giovedì 28 maggio 2020
20.11.2013 - Donatella Lauria

Ventimiglia: il Lions Club inaugura gli interventi sulle antiche porte del borgo medievale

Il Lions club Ventimiglia restaura le porte della città alta. E presenterà i lavori sabato 23 novembre

Tra le tante attività in campo umanitario e sociale che svolge il Lions club di Ventimiglia, il neo presidente ed ex Governatore Andrea Fedele Palmero  ha illustrato un nuovo e importante intervento che riguarda il restauro di tutte le porte della città alta: che saranno restituite al loro antico splendore.

L’inaugurazione e la presentazione dell’opera avverrà il 23 novembre, quando il Lions Club Ventimiglia celebrerà la sua 50a Charter di fondazione. 

“Già in precedenza – spiega Fedele Andrea Palmero – il Lions Ventimiglia ha sostenuto iniziative nel centro storico con il prezioso restauro della Fontane del Leone in Via Garibaldi e di P.zza S.Michele nell’adiacenza dell’omonima porta. Tra le nuove filosofie del Lions in questi ultimi anni si parla nei ruoli di servizio dei Club oltre che della Cittadinanza Umanitaria, di Cittadinanza Attiva,  attraverso un processo partecipativo dei soci e del Club con alto senso dello stato alle iniziative pubbliche. Ed è con questo fine, a corollario delle iniziative pubbliche dell’Amministrazione Comunale,  rivolte alla riqualificazione e rilancio del Centro Storico, che propone in occasione del suo cinquantenario, e su gentile concessione della precedente  Amministrazione  e quella Commissariale attuale , il restauro dei serramenti ormai in disuso ed in stato di degrado ancora esistenti delle porte  medioevali denominate “Piemonte” o S. Michele “ e “Nizza o S. Francesco” situate nella Città Alta.

Il Club ha istituito una commissione, da me presieduta, formata da Piero Abellonio, Natalino Civallero, Roberto Squarciafichi, Osvaldo Viale, che ha perseguito l’idea ed il suo sviluppo mediante i rapporti collaborativi con la locale Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici, che ringrazia nelle persone dei suoi funzionari Arch. Roberto Leone, Arch. Carla Arcolao, che si sono resi disponibili immediatamente con sopralluoghi sul sito per definire la soluzione più idonea di restauro”. 

Le mura del centro storico risalenti a metà del 1200 hanno subito trasformazioni ed ampliamenti nel corso dei secoli sovrapponendosi in parte al tracciato originario specie nella parte sud-occidentale e delineando successivamente lo sviluppo della Città nel suo naturale ampliamento soprattutto nella zona opposta nord-orientale. Mura per le quali i privilegi dei “cives”, dei cittadini si estendevano solo al loro  interno e ad un circoscritto territorio al loro margine, costituito dai campi e coltivazioni in senso stretto della città, che poteva anch’esso giovarsi dei diritti dei cittadini. Il tutto precisato nel Medioevo dagli statuti comunali e delibere specifiche, di cui pare non vi sia ad oggi ancora trovata traccia a Ventimiglia. Non bisogna dimenticare per Ventimiglia, tra i resti di mura e fortificazioni,  Porta Canarda presumibilmente del territorio sub urbano, e toponimo del medesimo territorio, valorizzata da Hambury che aveva colto la sua importanza con l’affissione della lapide che ricorda tutti i passaggi rilevanti nei vari periodi storici. Forte S.Paolo, il torrione vicino alle suore di S.Marta presso Via San Secondo, le mura ed il fortino delle Maure e Castel d’Appio. Le mura del tracciato settecentesco erano dotate di quattro porte denominate Porta S.Agostino, Porta Marina, Porta S. Francesco e Porta S. Michele. Nel 1800 in occasione della costruzione della rotabile Via Biancheri è stata demolita la Porta S. Agostino in prossimità del ponte sul Roja ed in oggi sono conservate le restanti tre porte. Non bisogna dimenticare anche porta Nuova a margine del Vescovado che sembra presente, ma non nelle condizioni attuali anche nei  primi del 1200 e compresa tra la prima cerchia originaria delle mura l’antica porta del Ciossu oggi inglobata negli orti privati. Le porte venute meno le necessità militari, ancora nell’ottocento quando subirono l’ultimo restauro nelle forme attuali, mantennero la loro utilità ai fini fiscali per il pagamento dei dazi comunali, imposta mantenuta fino al primo dopoguerra. Solo due porte erano attualmente  ancora munite degli originari serramenti, porta Nizza e Porta Piemonte, che si presentavano in particolare stato di degrado e per i quali era urgente ed opportuno provvedere alla loro conservazione per la tradizione storica della Città; peraltro è recentemente scomparso il battente di sinistra della porta San Michele.

