto. Secondo Salvatore il bilancio  della Regione «è stato utilizzato in maniera dissennata dall’amministrazione  Burlando.  E lo dimostrano i dati negativi. Ricordiamo, tra gli altri, quello relativo alla disoccupazione giovanile». Il consigliere ha rimarcato che in campagna elettorale l’attuale maggioranza metteva in risalto gli errori compiuti dalla giunta Burlando, ma ora approva il Rendiconto relativo all’operato dell’amministrazione di centrosinistra: «Chiediamo alla cittadinanza se questo è quanto volevano, quanto si aspettavano dall’attuale maggioranza che dovrebbe essere diversa da quella precedente».

Claudio Muzio (FI) ha sottolineato che si approva la “fotografia” di un percorso che si è concluso: «Dobbiamo approvalo, salvo errori macroscopi, che io non ho visto. Noi potremo fare delle vere scelte soltanto quando faremo l’assestamento, cosa possibile solamente  se viene approvato il rendiconto». Muzio ha chiarito che le scelte fatte dalla passata amministrazione Burlando  sono state ampiamente contestate dal centrodestra, durante l’approvazione dell’ultimo assestamento e, proprio esaminando, anche dal punto di vista contabile,  le scelte fatte dalla precedente amministrazione,  emergono molte criticità che devono essere corrette.  «Con il prossimo assestamento – ha concluso -  si farà il possibile per fornire risposte adeguate» e ha rilevato che soltanto il due per cento del bilancio è dedicato al turismo e la scarsa attenzione all’agricoltura e alla cultura.

Gianni Pastorino (Rete a sinistra) nel preannunciare il suo voto contrario, ha detto: «Non voterò contro questa legge non perché lamento che siano ammanchi o buchi, che non credo ci siano,  ma per le scelte politiche che lo hanno determinato e che io non condivido». In particolare Pastorino si è soffermato sulla sanità, sottolineando che non sono stati mantenuti impegni relativi alla creazione e al potenziamento di presidi sanitari sul territorio, capaci di ridurre l’ospedalizzazione. Insufficiente, a suo avviso, è stata l’azione in materia di turismo ed entroterra: «Poco è stato fatto per avvicinare costa a entroterra ed è stata protetta solo la cementificazione del litorale». Ha aggiunto: «Oggi finiscono i 10 anni della legislatura precedente e mi auguro che  non ci sia continuità amministrativa perché i cittadini che hanno votato vogliono l’alternanza.  – ha detto – e su importanti questioni, sanità ed infrastrutture, spesso ci sono stati interessi comuni nella passata legislatura fra maggioranza e minoranza, io invece credo che ci siano dei punti di rottura e ve li faremo notare con capacità propositiva».  Pastorino ha concluso delineando i tratti della sua opposizione: «Non faremo solo opera di controllo, ma avremo anche capacità propositiva. La politica è la capacità di realizzazione delle idee che si sanno mettere in campo». Ha quindi chiarito che proprio sulla base delle scelte fatte dalla precedente amministrazione, rispecchiate nel rendiconto, si è arrivati al «disastro politico».

Sergio Rossetti (Pd): « Il mare tempestoso di cui si parla non è il bilancio della Regione Liguria, ma la grande crisi economica che ha colpito l’Italia e i Paesi occidentali» ha detto, sottolineando che in questi anni la Regione ha visto una progressiva diminuzione delle entrate, a causa della riduzione del gettito di Irpef, Irap, accise ed altro, e alla diminuzione dei trasferimenti statali, in svariati settori, primo fra tutti quello della sanità. Riduzioni – ha puntualizzato Rossetti – talvolta improvvise ed imprevedibili. «Misurarsi con questi fatti sarà la grande sfida di chi si pone nell’ottica di governare», ha detto. Rossetti ha quindi puntualizzato il giudizio positivo sul bilancio della Liguria espresso dall’agenzia Standard & Poor's e ha rimarcato che il rendiconto in votazione ha ottenuto tutte le certificazioni necessarie. Rossetti ha quindi respinto l’accusa di “consociativismo”, mossa dal Movimento 5 Stelle: «Il consociativismo non c’entra nulla con la continuità amministrativa: E’ impensabile che la fotografia del bilancio non venga approvata.». Rivolgendosi a Pastorino, ha ricordato che della precedente maggioranza facevano parte esponenti che ricoprivano tutta l’area del centrosinistra. Ha concluso sottolineando che il suo gruppo farà opposizione rigorosa e decisa ed ha auspicato il fatto che tutta la minoranza possa fare, insieme, delle proposte

