venerdì 16 novembre 2018
20.05.2013 - Donatella Lauria

Reportage: il Roccese di Airole, dalla Val Roja a Vinitaly, un vino 10 e lode

Dopo il prestigioso premio che l'azienda agricola "A Trincea" di Airole ha preso a Vinitaly, un viaggio all'interno del "paradiso" del vino imperiese.

Non è un caso che sia andata ad un produttore imperiese d’eccezione la Gran Medaglia Cangrande: ovvero il prestigioso premio nazionale “Viticoltore benemerito della Liguria", consegnato nell’ambito della fiera internazionale Vinitaly,  svoltasi nel mese di aprile a Verona. Incoronata l’azienda agricola 'A Trincea' di Airole, piccolo comune medievale della Val Roya, rappresentata da suo patron Dino Masala. Abbiamo deciso di fare un viaggio virtuale nell'azienda.
La mano e la testa di Masala, che ha compiuto in questi anni un’imponente opera di recupero dei terrazzamenti con 80 mila metri quadrati di muretti a secco, hanno trasformato in vigneto un’intera collina. Una sorta di muraglia cinese tutta ligure, come l’ha definita più volte il giardiniere di Italo Calvino Libereso Guglielmi.

Non esistono molti mondi simili nella nostra zona. La Trincea è un’ importante realtà produttiva del Ponente Ligure  che arriva a confezionare circa in media 30 mila bottiglie all’anno. Si estende su 25 ettari, metà coltivati a uliveto taggiasca e metà a vigna, prevalentemente con il vitigno autoctono Rossese che dopo essere imbottigliato diventa il rosso 'Roccese': epiteto che deriva dall’antico metodo di coltivazione ligure della vite sulla roccia.
Ma come produce Trincea il saporito "nettare degli dei", che vanta tutte le peculiarità del territorio da cui nasce, scavato nella roccia e immerso nel verde?

Dal luogo ogni anno vengono scavate le piante e liberate delle radici superficiali, in particolare quelle che spuntano nella parte domestica. In questo modo la pianta tenderà sempre più a radicarsi in profondità alla ricerca di acqua nel periodo estivo e solo con le radici del selvatico. Per questo “la bevanda di Bacco” è molto aromatizzato e forte. Un gusto particolare, unico e riconoscibile che si può ormai assaporare in tantissimi ristoranti della zona e non solo. 

“Andando avanti negli anni, - spiegano in un comunicato alla Trincea, - il vigneto non avrà più bisogno di acqua e sarà sempre di più resistente alle malattie, rendendo quasi nullo ogni trattamento. L’alimentazione è naturale con concimi organici che, insieme con l’acqua, penetrano in profondità, si trasformano in minerali per poi essere assorbiti dalle radici.
Solo nei primi anni di vita, quando le piante soffrono molto la siccità, vengono annaffiate le foglie al calar del sole. Il vigneto della Trincea, circondato dai fiori e da tutte le erbe officinali della zona, non ha mai avuto trattamenti chimici di alcun genere, né, tanto meno, diserbanti o altri prodotti. Biodiversità e equilibri naturali che hanno trasformato la Trincea nell’ habitat di aquile, volpi, pernici, tassi, ramarri, lepri ed ogni tipologia di farfalle”.

La proposta di incoronare il produttore di Airole è stata avanzata dalla Regione Liguria. 
La  Medaglia Cangrande è stata consegnata al figlio Gianluigi Masala, nell’ambito della cerimonia di inaugurazione di Vinitaly 2013. Erano presenti il ministro Mario Catania, i vertici di VeronaFiere, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, l’assessore all’Agricoltura della Regione Liguria Giovanni Barbagallo. 

 

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