domenica 17 dicembre 2017
24.10.2015 - Redazione

I lavoratori dell'Ilva in Consiglio Regionale: Rispettare gli accordi e tutelare l’occupazione dello stabilimento genovese

  La Regione Liguria si impegna ad intervenire presso il Governo per sollecitare una politica complessiva per l’ILVA che tenga conto di tutti gli stabilimenti del Gruppo in una visione unitaria, considerando adeguatamente il peso e l’incidenza degli stabilimenti di Genova e Novi sugli assetti del Gruppo. Lo prevede un ordine del giorno (primi firmatari Raffaella Paita (Pd), Giovanni Battista Pastorino (Rete a sinistra) e Alice Salvatore (Movimento 5 Stelle) approvato all’unanimità dal Consiglio regionale.

Il documento ha assorbito la mozione che era stata presentata da Giovanni Pastorino per mettere all’ordine del giorno dei lavori consiliari la questione Ilva. Il documento infatti riprende molti dei contenuti posti all’attenzione dell’Assemblea regionale al fine di assicurare il rispetto degli accordi sull’Ilva e tutelare l’occupazione dello stabilimento genovese.

L’ordine del giorno approvato prevede inoltre che la Giunta e il suo presidente si attivino presso il Governo per arrivare alla piena operatività dello stabilimento del capoluogo ligure. Per questo va sollecitato il Commissario a definire un piano industriale esplicitamente destinato allo sviluppo del complesso Genova – Novi, in particolare per Genova mettendo al centro il contributo che la produzione di banda stagnata può portare allo sviluppo generale del Gruppo ILVA e alla produzione di acciaio in Italia.

La giunta dovrà inoltre chiedere al Commissario di garantire la piena operatività degli impianti di zincatura recentemente sottoposti a ristrutturazione e tuttora non attivi; fare il punto nella riunione del collegio di sorveglianza rispetto all’attuazione dell’accordo di programma; riconvocare il tavolo dei firmatari secondo le procedure previste dall’accordo di programma per valutare la possibilità di un riutilizzo della aree non strategiche e inutilizzate di Ilva a fini industriali; ad attivarsi presso il Governo perché convochi un tavolo urgente per garantire che siano assicurate congrue coperture per finanziare ulteriori 2 anni di contratti di solidarietà con copertura al 70% del reddito. La Regione dovrà ricercare ulteriori fondi per integrare il reddito dei lavoratori derivante dai contratti di solidarietà, subordinando tale integrazione all’attivazione di lavori di pubblica utilità e voucher ove non sia garantita la rotazione. Previsto inoltre che, di concerto con Arpal e Asl, prosegua il monitoraggio delle condizioni ambientali interne ed esterne allo stabilimento garantendo migliori condizioni di sicurezza per lavoratori e cittadini e adeguata informazione ai cittadini sui risultati dei monitoraggi.

L’ordine del giorno è stato approvato alla presenza degli operai Ilva e dei rappresentanti sindacal,i che avevano invaso l’aula del Consiglio regionale scandendo lo slogan “il posto di lavoro non si tocca” .

Il presidente del Consiglio Francesco Bruzzone ha consentito, in deroga al regolamento, la discussione direttamente in aula.

Bruno Manganaro segretario generale Fiom Genova ha ricordato che l’area a caldo venne chiusa dieci anni or sono in cambio di un accordo di programma che prevedeva il mantenimento dei posti di lavoro e nuovi investimenti in attività pulite. Queste attività non sono partite ed è esploso il problema ambientale al’Ilva Taranto. «Oggi tutti vogliono salvare quello stabilimento e il governo ha stanziato milioni, ma mettere in salvo Taranto non vuol dire risolvere automaticamente i problemi di Genova e Novi. Per questo l’unica strada è rispettare l’accordo di programma».

Rocco Genco (Fim Cisl) e Carlo Graffione (Uilm) hanno ricordato che l’accordo di programma venne sottoscritto dall’allora presidente del Consiglio Berlusconi e firmato da numerosi ministeri, dalla Regione Liguria, dal Comune di Genova e dalle organizzazioni sindacali e che, quindi, ogni cambiamento deve essere firmato da tutti i soggetti politici e istituzionali che a suo tempo l’avevano sottoscritto. I sindacalisti hanno sottolineando che ora la cassa integrazione copre il 60% del salario e che servono soldi per integrare il reddito magari impegnando i lavoratori nei lavori socialmente utili.

Anche Franco Grondona, l’ex segretario della Fiom che firmò l’accordo di programma nel 2005 non ha chiuso la porta a una sua revisione: «Sappiamo che l’Ilva è in un momento difficile: se i tempi sono cambiati, ci si mette intorno al tavolo e si riscrive l’accordo, ma qualsiasi modifica deve prevedere prima di tutto continuità di reddito e garanzie occupazionali per i lavoratori. Grondona ha ricordato che, secondo l’accordo, avrebbero dovuto sorgere nuovi capannoni e nuove aziende nell’area ma non è successo nulla e sono stati persi 1400 posti di lavoro.

I sindacalisti hanno chiesto di impegnare i dipendenti in cassa integrazione nei lavori socialmente utili attraverso l’uso dei voucer. La richiesta è stata poi accolta con una precisazione contenuta nell’ordine del giorno.

Giovanni Lunardon (Pd) ha detto: «L’accordo di programma ha consentito di far fare a Genova un salto di qualità ambientale: ora la città è in debito nei confronti dei lavoratori Ilva. Occorre reindustrializzare, garantire occupazione e reddito. Il governo ha messo molto impegno commissariando l’azienda e investendo nel riavvio 400 milioni nell’anno passato e altri 800 con la legge di stabilità di quest’anno. Ciò in attesa dei milioni dell’Ilva ancora in Svizzera. Il presidente Toti deve intervenire presso il governo perché ci sia una politica per l’Ilva di Genova e di Novi e non solo per Taranto. Occorre intervenire affinché il commissario rispetti l’accordo di programma e che ulteriori aree che non sono strategiche per lo stabilimento siano, d’accordo con i sindacati, utilizzate per altri scopi».

