venerdì 16 novembre 2018
22.04.2015 - E.Barnabà

Grimaldi: Il sentiero della speranza, a cura di Enzo Barnabà

Tra Grimaldi e Garavan ci sono due sentieri che si riuniscono all’altezza della linea della frontiera. Da lì, lungo i secoli, sono passate, al prezzo di inaudite sofferenze, migliaia di persone  nella speranza di una vita migliore.

Come dimenticare gli antifascisti (compreso, sembra, il futuro presidente Pertini), gli ebrei come Robert Baruch che nel 1939 disegna e spedisce da Nizza alla propria comunità di Merano la mappa allegata (che rappresenta con esattezza il sentiero) nel tentativo di offrire una fuga dalle leggi razziali, o i semplici migranti?

Secondo il maestro Villa, 150 persone sono morte durante i primi dieci anni del dopoguerra. L’ultimo italiano è stato il giovane Mario Trambusti, panettiere di Bagno a Ripoli (FI) che vi è morto nel 1962. Se non si conosceva il cammino o se il passeur ti lasciava a metà strada ci si poteva smarrire ed andare a finire in quello che non a caso si chiama Passo della Morte. Ancor oggi può succedere che i pompieri siano chiamati ad intervenire per salvare la vita a chi è sopravvissuto ai naufragi al largo di Lampedusa.

Il 12 aprile scorso, la Società Operaia di Mutuo Soccorso » di Grimaldi (vedi https://www.facebook.com/SomsGrimaldiDiVentimiglia?fref=ts) e l’associazione «Randonneurs du Pays mentonnais" (vedi http://www.randonneurs-du-mentonnais.com/), dopo aver ritrovato il vecchio tracciato che la vegetazione e i cinghiali avevano a tratti cancellato, hanno invitato la popolazione e le associazioni dei due Paesi limitrofi a pulire il sentiero per ritrovarsi là dove il filo spinato segna la frontiera (e nel quale nel corso dei decenni sono state praticate numerose aperture dalle persone che l’hanno attraversata) per un grande Picnic dell’Amicizia. La due parti (due impasse, secondo le amministrazioni italiana e francese) sono state riunite e battezzate « Il sentiero della Speranza/le sentier de l’Espoir ». 

I comuni di Ventimiglia e di Mentone (rappresentati dal vicesindaco Silvia Sciandra e dal consigliere Daniel Bortuzzo) hanno apprezzato l’iniziativa. Gli organizzatori auspicano che venga trovato un accordo per porre una targa bilingue che ricordi le sofferenze del passato agli escursionisti che avranno la fortuna di percorrere una strada che unisce la Francia all’Italia, il mare alla montagna e che riserva panorami mozzafiato. Nel 2013, il sentiero ha fatto da location (vedi fotogrammi allegati) al film "Io sto con la sposa" che è stato presentato con successo all’ultima Mostra di Venezia.

Enzo Barnabà 

Testimonianze:

« Facciamo una corsa, una nuotata nell'arcipelago di emozioni che si distende al confine tra terra, cielo e mare, tra il versante italiano e francese di questo strano paese indenominabile che ha invertito spesso la rotta. Si chiamerà "Sentiero della Speranza" ed oggi è stato varcato da italiani e francesi di ieri e di domani che ne hanno ricordato l'importanza storica, umana e spirituale. Un ponte sospeso tra le montagne e il litorale che invita ad andare oltre e a infrangere le paure che spesso ci attanagliano assistito. »  (Diego Rossi, Bordighera)

« Anche se delle scimmie di Voronoff non abbiamo trovato traccia, si è trattato di una giornata indimenticabile, piena di calore. Adesso bisogna conferire un’esistenza ufficiale al sentiero e porre un cippo che ricordi ai passanti i sogni, le speranze ed anche le tragedie cui i luoghi hanno assistito. » (Aline Gaziello, Nizza)

« Splendida giornata, un tuffo nel passato ancora molto presente. Alla prossima! » (Barbara Nicolosi, Dolceacqua)

“Ho fatto parte per anni ed anni dei Pompieri di Mentone. Quante volte siamo stati chiamati a venire a salvare della povera gente o a recuperare cadaveri! Era commovente. Un giorno ho salvato un signore con la figliola in tenera età. Non appena mi hanno visto, mi si sono precipitati addosso con le lacrime agli occhi. » (Maurice Ratto, Mentone)


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