domenica 8 dicembre 2019
12.05.2015 - Donatella Lauria

Sanità, Rixi: “Scandaloso che la sinistra continui con le selezioni ad personam”

Il vicesegretario federale della Lega Nord e candidato capolista del Carroccio per Genova e provincia raccoglie alcune segnalazioni secondo cui all’Irccs San Martino si stanno attuando “preselezioni discriminatorie” per incarico di responsabile della struttura di Chirurgia d’urgenza. “Per efficientare la nostra sanità il primo passo è eliminare i clientelismi della sinistra che sviliscono le professionalità e la meritocrazia all’interno dei nostri ospedali”.

«Trovo scandaloso che la longa manus della sinistra continui a condizionare un ambito delicato come quello sanitario in cui i medici e tutti i professionisti, che lavorano all’interno delle strutture ospedaliere dovrebbero essere selezionati, premiati e promossi per merito e non per appartenenza politica o per compiacere ai giochetti di potere di Pd e compagni sui manifesti elettorali. Gli attentati alla meritocrazia ospedaliera sono inaccettabili perché sviliscono le competenze scientifiche dei medici, guadagnate magari con anni e anni di sacrifici in prima linea da parte, e penalizzano i pazienti e quindi tutti i cittadini che si rivolgono alle strutture ospedaliere».

 Questa la denuncia di Edoardo Rixi, vicesegretario federale della Lega Nord e candidato capolista del Carroccio per Genova e provincia che raccoglie alcune segnalazioni secondo cui all’Irccs San Martino si stanno attuando “preselezioni discriminatorie” per incarico di responsabile della struttura di Chirurgia d’urgenza.

«Da quanto mi è stato riferito – spiega Rixi – la direzione dell’Irccs San Martino ha indetto una selezione per titoli molto atipica per reperire un nuovo Responsabile della Chirurgia d’Urgenza e con evidenti discriminazioni curriculari che escluderebbero in automatico gran parte dei naturali candidati all’incarico. Addirittura nella selezione si escluderebbero dalla partecipazione tutti i medici con esperienza in Chirurgia d’Urgenza! Un paradosso che, oltre a essere discriminatorio perché consiste di fatto in una preselezione arbitraria, non può che generare qualche dubbio sulla bontà stessa del procedimento. Forse che sia già stato scelto quel responsabile? Forse che la selezione sia solo fumo negli occhi per nascondere un’assegnazione diretta dell’incarico che, in quanto pubblico, deve comunque essere affidato tramite una graduatoria di titolo e di merito?

E inoltre rendiamoci conto a che pericolo si potrebbero esporre i pazienti se, un domani, l’incarico di responsabile di Chirurgia d’Urgenza, dove arrivano pazienti gravi, in anestesia generale o in pericolo di vita, fosse assegnato a chi si è limitato per anni a lavorare per esempio solo a contatto con casi più lievi in chirurgia ambulatoriale. Su questa situazione ci aspettiamo delle spiegazioni chiare e trasparenti.

Se la sanità oggi non funziona come dovrebbe è anche per questi coni d’ombra che minano l’efficienza del sistema dal proprio interno. Basta con i clientelismi: bisogna restituire il giusto ruolo alla meritocrazia e mettere il paziente al centro della prossima programmazione sanitaria della Regione».

 


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