Francesco Battistini (Movimento 5 Stelle)  ha rimarcato che la vecchia amministrazione non ha fatto programmazione su territorio, sanità, e economia.  Alla luce di ciò, ha ribadito che il suo gruppo non può far altro che esprimere voto contrario: «O si cambia, o la barca va a fondo»

Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) ha ribadito che, secondo anche l’esame fatto nelle diverse competenti commissioni, il bilancio non mostra errori contabili, quindi, il suo gruppo esprime voto favorevole, per consentire la continuità amministrativa: «La nuova maggioranza saprà dare i giusti indirizzi per metter in atto i necessari correttivi. Non ci arroccheremo dietro la scusa della crisi: questo lo lasciamo fare ai meno bravi. Le persone capaci non trovano scuse, ma soluzioni»

Giovanni Barbagallo (Pd)  ha rimarcato che si attendeva, da parte dei Cinque Stelle un voto di astensione. Ha infatti detto che il voto a favore del documento non implica necessariamente la condivisione delle scelte fatte dalla passata amministrazione, ma semplicemente si approva un rendiconto corretto dal punto di vista contabile. Ha quindi difeso l’operato della precedente giunta della quale faceva parte, rimarcando le difficoltà incontrate quotidianamente con il continuo taglio dei trasferimenti. Tra i settori colpiti, Barbagallo ha ricordato, in particolare, l’agricoltura: «Questo ha costretto la precedente amministrazione a governare cinque anni in emergenza» .

Marco De Ferrari (Movimento 5 Stelle) ha ribadito la contrarietà del gruppo al rendiconto. Ha quindi ricordato che la citata Standard & Poor's è un’organizzazione «privata che decide arbitrariamente e le su scelte non sono sottoposte al controllo di nessuno. Da qui la sua dubbia attendibilità».

Andrea Melis (Movimento 5 Stelle) ha sottolineato che i tempi per la valutazione approfondita del Rendiconto sono stati eccessivamente ristretti, «il nostro voto contrario rappresenta una chiara rottura rispetto ad una certa politica e ci assumiamo la responsabilità di questa scelta». Anche Melis ha invitato tutti a prendere con cauteòa le valutazioni di Standard & Poor's che in alcuni casi si sono rivelate clamorosamente sbagliate.

Valter Ferrando (Pd) ha detto che le critiche mosse da Pastorino al Rendiconto derivano da una «posizione ideologica» e ha ricordato che la precedente amministrazione ha ridotto drasticamente il numero degli ospedali ed ha provveduto alla nascita di case della Salute sul territorio: molte sono già ultimate ed altre lo saranno a breve. Ha puntualizzato: «La rete territoriale non è mai stata così efficiente. Ci sono ancora zone dove operano troppi ospedali – ha concluso –rispetto alla domanda di salute con una evidente dispersione di qualità e di fondi».  .

Raffaella Paita (Pd) ha sottolineato che il bilancio è contrassegnato dal principio della buona amministrazione. Ha quindi invitato a tralasciare le polemiche sul passato e a parlare del futuro. «Voglio sapere come questa giunta intenda far quadrare i conti della sanità – ha detto – Voglio capire quali siano le soluzioni proposte. Se le promesse fatte verranno mantenute».  Paita ha sottolineato che con il rendiconto, pur «con il giudizio che ciascuno di noi si porta dentro», si può considerare chiusa una fase per proiettarci verso il futuro e verificare quindi se la nuova amministrazione ha le idee chiare su quello di cui ha bisogno questo territorio. «Chiudiamo con il passato e, come minoranza, - ha concluso - proviamo a mettere alla prova questa amministrazione che non sembra avere le idee chiare».

Matteo Rosso (Fdi)  dopo aver ribadito il suo voto favorevole, ha anche puntualizzato che non si può dimenticare completamente quanto avvenuto nella passata amministrazione: «E’ vero che oggi inizia un percorso nuovo, ma dire che si dimentica completamente il passato è troppo comodo. – ha detto – Non dimentichiamo che nei primi cinque anni della giunta Burlando, l’assessore alla salute non ha fatto altro che ripetere che non si poteva fare nulla a causa del buco della sanità lasciato dalla precedente amministrazione»

Andrea Costa (Gruppo Misto- Ncd Area popolare)  ha annunciato il voto favorevole al Rendiconto ed ha risposto alle accuse mosse dal Movimento Cinque Stelle: «Rivendico la possibilità di motivare la mia posizione e non accetto che altri diano interpretazioni diverse. Stiamo discutendo di nulla. Il documento ha una valenza tecnica, non politica. Il 31 maggio gli elettori hanno  già dato il loro parere ed hanno scelto la discontinuità.  – ha detto - Noi vogliamo esser interpreti di questa scelta. Di fatto  non mi pare che ci siano state così tante richieste di approfondimenti da parte del Movimento 5 Stelle in commissione. Si prenda atto che la  campagna elettorale è finita  e si apre una fase nuova. Adesso bisognerà correggere il tiro, cercare di contenere gli effetti negativi prodotti da quanto fatto in passato. Rossetti ha detto che la crisi  ha colpito. Io aggiungo che dal punto di vista politico la Regione possa e debba fare di più per contrastarla». Ha concluso: «Mi auguro che, anche attraverso le commissioni, si posano dare risposte che i cittadini liguri attendono».

