mercoledì 22 novembre 2017
13.10.2015 - Redazione

Università: verso una lingua europea, studiosi a confronto a Genova

“Multilinguismo e lingua franca nell’Unione europea” è il tema del 2° convegno organizzato dal Ce.R.Te.M, il Centro di Ricerca in Terminologia Multilingue dell’Università di Genova, nell’ambito delle iniziative per celebrare la Giornata Europea delle Lingue ideata dal Consiglio d’Europa con la collaborazione dell’Unione europea

Si tratta di una giornata di studio caratterizzata da relazioni, analisi e dibattito, in programma giovedì 15 ottobre al Dipartimento di Lingue e Culture Moderne, aula MA1 in via del Molo 65, con inizio alle 10. Il convegno ha il patrocinio della Commissione europea (rappresentanza in Italia),della Regione Liguria, Città Metropolitana e Comune di Genova.

Alla giornata di studio, prenderanno parte, fra gli altri, Michele Prandi, direttore del Dipartimento di Lingue e Culture Moderne dell’Università di Genova e presidente del Ce.R.Te.M, Giuseppina Piccardo, docente di Lingua e traduzione tedesca, già presidente del Centro di Ricerca Terminologica, Tito Gallas,, direttore onorario del Consiglio dell’Unione europea; Lara Trucco, professore associato di Diritto costituzionale; Micaela Rossi, Jacqueline Visconti , Edoardo Pusillo componenti del Ce.R.Te.M.

IlCentro di ricerca in terminologia multilingue, che ha rilevanza internazionale, rivolge abitualmente la sua attività ad esperti nel settore ma con la partecipazione alla Giornata Europea delle Lingue ha voluto “aprire le sue porte” ad un più vasto pubblico organizzando anche quest’anno una delle iniziative che si svolgono nei diversi Paesi europei ed extraeuropei.

“Multilinguismo e lingua franca nell’Ue” parte dalla semplice considerazione che se gli europei vogliono stare insieme devono dialogare, ma dialogare significa soprattutto capire e capirsi e ventiquattro lingue (solo contando quelle ufficiali) sono forse un po’ troppe. Di qui l’ipotesi di ricorrere a quella che è definita una “lingua franca”, un idioma internazionale che permetta la comunicazione in una società globalizzata. In altre parole una lingua a cui sia riconosciuta la funzione intermediatrice tra persone di diversa lingua madre.

E se è innegabile l’attuale “dominio” dell’inglese che fine faranno, ci si chiede, l’italiano, lo spagnolo, il francese, il tedesco e via dicendo?

La risposta, secondo alcuni, va probabilmente ricercata nel contesto in cui viene utilizzata una qualsiasi lingua. Nella comunità scientifica, considerando che le scoperte scientifiche devono essere un bene di tutti, l’utilizzo di una lingua franca, come l’inglese, facilita innegabilmente la diffusione e la condivisione delle scoperte, ma in un diverso contesto conoscitivo la lingua madre è, e resta, l’insostituibile “mezzo” per esprimere la cultura di un popolo e l’italiano, scritto o parlato, è la lingua della nostra identità.


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