sabato 19 settembre 2020
05.08.2014 - Donatella Lauria

Ventimiglia: rinasce il Forte dell'Annunziata sotto il segno della conservazione

La cittadinanza è invitata al taglio del nastro ufficiale giovedì 7 a partire dalle ore 11 e 30.

Il Forte dell’Annunziata viene restituito finalmente alla città, con la sua imponenza ricca di storia, da dominatore antico e custode senza tempo del luogo. Sono rinati i suoi saloni sotterranei, ora guardiani di tesori romani che potranno diventare location di mostre, conferenze, incontri e work shop. E tutto questo grazie ad un intervento durato 4 anni, guidato dalla capacità , precisione e pazienza del direttore dei lavori, l’architetto ventimigliese Adriano Palmero.

Vinta la battaglia per mantenere intatto l’antico, rispolverato dalle macerie, le opere di rifacimento e restauro sono state condotte all’insegna della conservazione dei materiali originali. Il museo si inserisce ora con perfezione nella Fortezza diventandone un tutt’uno.

Questa mattina il direttore dei lavori Palmero, la direttrice del Museo Archeologico Rossi Daniela Gandolfi hanno accompagnato la stampa in un viaggio virtuale tra il nuovo e l’antico. Presenti il sindaco Ioculano e l'assessore al Turismo Guido Felici.

Vediamo nel dettaglio.

Contemporaneamente all’apertura dei nuovi spazi restaurati del Forte dell’Annunziata e al nuovo percorso museale realizzato nelle grandi sale voltate sottostanti la terrazza (finaziati col Progetto P.O.R. FESR 2007-3013), verrà anche aperta al pubblica la grande sala ubicata nel bastione di levante del piano rialzato del Forte, sede del Museo Civico Archeologico “Girolamo Rossi”.

IL RESTAURO

L’intervento concluso è stato finanziato dal Programma Operativo Regionale -Fondo Europeo Sviluppo Regionale 2007-2013 Asse 4.1, con la finalità di migliorare l'attrattività del territorio attraverso la valorizzazione delle risorse naturali e culturali, che possano costituire strumento di rilancio turistico ed economico con una spesa ammessa a contributo pari ad €. 1.300.000,00.

Il progetto originario è stato redatto per la parte architettonica dall’Arch. Mauro Ricchetti di Genova con la consulenza dell’Ing. Andrea Palmero per la parte strutturale ed impiantistica e la consulenza scientifica della Dott.sa Daniela Gandolfi per quanto attiene gli aspetti museali ed i contenuti degli allestimenti espositivi delle sale sottostanti la terrazza.

I lavori iniziati in data 13/09/2010 sono stati diretti per un brevissimo periodo dal progettista, sostituito per sue dimissioni dal 3/12/2010 dall’Arch. AdrianoPalmero di Ventimiglia che li ha portati a termine curando la predisposizione didue sostanziali varianti al progetto principale che ne hanno modificato le originarie previsioni e le modalità di intervento.

Nuove soluzioni sono state apportate in corso d’opera anche a seguito di prescrizioni impartite dalle Soprintendenze per i Beni Architettonici e per i Beni Archeologici della Liguria, determinate dal rinvenimento di pavimentazioni originarie e da nuove valutazioni sulle modalità dell’intervento di restauro, finalizzato a una conservazione più spinta della fortezza. Il nuovo modello di

intervento ha garantito, compatibilmente con la destinazione dei locali per scopi museali, il mantenimento dei segni materiali che testimoniano le diverse fasi costruttive e di utilizzo della fortificazione sabauda, dalle origini sino ad oggi. dei lavori.

I lavori sono stati condotti in due distinte fasi esecutive:

La prima fase affidata alla ditta “La Castellana” di Napoli con un ribasso d'asta del 44,837% è iniziata in data 16/07/2010; i lavori sono stati in seguito sospesi e risolti con procedura concordata a causa di un contenzioso con l'Amministrazione Comunale per l'abbandono da parte della ditta del cantiere a far data da giugno 2011.

La seconda fase, affidata alla ditta Negro S.p.a. di Taggia, ha visto in data 13/09/2012 la ripresa dei lavori, conclusi nei termini contrattuali il 19/07/2013 e collaudati il successivo 25/11/2013.

Il percorso di restauro e riqualificazione condotto, ed oggi definito, si è quindi sviluppato nell'arco temporale di circa quattro anni.

Le superfici acquisite

L’intervento portato a termine con l’ampliamento delle sale espositive già esistenti del Museo Civico Archeologico “G.Rossi” al piano rialzato della fortezza, ha consentito di restituire al pubblico un'ampia superficie coperta per tale finalità museale di circa mq. 1834. Tali spazi, insieme alle aree e locali a destinazione d'uso polivalente condivise con l'Amministrazione Comunale, consentono oggi dopo i lavori, una piena agibilità di circa 3.079 mq sui 4.553 totali, superfici rinnovate e funzionali per le attività ed eventi legati alla cultura.

