sabato 19 settembre 2020
31.12.2014 - Sergio Pallanca

Pietre "ventimigliesi" che parlano: timete deum

La nobile e antica famiglia Massa Casanate di Ventimiglia, Magnifici, baroni del Vaglio, godeva del giuspatronato su una cappella nella chiesa dei Frati Minori Osservanti nel Convento dell’Annunziata.

La cappella con sepolcro gentilizio dei Massa era dedicata alla Madonna del Carmine ed aveva un proprio altare, il grande altare barocco decorato con marmi policromi era abbellito da un’imponente statua in marmo bianco della Madonna del Carmelo con due santi oranti (San Francesco e Sant’Antonio da Padova) ai suoi piedi. Con la chiusura del convento nel 1831 e la successiva trasformazione in forte, l’altare fu trasportato nella chiesa di San Michele e posizionato nell’abside centrale quale altar maggiore.

In San Michele, nella cripta si trova ora la pietra di chiusura del sepolcro gentilizio dei Massa già nel convento dell’Annunziata, del 1558, è in marmo bianco e reca in alto un cartiglio con il motto “TIMETE DEUM “che sormonta due serafini seduti sul bordo superiore dello scudo in quale reca al suo interno il bassorilievo di un braccio con una mano armata di mazza ferrata.

L’arma era “D’azzurro al destro armato tenente una mazza d’armi posta in banda, il tutto d’argento, accompagnata da due stelle, a sei raggi, d’oro”. Motto: TIMETE DEUM, al centro sul bordo dello scudo, al centro, la testa di un mostro su cui è posata un’aquila ad ali spiegate .

Per completezza, prima dei restauri del Lamboglia che la pose nella cripta, tale lapide si trovava incastonata nel muro dell’abside dietro l’altar maggiore (N. Orengo 1929).

Esiste un altro stemma della Famiglia Massa, dell’inizio del XVII secolo, in ardesia recante ai lati le iniziali “M M” (+ 1623) appartenente a una collezione privata. Abbiamo notizia di un altro stemma dei Massa, in marmo bianco, fungeva da porticina a una fontana in un giardino pensile su via Collabassa, ora ,malauguratamente, venduta.

Si ha notizia di Giobatta Massa, priore della Confraternita dei “Disciplinanti” detta dei “Bianchi” con sede nell’oratorio di San Giovanni che ordina al pittore genovese Gio: Andrea De Ferrari una tela raffigurante il Battesimo di Gesù con Santa Chiara.

SERGIO PALLANCA

 

 

 


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