mercoledì 20 settembre 2017
24.09.2015 - Redazione

E' legge: gli animali domestici non sono "cose" e non si possono pignorare

Fino a qualche giorno fa, la legge considerava gli animali domestici alla stregua di televisori, tavoli, mobili, divani. Erano semplicemente dei “beni”, delle cose, che potevano avere un valore economico e pertanto potevano essere pignorati per essere venduti all’asta e saldare i debiti del proprietario.

Al contrario, alcune cose – come per esempio la fede nuziale – non erano pignorabili perché avevano un valore affettivo superiore a quello economico. Un’assurda contraddizione secondo la quale dei veri e propri oggetti avevano un valore intrinseco e sentimentale superiore a quello di esseri viventi, senzienti e considerati a tutti gli effetti membri della famiglia da oltre 25 milioni di italiani.
Per questo motivo, e per tutelare il benessere dei pet che rischiavano di essere sradicati dal loro ambiente per essere venduti all’asta e finire chissà dove, la nota conduttrice TV e presidente dell’associazione forPlanet ha lanciato a marzo di quest’anno la petizione #giulezampe sulla piattaforma di change.org, chiedendo l’impignorabilità degli animali domestici. Un’iniziativa che LNDC ha sposato subito e con entusiasmo, affiancando Tessa Gelisio nella sua promozione e divulgazione.  
Siamo orgogliosi di aver potuto contribuire con il nostro patrocinio a questa battaglia di civiltà portata avanti dalla nostra amica Tessa Gelisio. - Afferma Piera Rosati, presidente di Lega Nazionale per la Difesa del Cane - È importante ricordare che l’eventuale pignoramento di un animale domestico crea grossa sofferenza sia nelle famiglie sia negli animali stessi che, come è ormai noto, sono dotati di capacità cognitive e sentimenti uguali a quelli dell’uomo. L’idea che un cane o un gatto possa essere venduto all’asta per poi ritrovarsi in un ambiente e con persone a lui totalmente estranee è assolutamente inaccettabile e crudele. La petizione ha raggiunto quasi 120mila firme ed è evidente che ha avuto un grosso peso nel processo decisionale”.
“Speriamo che la classe politica metta fine a questa situazione assurda quanto prima. - Sostiene Tessa Gelisio, presidente di forPlanet - Un cambiamento verso una società più civile che permetterebbe anche di dimostrare come dal basso, con petizioni e campagne, i cittadini possano cambiare in meglio la società e le leggi”. 
La Commissione Ambiente del Senato ha infatti approvato l’emendamento che sancisce il divieto del pignoramento degli animali d’affezione e da compagnia, nonché di quelli che hanno una missione terapeutica o assistenziale. LNDC auspica che i successivi passaggi in Aula per l’approvazione finale del provvedimento continuino in questa direzione di civiltà e invita chiunque non l’avesse già fatto a firmare la petizione per dire NO al pignoramento degli animali domestici.


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