Rinviate in Commissione le due mozioni sul progetto di un deposito di bitume a Savona

Dopo un lungo dibattito con 16 voti a favore (Fdi, FI,Lega Nord, Gruppo Toti, Udc-Area Popolare) e 12 contrari (Pd, Mov5Stelle e Rete a sinistra) è stata accolta la proposta del consigliere Angelo Vaccarezza (FI) e condivisa dall’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone di rinviare in commissione due mozioni relative al progetto di un deposito di bitume nel porto di Savona.

La prima mozione è stata presentata da Andrea Melis del Movimento 5 Stelle (era firmata anche dagli altri consiglieri del gruppo Alice Salvatore, Fabio Tosi, Francesco Battistini, Marco De Ferrari e Gabriele).

Il documento chiedeva alla giunta di non sottoscrivere alcun protocollo di intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico in merito alla realizzazione del deposito di bitume nel porto di Savona e a opporsi al progetto in ogni fase successiva. «Se in questo Consiglio – ha dichiarato Melis - vogliamo dare voce ai cittadini che si sono più volte dichiarati contrari, abbiamo tecnicamente la possibilità di farlo, la Regione deve dimostrare di essere padrona del proprio sviluppo, è meglio ammettere che non si era valutato in toto la questione». Il progetto, presentato il 30 dicembre 2011 dalla società Bit Savona srl all’Autorità Portuale di Savona-Vado, prevede 9 serbatoi dalla capacità totale di 39.000 metri cubi a pochi metri dalla zona residenziale all’interno della darsena del porto, alla storica fortezza del Priamar e all’interno dell’Area Specialmente Protetta di Interesse Mediterraneo nota come Santuario dei Cetacei. «Il bitume verrà stoccato liquido, quindi a 160/180 gradi, temperature in cui avviene il rilascio di una serie di sostanze potenzialmente nocive per l’ambiente – si legge nel documento - la salute e la sicurezza dei cittadini, tra cui l’acido solfidrico, caratterizzato da una bassa soglia olfattiva e dal riconoscibilissimo odore tipico di “uovo marcio”, indicato dalla Regione Liguria come estendibile in un raggio di 3 Km dall’impianto». La procedura del protocollo di intesa dalla Regione Liguria e al Ministero dello Sviluppo Economico è prevista dal decreto “semplificazione e sviluppo. Il consigliere ha ricordato in aula che «la Regione ha dichiarato la non assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) mentre la Provincia di Savona aveva segnalato al Ministero dello Sviluppo Economico nel marzo 2013, l’incidenza del problema olfattivo e che mancavano i dettagli tecnici con cui l’azienda aveva promesso di mitigare la dispersione degli agenti odoriferi». Melis, infine, ha rilevato che questo impianto rischia di compromettere la crescente vocazione turistica di Savona.

La seconda mozione è stata presentata da Gianni Lunardon (Pd) ma era firmata anche dai colleghi di partito Luigi De Vincenzi, Raffaella Paita, Luca Garibaldi e da Gianni Pastorino di Rete a Sinistra.

Il documento chiedeva alla giunta di sospendere l’intesa Stato - Regioni sul progetto di deposito di bitume nel porto di Savona in attesa di effettuare un supplemento di istruttoria sul progetto, compresa la possibilità di assoggettare il progetto alla procedura di VIA regionale, per approfondire l’impatto dell’opera sull’ambiente marino e urbano, sul traffico cittadino, sulla salute dei cittadini e sulle attività turistico - ricettive e commerciali della città nel raggio di almeno 3 chilometri. «Questa procedura – ha dichiarato Lunardon - consentirà di avere gli elementi per decidere in merito». Il consigliere nel documento ha rilevato: «A Savona gli insediamenti urbani sono concentrati intorno al porto e nel raggio di tre chilometri dall’impianto in progetto esistono zone residenziali, ospedale, asili, scuole, la fortezza del Priamar e la Darsena, che è la primaria attrazione turistica della città. Inoltre l’Organizzazione Mondiale della Sanità - ha aggiunto - ha valutato estremamente pericolosi i vapori rilasciati dal bitume allo stato fuso, contenenti benzene, idrocarburi, solfuri, azoto e altro». Nel documento, infine, si sottolinea l’allarme sociale che in queste settimane è stato sollevato da parte di cittadini, associazioni, parti politiche e le preoccupazioni emerse anche nell’Amministrazione comunale di Savona: il Consiglio comunale del 28 luglio 2015, infatti, ha approvato un ordine del giorno che richiede alla Regione di attivare le procedure di VIA per il progetto.

