mercoledì 22 novembre 2017
11.11.2015 - Redazione

Capo Mortola approda in Regione, Piana: "cercheremo un dialogo con la Capitaneria"

Il tratto marittimo al confine con la Francia,  che si apre davanti a villa Hanbury, è una zona di Tutela Marina che fa parte dell’Area Protetta regionale Giardini Botanici Hanbury, istituita con la legge regionale nel marzo del 2000 e gestita dall’Università di Genova.

«E’ vergognoso – sostiene Piana – che una zona così straordinaria per la biodiversità sia abbandonata a se stessa. Capo Mortola è un vero e proprio paradiso naturale al pari di Portofino, ma purtroppo da tempo è stato dimenticato dalle istituzioni. L’assenza di regole e l’applicazione delle leggi ordinarie stanno impoverendo sempre di più questo patrimonio naturale».

 Una bozza di regolamento era stata discussa nel 2009 e riguardava i fondali e le acque comprese tra la foce del Torrente Latte e i Balzi Rossi (un tratto di mare che si estende per circa 470 ettari). L’approvazione del medesimo si è arrestata nel passaggio tra le due Giunte regionali guidate da Claudio Burlando.

 Ieri, il consigliere leghista ha portato in aula, all’attenzione dell’assessore all’Ambiente  Giampedrone, la delicata questione.

 «Dal 2013 - spiega Piana - la Regione non aveva dato più seguito a ciò che era stato proposto dalla Capitaneria di Imperia (divieto di ancoraggio di qualsiasi unità navale nel tratto di mare in questione  e utilizzo di strutture di ormeggio per le unità navali impiegate per l’effettuazione di immersioni subacquee con autorespiratore). Negli anni passati tra Regione e Capitaneria non si è mai riuscito a trovare l’accordo».

 L’assessore ha riferito al consigliere che la questione negli anni si è arenata in quanto la Struttura competente ritiene non opportuna per l’impatto ambientale e non realizzabile per i costi molto elevati di acquisto, allestimento e manutenzione la posa di campi di boe, in numero tale da sostenere la richiesta degli utenti nautici che gravitano nell’area. Il campo boe previsto nell’ambito del progetto, quasi esclusivamente per i diportisti e in misura minore per i subacquei, poteva oscillare tra le 15 e le 20 boe al massimo in base alle risorse disponibili, quindi nettamente insufficiente alle esigenze diportistiche. Per questo motivo la Struttura aveva previsto anche l’ancoraggio su posidonia a mezzi entro i 5 metri e ancoraggio su sabbia agli altri, ma la capitaneria non è d’accordo. 

«Oggi, attraverso la mia interrogazione – conclude Piana -, mi auguro che finalmente quell’area venga tutelata e si trovi un’intesa tra la Capitaneria e il neo assessore all’ambiente che si è mostrato aperto al confronto».

 

 

 

 

 


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