Rimangono pertanto disponibili per integrare la Fortezza di nuove funzioni e destinazioni d'uso finalizzate alla sua valorizzazione circa mq. 1474 coperti e scoperti ai vari livelli dell'immobile, per cui si sta predisponendo un nuovo progetto di recupero.

Oggi si apre alla comunità un rinnovato percorso espositivo che attraversa i suggestivi spazi e locali sottostanti la terrazza e consente di apprezzare oltre ai densi contenuti dell'allestimento, la forza espressiva delle superfici del forte  mantenute nel loro stato originario attraverso un accurato restauro di tipo conservativo.

Per quanto attiene gli interventi principali, al piano terra, che tra l'altro cela al di sotto della nuova superficie a pavimento in battuto di calce, le originarie canalette in ciottoli adeguatamente protette per la loro conservazione. La terrazza della superficie di circa mq. 680, da cui si gode la vista di un panorama mozzafiato, è stata dotata di un nuovo impianto di illuminazione e da altre attrezzature che la rendono idonea ad accogliere eventi e spettacoli.

Progetto scientifico: Daniela Gandolfi (IISL, Museo Civico Archeologico “Girolamo Rossi”, Ventimiglia)

Progetto allestimento: Studio Kuadra - Cuneo

Progetto Tecnico restauro sale: arch. Adriano Palmero- Ventimiglia

Responsabile Unico Procedimento: arch. Marco Marchesi (Comune di Ventimiglia)

Testi a cura di: Angiolo Del Lucchese (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria), Alice Freschi (Borgosesia), Daniela Gandolfi (IISL, Museo Civico Archeologico “Girolamo Rossi”, Ventimiglia), Fabio Piuma (Museo Civico Archeologico “Girolamo Rossi”, Ventimiglia ),  Piero Ricchiardi e Dario Seglie (CeSMAP, Pinerolo), Silvia Sandrone (Musée  départemental des Merveilles, Tende)

Realizzazione: Studio Kuadra – Cuneo (direzione lavori); Forma e Funzioni – Genova (arredi); Tecno World Group –Cuneo (totem multimediali, supporti audio e video); Ferroglass –Boves (opere in ferro); E20progetti – Biella (stampa)

Ricerche iconografiche: Lorenzo Ansaldo - Bruna De Paoli (Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera),  Fabio Piuma  (Museo Civico Archeologico “Girolamo Rossi”, Ventimiglia)

Immagini: Archivio di Stato di Genova; Archivio di Stato di Imperia, Sezione di Ventimiglia; Archivio Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera; Archivio Pachi Cudemo, Ventimiglia; Archivio Fondazione Giuseppe Biancheri, Ventimiglia; Archivio Musée départemental  des Merveilles, Tende;  Archivio Museo Civico Archeologico “Girolamo Rossi”, Ventimiglia; Archivio Fabio Piuma, Ventimiglia; Archivio Carmelo Prestipino, Sezione Valbormida IISL, Pallare; Archivio CeSMAP di Pinerolo; Archivio Saverio Chiappalone, Ventimiglia

Riproduzioni: Maquettes e video della Valle delle Meraviglie a cura del Musée départemental  des Merveilles,  Tende (Francia)

 La terrazza panoramica, è stata completamente restaurata attraverso un complesso lavoro,Allestimento finanziato da:  Regione Liguria con contributo POR/FESR 2007-2013, Asse 4, Azione 4,1: “Promozione del patrimonio culturale e naturale” e dal Comune di Ventimiglia

 

Commenti

Anna Maria Roncoroni il 06-08-14 16:41 ha scritto:
A Ventimiglia regna davvero l'ignoranza e il qualunquismo....Non mi vergogno a firmarmi e a dire che risponde l'editore di questo giornale, Donatella Lauria. De Gustibus dispuntandum non est, e questo è vero.., ma usare aggettivi così denigratori è davvero un'offesa per chi ha lavorato sodo 4 anni e in proporzione alla fatica e al nervoso spesi, è stato pagato poco...Pulire delle pietre? Non è venuta la Dock Lanterna, si tratta di pietre storiche che sono state riportate al loro splendore, conservando la loro storia. Pagare quella gente? I signori del Comune sono andati al risparmio,...e le assicuro, caro anonimo senza il coraggio di firma, che compiere quei lavori con un simile ribasso, è stato davvero un miracolo....si informi meglio e poi libero di fare le sue considerazione...ma diffamare un simile intervento è davvero esagerato.....mi dispiace ma davvero è lei che ha dato dimostrazione del solito provincialismo....Donatella Lauria

il 05-08-14 16:00 ha scritto:
Un restauro direi più dozzinale che conservativo... Un orribile parquet senza arte né parte, una terrazza dove spiccano elle oscene colonnine con ringhieracce orripilanti. Poi, per il resto, per pulire delle pietre e mettere due luci (peraltro discutibili come scelta del corpo illuminante) non c'era necessità di pagare tutta quella gente. Solito provincialismo, senza alcuna poetica, tipico di Ventimiglia.

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