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15.11.2014 - F.Leuzzi

La nutrizionista: una sana alimentazione inizia sui banchi di scuola

Uno dei nostri obiettivi primari riguarda la cura delle generazioni future con investimenti nell’educazione e nella scuola. Parallelamente anche l’educazione alimentare riveste, a mio avviso, un ruolo da non trascurare.

Cosa rappresenta il cibo? Il cibo è sostentamento, è necessità … il cibo ci sazia, ci stuzzica … il cibo è piacere, ossessione, affetto, curiosità, cultura, moda, è anche storia, tradizione, salute, malattia.

Parlare alle giovani menti di questo argomento, risulta estremamente importante e potremmo farlo avviando un percorso di formazione sulle tematiche legate alla nutrizione.

Il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, in un messaggio video proiettato in occasione della firma del protocollo d’Intesa per la semplificazione dell’agroalimentare italiano a Expo 2015, ha affermato che “si sta lavorando per far iniziare con l’anno scolastico 2014-2015 un’educazione alimentare nelle scuole”, aggiungendo che “l’Expo è un’occasione straordinaria per lanciare un messaggio culturale, educativo all’Europa e al resto del mondo sul tema cibo, ricordando che l’Italia ha una tradizione forte per quanto riguarda il cibo”.

L’alimentazione sana e corretta inizia proprio, a mio parere, sui banchi di scuola e con questo progetto si farà con le scuole un grande lavoro per ridurre il sovrappeso e l’obesità nei bambini e negli adolescenti, insegnando loro che occorre mangiare bene oltre che non in maniera eccessiva.

Sono diverse e numerose le evidenze che sostengono l’importanza di intervenire con urgenza per migliorare il quadro di salute delle nuove generazioni le quali spesso mangiano davanti alla tv cibi appetitosi come salatissime patatine in busta, zuccheratissime merendine confezionate, snack iperlipidici, ecc…

Nel contempo i giovani oggi sono sempre più pigri, sedentari, non praticano sport; il risultato è allarmante se si pensa alle future implicazioni socio sanitarie legate all’incremento delle malattie cronico-degenerative conseguenza di tali comportamenti errati (obesità, diabete, problemi cardiaci).

Oltre a tali patologie sono da considerare con preoccupazione quelle forme di disturbo del comportamento alimentare come la bulimia e l’anoressia, causate da disturbi psicologici che producono un rapporto patologico con il cibo. Senza dimenticare poi le questioni centrali dell’igiene e della sicurezza nella produzione, conservazione, trasformazione e preparazione dei cibi.

Per rispondere a tale urgenza sanitaria, per far sì che i bambini e gli adolescenti diventino consumatori consapevoli, occorre mettere in atto significativi interventi istituzionali, che vedono nella scuola il luogo di elezione per svolgere un’indispensabile azione preventiva.

Dott.ssa Federica Leuzzi

 

 


Commenti

Rosanna Guerra il 25-05-14 14:19 ha scritto:
SONO D'ACCORDO CON LEI. GIUSTO!

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