La situazione in AMT, l’azienda di trasporto pubblico genovese, è diventata critica, con l’ombra di un buco di 83 milioni di euro che incombe sui bilanci. La preoccupazione maggiore, in questo momento, riguarda gli stipendi dei lavoratori di luglio, per i quali servono con urgenza 7 milioni di euro entro la fine della settimana. Questo scenario rischia di ripetersi per agosto e settembre, in attesa di un piano di risanamento triennale che dovrebbe partire da ottobre e mirare a riequilibrare i conti dell’azienda. L’obiettivo dell’amministrazione comunale, guidata dalla sindaca Silvia Salis, è chiaro: mantenere l’azienda “in piedi” fino all’autunno, per poi avviare una riorganizzazione profonda.

Soldi bloccati e l’urgenza della liquidità
Nel frattempo, una potenziale boccata d’ossigeno potrebbe arrivare da Roma: 12,5 milioni di euro destinati ad AMT sono bloccati da due anni presso il Ministero dell’Ambiente e dovrebbero essere sbloccati entro l’estate. La Regione Liguria ha comunicato al Comune di Genova l’imminenza di questo sblocco, ma l’urgenza immediata resta quella dei 7 milioni per gli stipendi di luglio. Ogni mese, l’azienda necessita di almeno 10 milioni di euro per la sua operatività, evidenziando una costante necessità di liquidità che la pone sotto enorme pressione.
La reazione politica e la caccia ai responsabili
La delicata situazione finanziaria di AMT ha naturalmente scatenato immediate reazioni nel panorama politico genovese. I partiti di centrosinistra sono andati all’attacco, puntando il dito contro la gestione della precedente giunta di centrodestra. Il Partito Democratico ha espresso pieno supporto alla giunta Salis, chiedendo contemporaneamente un impegno concreto dalla giunta regionale e l’urgente convocazione di una commissione consiliare per fare chiarezza. Ha inoltre chiesto un cambio ai vertici aziendali, ritenendo “inspiegabile” che chi ha condotto l’azienda sull’orlo del fallimento possa guidare la fase di risanamento.
Anche Italia Viva ha manifestato vicinanza alla giunta Salis, elogiando il senso di responsabilità nell’affrontare la complessa situazione. Ancora più incisiva la posizione di Avs, che ha accusato il tandem Bucci-Piciocchi di politiche “demagogiche e scellerate” che avrebbero portato al profondo rosso di AMT. Il Movimento 5 Stelle ha rincarato la dose, citando “contrazione nei ricavi da ticketing”, “decine di milioni di euro di crediti da multe ancora non riscossi” e “pesanti ritardi nella chiusura del bilancio 2024” come prove di una gestione fallimentare. La capogruppo al Senato di Italia Viva, Raffaella Paita, ha definito la situazione “preoccupante”, criticando la precedente amministrazione per aver “nascosto troppa polvere sotto il tappeto” e augurando coraggio e responsabilità alla sindaca Salis.




