mercoledì 22 maggio 2019
13.06.2015 - Redazione

Profughi a confine: non un caso politico, ma un'emergenza umana

Non è un caso politico. Ma semplicemente umano. Non bisogna ragionare solo con la fredda razionalità delle leggi ma anche con spirito e cuore: quello che contraddistingue la persona umana. Perchè qui si tratta di persone.

E ben vengano i gesti e gli atti di solidarietà da parte delle associazioni e dei semplici cittadini. Il problema merita riflessione e buon senso. E deve accantonare le idee politiche e i conflitti ideologici e personali. Bisogna guardare alla persona, alle persone. 

Purtroppo c’è una spaccatura tra comprensione ed esasperazione. Che degenera spesso nell’inciviltà, lo vediamo quotidianamente.

La stragrande maggioranza fugge solo dalla guerra e dalla fame: questo non può passare inosservato. 

Chi ha scritto questa mattina dalle pagine di facebook che il sindaco ventimigliese è stato una specie di  “eroe” solo perché ha impegnato tutta la giornata di ieri al confine non ha certo dato un esempio di buon senso. Le idee di ognuno, è vero, vanno rispettate. Basta che non cadano in inutili e sterili panegirici dal sapore demagogico. Era suo dovere essere alla porta della propria città in una tale situazione di emergenza.

Gli immigrati hanno trascorso tutta la notte sdraiati, davanti al confine italo francese di Ponte San Ludovico: nella tarda serata di ieri sono stati bloccati dalla Police Nationale, che ha schierato tre camionette per impedire l'accesso agli stranieri. 

In gran parte provenienti dal Corno d'Africa, sono stati assistiti dalla Croce Rossa, che ha distribuito loro acqua. Sono circa sessanta, ora,gli immigrati fermi alla stazione ferroviaria.


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