Il progetto, predisposto dal Geometra Fedele Andrea Palmero e dagli Arch.ti Roberto Squarciafichi ed Osvaldo Viale, è stato  approvato dalla Soprintendenza in data 11 Maggio 2011. Sarà bene richiamare il rilievo dei battenti delle porte, predisposto molti anni or sono dal Geom. Giovanni Luciano, che ci ha recentemente lasciati quasi centenario,  rivolti ad una passata iniziativa di restauro della Cunmpagnia dei Ventemigliusi non andata a buon fine, che sono stati utilizzati per la precisione di particolari nell’attuale progetto di restauro. Si tenga conto che tale rilievo individuava anche il numero dei chiodi, per la Porta S. Francesco n. 600 chiodi e per la porta S. Michele n. 490L’intervento rivolto, diversamente dalle tecniche del  passato che prediligevano il ripristino a nuovo del monumento, in questa occasione è finalizzato esclusivamente ad un restauro conservativo che prevede:
- Lo smontaggio dei portoni e trasporto a laboratorio specializzato per l’intervento di recupero necessario;
- Il trattamento con disinfezione e consolidamento delle ante  contro gli insetti xilofagi  e gli agenti atmosferici;
- L’asportazione di tutte le parti lignee e metalliche non coeve;
- La pulizia di tutte le parti lignee e del rivestimento metallico  chiodato;
- L’esecuzione di spagliettatura e successivo trattamento con cere naturali sia delle parti metalliche che lignee;
- La ricostruzione delle parti mancanti nei singoli battenti utilizzando la stessa essenza lignea e lo stesso disegno geometrico dell’orditura degli assi e della chioderia del rivestimento metallico originale; in particolare per l’anta di destra  di porta San Michele, molto compromessa nella parte inferiore, si provvederà alla fasciatura interna della medesima con lamiera corten delle dimensioni  del primitivo serramento;
- La revisione di tutta la ferramenta per il corretto funzionamento delle porte;
- Il rifacimento completo dell’anta di sinistra mancante della porta San Michele su supporto di lamiera corten con essenze lignee e disegno geometrico primitivo;  il tutto rivestito e chiodato con lamierato identico all’originario;
- Il rimontaggio in loco delle porte come sopra restaurate e ricostruite;
- E’ previsto anche un modesto restauro conservativo e pulitura delle porzioni di muro interessato dalle aperture delle porte mediante ricucitura dei buchi con pietre o mattoni di recupero e successiva stuccatura dei giunti in malta di calce; fissaggio degli intonaci e velatura finale con terre naturali.

I lavori – conclude Palmero - sono già stati affidati alla Ditta Papone Bartolomeo di S. Lorenzo accreditata presso la locale Soprintendenza ed iscritta nella categoria OG2 per il particolare intervento. Si è provveduto ad oggi alla rimozione dei serramenti che sono stati trasportati nei laboratori dell’Impresa presso Torre Papone per la loro inaugurazione sabato 23 Novembre.

In  un primo tempo il Club per l’importanza economica dell’intervento aveva valutato l’opportunità di rivolgersi ad Istituti Bancari per possibili contributi, e a donazioni di singoli cittadini, da una riflessione generale dei soci, vista l’importanza della ricorrenza, con un punto di orgoglio, ha ritenuto di provvedere con autofinanziamento”.

 

Files:
Lionsporte2.8 M

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