lunedì 19 agosto 2019
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04.09.2015 - Donatella Lauria

Scuola, prima campanella: è l'inizio della fine

A breve inizia l'anno scolastico 2015/2016. Suonerà un'altra campanella per scandire il rientro di milioni di studenti tra i banchi. Per molti ragazzi non è un bel giorno. Ma in generale non è di sicuro un bel giorno. La scuola sta andando a rotoli e i nostri giovani precipitano aggrappati ad essa.

I docenti sono traghettati da una parte all'altra d'Italia per poco più di mille euro, gli edifici cadono a pezzi, i dirigenti sono ormai costretti a guidare e risolvere le problematiche di bambini ai primi passi fino a maturandi e liceali, i soldi mancano. E' possibile?

Alcune scuole non bocciano da anni per paura di perdere consensi e i licei tradizionali, classico e scientifico,  sono sempre meno gettonati per colpa di scuole ritenute più moderne e attuali che di preparazione umanistica e alla vita ne danno ben poca.

C'è il boom di iscrizioni in scuole che insegnano il russo e il cinese. Pensiamo di indossare le vesti  di   grandi conquistatori d'Oriente o di diventare miliardari studiando le prime nozioni di una lingua che per essere utilizzata al meglio necessita una pratica di lunghi anni  in loco? Forse si. E' come il sogno di molti genitori di vedere i figli grandi calciatori non appena indossano le scarpette da calcio. C'è la mania del "tutto subito",  e si perde di vista il senso del limite, della misura, del grado. Per diventare qualcuno bisogna studiare,  sacrificarsi, sperimentare, toccare con mano la cultura di chi ci ha preceduti, degli antichi che hanno gettato le basi del pensiero occidentale e della lingua italiana. Per fare carriera bisogna avere delle basi solide e sicure. Tutto sta morendo.

Uno sfacelo generale. Il Governo sembra prendere a calci un morto, con proposte e leggi che vogliono davvero siglare la lenta fine del sistema scolastico.

La scuola è la base del nostro io, lo specchio dei tempi, il segno tangibile della formazione e del futuro di un Paese, è il punto di partenza dei giovani, è il trampolino di lancio verso l'età adulta. Ora si sta riducendo in polvere. Si sta sgretolando sotto gli occhi di una società passiva, ipocrita e vile che pensa solo ad arricchirsi di nulla e di vano. 


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