lunedì 18 novembre 2019
31.07.2015 - Redazione

L'animale diventa aiuto psicologico, via al riconoscimento della "pet Therapy"

Presentata in giunta dall’assessore regionale alla Salute e alle Politiche sociosanitarie Sonia Viale una delibera. «Lo spirito del provvedimento – spiega Viale – è il recepimento delle linee guida nazionali in materia di pet therapy, ovvero l’affiancamento alle cure tradizionali di un supporto psicologico e affettivo di alcuni animali».

Un albo regionale per le associazioni che svolgono attività di pet therapy a cui, su richiesta del medico di famiglia o di uno specialista, potersi rivolgere per interventi di terapia assistita, ma anche di tipo educativo e ludico.

Queste le novità introdotte all’interno del sistema sociosanitario ligure dalla delibera presentata oggi in giunta dall’assessore regionale alla Salute e alle Politiche sociosanitarie Sonia Viale. «Lo spirito del provvedimento – spiega Viale – è il recepimento delle linee guida nazionali in materia di pet therapy, ovvero l’affiancamento alle cure tradizionali di un supporto psicologico e affettivo di alcuni animali».

Il provvedimento, che non comporta alcun onere per il sistema sanitario regionale, apre la strada alla prescrizione medica di tre tipologie di intervento: la terapia assistita con animali per determinate patologie (demenza senile, Alzeimer, insufficienza cardiocircolatoria, afasia, neoplasie), terapie di tipo educativo (assistenza psicologica, inserimento educativo, sviluppo del bambino) e interventi di tipo ludico-ricreativo (miglioramento qualità della vita). A seconda delle terapie potranno essere promossi interventi con varie tipologie di animali: cani, gatti ma anche conigli asini e cavalli.

“In altre regioni come il Veneto esistono in alcune Asl già delle unità operative di pet therapy e i risultati sul ricorso al supporto di queste terapie sono positivi nell’ottica del benessere del paziente e in generale dell’assistito.

Pensiamo a quali margini di sviluppo potrebbe avere la pet therapy in una regione come la nostra in cui abbiamo circa 25 mila casi di demenza senile e Alzeimer conclamati, con tassi di disturbi mentali senili superiori alla media nazionale.

Aver recepito le linee guida nazionali è il primo passo concreto per regolamentare l’accesso a una terapia che a oggi in Liguria manca ancora di un albo dedicato alle associazioni che la svolgono e che devono avere criteri normativi ben precisi con la presenza nel proprio organico di medici, veterinari, psicoterapeuti oltre che di animali con requisiti ben precisi”.

 


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