TARI a Genova: si prepara una nuova “stangata” per i genovesi?

L’onorevole Ilaria Cavo, deputata genovese e capogruppo di Noi Moderati – Bucci – Orgoglio Genova in consiglio comunale, lancia un allarme sulla possibile nuova “stangata” fiscale per i cittadini di Genova. Secondo le sue dichiarazioni, basate sulla relazione di bilancio di Amiu, per il 2026 si prospetta un aumento della TARI, la tassa sulla spazzatura. Una mossa che, se confermata, significherebbe 10 milioni di euro in più previsti dalla giunta Salis rispetto a quanto preventivato dalla precedente amministrazione di centrodestra.

L’accusa di Ilaria Cavo: promesse non mantenute e aumenti tassati

Ilaria Cavo non usa mezzi termini, definendo la situazione un'”ulteriore sorpresa per i genovesi che forse non avevano capito che il domani, anzi l’oggi che li aspetta, è all’insegna dell’aumento delle tasse”. La deputata ricorda come la giunta Salis, appena insediata, abbia già introdotto un aumento dell’IMU, e ora si prospetta quello della TARI per il 2026.

La domanda che Cavo pone è diretta: “Dieci milioni in più nelle casse del Comune significa 10 milioni in più presi dalle tasche dei cittadini?”. E prosegue, chiedendo alla nuova giunta di spiegare dove intenda reperire questi fondi se non attraverso una nuova imposizione fiscale. La critica si fa più aspra quando la deputata ricorda le promesse elettorali dell’attuale giunta, che in campagna elettorale aveva criticato l’alta TARI, omettendo, a suo dire, che fosse imposta da una sentenza della Corte dei Conti a causa di “disastri lasciati dalla stessa sinistra”. Ora, con la rimozione di quel vincolo, anziché annunciare una diminuzione, si prevedono incassi maggiori. “I genovesi e tutti noi pretendiamo spiegazioni”, conclude Cavo.

Polemica TARI: la giunta Salis “deve” chiarire la sua strategia

Questa polemica sulla TARI a Genova non è solo uno scontro politico, ma solleva un dilemma fondamentale per ogni amministrazione: come bilanciare la necessità di entrate con la pressione fiscale sui cittadini? E, soprattutto, come comunicare queste scelte in modo trasparente?

I cittadini, giustamente, si aspettano che le promesse elettorali si traducano in azioni concrete. Quando si preannunciano aumenti dopo aver criticato le alte tassazioni precedenti, si crea un disorientamento che erode la fiducia. Il silenzio o la mancanza di spiegazioni dettagliate su come verranno generati questi 10 milioni aggiuntivi (se non dalle tasche dei cittadini) alimenta sospetti e il senso di una “stangata” incombente.

La giunta Salis ha l’opportunità, e il dovere, di chiarire la sua strategia. Non basta annunciare cifre; è essenziale spiegare le priorità di spesa, i motivi dell’aumento previsto (se legato a maggiori costi di servizio, investimenti, o altre voci), e come intende ottimizzare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti per giustificare un eventuale aumento del prelievo. La trasparenza non è solo una virtù amministrativa, ma un antidoto potente contro il populismo e il malcontento, rafforzando il legame tra cittadini e istituzioni. I genovesi meritano risposte chiare su dove andranno a finire quei “10 milioni in più”.

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