Gianni Pastorino (Rete a sinistra) ha aggiunto: «Sono soddisfatto che l’interpellanza che ho presentato in quest’aula due settimane abbia aperto un dibattito su questo tema svelando alcune contraddizioni politiche e ponendo delle domande». Il consigliere ha poi spiegato che occorre scongiurare il rischio che si inneschi un contenzioso con l’azienda costruttrice e ha sottolineato un secondo aspetto: «L’operazione relativa al progetto - ha aggiunto - è stata condotta da un soggetto che è poi divenuto il responsabile della gestione dell’’impianto e questo è un elemento di pericolosità, quindi occorre che, superando le contraddizioni del passato, giunta e consiglio facciano un’attenta valutazione».

Francesco Battistini (Mov5Stelle) ha sottolineato che il deposito verrà realizzato in una zona dove è in corso una profonda riqualificazione urbanistica e che l’intervento ostacolerà il passaggio della città da un’economia industriale a un’economia turistica.

Angelo Vaccarezza, capogruppo di FI, ha proposto di rinviare le due mozioni in commissione: «Tutti noi sentiamo la necessità di avere un approfondimento su questo tema, ma ci troviamo di fronte, attraverso queste due mozioni, a due proposte di intervento diverse», ma non ha escluso il rischio che la Regione debba affrontare un contenzioso con l’azienda costruttrice dell’impianto. Vaccarezza ha annunciato che chiederà al sindaco di Savona «in qualità di responsabile della salute pubblica di chiedere formalmente alla Regione di riaprire la procedura di Via. Questa mi sembra la strada migliore: fare un approfondimento è doveroso, magari in commissione regionale coinvolgendo tutti gli enti».

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha respinto questa ipotesi e ha ribadito la necessità di puntare in Liguria su forme di energia rinnovabili abbandonando carbone e bitume: «Non ci si può limitare a chieder la procedura della Via – come chiedeva la seconda mozione (ndr) - vogliamo dal Consiglio una risposta concreta».

L’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone ha definito«condivisibili» le osservazioni avanzate in aula, «ma questa è una pratica che ha un “iter” iniziato con una Giunta le cui conseguenze gravano su un'altra Giunta. Vi è – ha aggiunto sottolineando la diversità di posizione di Pd e Movimento 5stelle. - una diversità sui temi politici che sono posti e anche tecnici tra i gruppi di minoranza. E le valutazioni tecniche della Giunta, anche qualora non giungessero all'intesa con il Ministero, non sarebbero più vincolanti rispetto a quello che è stato fatto fino a oggi». L’assessore ha, poi, sottolineato i rischi di un “no” secco al progetto: «Questa pratica che è arrivata all'ultimo “step”,mette comunque nelle condizioni la Giunta e l'Ente Regione di essere soccombente in qualsiasi tipo di giudizio successivo perché, se noi oggi autoritariamente dicessimo e ritirassimo in autotutela il decreto che autorizzava alla non sottoposizione alla Via, ma all'attività di “screening”, commetteremmo ovviamente una forzatura istituzionale che non ci possiamo permettere nei confronti dei dirigenti e nei confronti di tutti gli Enti che sono coinvolti in questa partita». Secondo l’assessore, quindi, occorre un approfondimento e ha annunciato che il Dipartimento Ambiente ieri convocato tutte le parti in causa. Quindi ha concluso: «Noi non autorizzeremo mai l'intesa con il Ministero fintanto che non avremo fatto quegli approfondimenti tecnici necessari, ma che riteniamo necessari su una pratica che ha un suo iter ben definito».

Sia Melis che Lunardon, primi firmatari delle due mozioni, non hanno accolto la proposta di rinvio.

Anche Pastorino si è espresso contro il rinvio.

Andrea Costa (Gruppo misto-Udc Area Popolare) si è espresso a favore.

La proposta è stata messa ai voti.

Raffaella Paita (Pd) ha contestato che il rinvio in commissione non permettesse di votare, comunque, le mozioni, e il presidente del Consiglio Francesco Bruzzone ha spiegato che, secondo gli articoli 96 e 123 del Regolamento del Consiglio il rinvio in commissione esclude il voto in aula.

Assenti: 0

Quorum:16 voti


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