Giovanni Pastorino (Rete a sinistra) ha sottolineato che le opposizioni hanno chiesto la convocazione del Consiglio sulla vicenda Ilva non per elargire ai lavoratori una generica solidarietà ma per stabilire una serie di impegni politici precisi. «Siamo in presenza di una situazione d’intollerabile disagio per i lavoratori Ilva. Garantire loro continuità economica e occupazionale è irrinunciabile. Non dobbiamo dimenticare che se Genova non è finita come Taranto è grazie alla lungimiranza dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali».

Alice Salvatore (Movimento 5 stelle) ha detto che occorre portare i contratti di solidarietà almeno all’80 del reddito. «La tutela del reddito deve essere un diritto acquisito: è questa la nostra proposta, che rientra nel concetto di reddito di cittadinanza per cui ci battiamo. Per la Regione Liguria non dovrebbe essere difficile trovare i soldi, parliamo di 2 milioni, non di una cifra immensa. Possono essere recuperati tagliando gli sprechi e i costi della politica. In quanto alle aree Ilva, esse devono essere utilizzate per realizzare nuovi impianti e i lavoratori attraverso i voucher devono essere utilizzati in lavori socialmente utili fino al riavvio degli impianti per la zincatura e la banda stagnata».

Il presidente della giunta Giovanni Toti ha ricordato i due incontri avvenuti, insieme all’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi, con il Commissario di Ilva Laghi proprio per avere certezze sullo stabilimento genovese e ha sottolineato che in questi dieci anni dall’accordo di programma, siglato dalla precedente amministrazione regionale, «una parte della politica è stata gravemente inadempiente. La Legislatura – ha aggiunto - è appena cominciata e per quanto riguarda questa Giunta siamo sicuri che si riparte dall'accordo di programma che è stato firmato nel 2005 e che resta la legge con cui si regola la vita dell'Ilva in questa città. E lo abbiamo detto al Commissario di Governo Laghi». Il presidente, inoltre, ha garantito l’impegno della Regione a sostegno del reddito dei lavoratori «che da dieci anni pagano dei ritardi che certamente non sono addebitabili a loro, ma a questa parte dei banchi, e non intendo questa Giunta, - ha specificato - ma intendo la politica nel suo complesso». Toti ha sottolineato che le competenze sia per la parte finanziaria, che per il Piano industriale di Ilva è del Governo e ha assicurato il proprio intervento: «Nella Legge di Stabilità ci sono dei soldi per l'Ilva, abbiamo chiesto al professor Laghi che non vadano tutti quanti a Taranto, che il piano industriale riguardi ovviamente Genova, abbiamo chiesto garanzie occupazionali su Genova e la loro tempistica». Il presidente ha aggiunto, rivolgendosi agli operai in aula: «Io considero voi più alleati miei di chiunque altro perché in questo momento la mia controparte è il Governo. Il mio obiettivo è fare in modo che una regione come la Liguria, non patisca il fatto che gli investimenti su Taranto riguardano più persone. E vorrei che in quest'aula tutte le forze politiche siano al vostro fianco per portare a casa un risultato che riguarda tutti perché, se falliamo su questa operazione, per voi è un dramma, ma per noi è un fallimento gravissimo. E’ necessario far vedere una Liguria unita – ha concluso - perché il Governo e il "management" di Ilva non prendano scorciatoie e sappiano tutti che Genova è unita intorno ad uno stabilimento che considera strategico per la vita di questa Regione ma anche per l'industria italiana».

L’assessore allo Sviluppo economico Edoardo Rixi ha detto che auspica la presenza delle rappresentanze sindacali alla prossima riunione del 3 novembre. «Come Giunta abbiamo proposto anche alcuni miglioramenti all’ordine del giorno presentato dalle opposizioni. Vogliamo affrontare la questione sul piano industriale: il governo deve fare gli investimenti su Ilva garantendo il reinserimento nei primi sei mesi del 2016 di almeno 100 persone all’interno dello stabilimento di Genova. Per l’integrazione al reddito è chiaro che non bastano due anni, ma vanno assicurati contratti di solidarietà di 4 anni. Si deve inoltre varare un piano industriale d’accordo azienda e Governo, che preveda l’assorbimento di tutte le unità all’interno del ciclo industriale. La programmazione deve prevedere che gli stabilimenti comincino a lavorare già nel 2016».

Angelo Vaccarezza (Forza Italia) ha assicurato l’impegno del Consiglio: «Voi avete il diritto di ribadire che avete pagato perché l’accordo è stato fatto dalla politica, ma il portafoglio era vostro. Ora noi siamo all’inizio della legislatura, quindi dateci fiducia a tempo». Il capogruppo di forza Italia ha garantito l’impegno della Regione anche sul fronte salariale «perché con una riduzione dello stipendio del 70-80 per cento, lo stipendio serve appena per sopravvivere» e ha concluso: «Dobbiamo obbligare governo a mantenere impegni».

Raffaella Paita (capogruppo Pd) ha auspicato che l’ordine del giorno venisse accolto all’unanimità, come poi è successo: «Questo ci renderà più forti nel confronto con il governo e l’azienda. Questa discussione ha rimesso al centro impegni importanti, primo fra tutti quello nei confronti del governo. Quest’ultimo ha fatto cose importanti dal punto di vista della politica industriale stanziando risorse per Taranto che devono, però, arrivare anche al nostro territorio».

Assenti. Battistini, Puggioni

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