mercoledì 22 novembre 2017
07.12.2015 - redazione

Piano casa, Ingegneri liguri: "occorre maggiore incisività"

Tutti i rappresentanti degli Ordini degli Ingegneri liguri hanno deciso di prendere la parola, nell'interesse della collettività e secondo i principi del nostro Codice Deontologico: sviluppo sostenibile e salvaguardia dell’ambiente.

"Noi Ingegneri - spiega il presidente dell'Ordine Maurizio Michelini - siamo tecnici, e per questo abbiamo una visione che separa la sostanza dalla retorica di qualunque origine, senza badare agli schieramenti politici e senza paura di andare contro gli interessi di chicchessia. Lo abbiamo sempre fatto, rivendicando la nostra indipendenza e imparzialità di giudizio, specialmente quanto si tratta di materie di nostra competenza, come questa.

Le finalità del "piano casa", secondo la legge, sono: riqualificare il patrimonio edilizio degradato, offrendo metri cubi di ampliamento in cambio di migliori prestazioni.

Il disegno di Legge proposto dalla Giunta regionale costituisce un passo in avanti in questa direzione, mettendo al riparo dal vuoto che verrebbe a crearsi con la scadenza a fine anno dell'attuale norma e la diretta applicazione delle disposizioni nazionali, molto più invasive.

Ma noi Ingegneri vorremmo di più: favorire interventi estesi a interi complessi immobiliari di bassa qualità edilizia (tipicamente anni ‘60-’70), così da aumentare le prestazioni antincendio, antisismiche, energetiche e architettoniche secondo i più avanzati standard tecnologici, a costo zero e senza nuovo "consumo" di suolo.

Come? Accogliendo le nostre proposte, illustrate in questo numero speciale di "A&B", che ci auguriamo possano essere approfondite e condivise dal Consiglio regionale, inserendole nel testo che andrà in discussione il 15 dicembre prossimo o in futuri interventi legislativi.

Una su tutte, quella illustrata a pag. 2 di "A&B", che prevede l'aggiunta del nuovo articolo 7-ter, per favorire al massimo gli interventi senza "consumo" di nuovo suolo o, addirittura, che restituiscono alla natura una parte di quello già "consumato".

In questi casi, la norma incentivante deve poter essere applicata agli edifici di qualsiasi grandezza, consentendo ampliamenti maggiori rispetto a quelli normalmente previsti, così da rendere economicamente sostenibile l'operazione immobiliare.

Appare ovvio che, se ci sono solo benefici ambientali senza controindicazioni, non ha senso porre limiti alla norma; anzi, più la si applica e meglio è. 

Occorre la massima salvaguardia per i centri storici e le aree tutelate o tutelabili da strumenti che il piano casa non può derogare. Altrove, però, che sia libera e incentivata l'espressione dell'Architettura e dell'Ingegneria di qualità.

Si sottolinea, fra l’altro, che le proposte di oggi sono le medesime che gli Ingegneri hanno sempre sostenuto (vedi "A&B" gen-giu 2014, scaricabile dal sito www.federazioneingegneri.liguria.it, dove si proponeva la demolizione delle "costruzioni tappo", per ridurre il rischio di alluvioni, e si chiedeva una nuova legge regionale di incentivazione al buon uso del suolo).

D'altronde, è meglio avere un edificio pericoloso che cade a pezzi o consentire di demolirlo e ricostruirlo un po’ più grande e in regola con gli standard più avanzati? E' meglio mantenere in vita un edificio energivoro o consentire di ampliarlo e renderlo ad energia quasi zero?

Ogni scelta ha benefici e costi, ripercussioni positive e negative, ma non scegliere è peggio.

Tutto sta nel trovare un equilibrio tra interessi da tutelare e obiettivi da raggiungere, e per fare questo gli Ingegneri, assieme alle altre professioni tecniche, erano, sono e saranno sempre a disposizione delle Istituzioni competenti".


Commenti

Roberto Rorro il 11-12-15 15:06 ha scritto:
Il Piano Casa fa PENA!!! Altro che incisività.

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