venerdì 22 febbraio 2019
10.02.2015 - Redazione

Sanità, Rixi: “Esami ambulatoriali serali ancora impossibili in Liguria”

Il vicesegretario federale della Lega Nord e consigliere regionale in Liguria ha chiesto, questa mattina in aula, all’assessore alla Salute chiarimenti sulla possibilità di avviare, almeno in fase sperimentale all’ospedale San Martino di Genova, l’accesso, dalle 20 alle 24, ai servizi ambulatoriali di “diagnostica da grandi macchine”: esami radiologici come Tac, risonanze magnetiche e radiografie.

"È evidente che in Liguria quello che in altre Regioni, come il Veneto e la Lombardia, è una realtà consolidata, qui diventa una missione impossibile. Circa un anno fa con un ordine del giorno, approvato all’unanimità in consiglio, avevamo ottenuto l’impegno della giunta ad avviare in fase sperimentale, all’ospedale San Martino di Genova, l’apertura serale, per almeno 3 giorni alla settimana, dalle 20 alle 24, l’apertura serale. Dopo un anno, l’assessore Montaldo dice che i macchinari disponibili ci sono ma non è possibile coordinare il personale addetto. Mi pare la dimostrazione della mancanza totale di una visione d’insieme, di una strategia complessiva sulla sanità che in questi dieci anni di giunta Burlando è stata amministrata solo attraverso i tagli di questo o quel pronto soccorso». Così ha dichiarato questa mattina Edoardo Rixi, vicesegretario federale della Lega Nord e consigliere regionale in Liguria, che ha presentato un’interrogazione urgente sulla possibilità di apertura serale di servizi ambulatoriali di “diagnostica da grandi macchine”: esami radiologici come Tac, risonanze magnetiche e radiografie.

«Allungare l’orario di alcuni servizi avrebbe un doppio beneficio – spiega Rixi – agevolare gli utenti che, soprattutto se parliamo di liberi professionisti o commercianti, in un momento di crisi come quello attuale hanno serie difficoltà, durante il giorno, a lasciare, anche per poche ore, la propria attività chiusa o delegando un sostituto. In secondo luogo, particolare non da poco, facendo funzionare per più ore le macchine se ne ammorterebbe il costo. Non solo: indubbi benefici ci sarebbero sulle liste d’attesa e sulle conseguenti fughe sanitarie – che oggi costano circa 60 milioni di euro -.

È evidente che se vogliamo portare la sanità ligure a standard e a servizi degni di una regione moderna occorre rivederne l’impostazione, magari anche prevedendo un rapporto più stretto di collaborazione pubblico-privato. Non vorremmo trovarci tra qualche anno con strutture al collasso da svendere a soggetti terzi per tenere vivo qualche servizio sul territorio».


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