Ad Albenga, il destino dell’ex struttura Anfi è al centro di un acceso dibattito. La Prefettura di Savona ha effettuato un sopralluogo per valutare un possibile utilizzo come centro di primissima accoglienza per migranti, ma il sindaco Riccardo Tomatis getta acqua sul fuoco, definendo l’ipotesi “non confermata” e, in ogni caso, “temporanea”. Questa situazione non solo solleva questioni di gestione dell’accoglienza, ma riaccende anche lo scontro politico locale, dimostrando come temi delicati possano infiammare il dibattito pubblico.
Un sopralluogo e la posizione del comune
Questa mattina, i funzionari della Prefettura di Savona hanno visitato l’ex Anfi, un edificio che da tempo è al centro delle discussioni sulla sua potenziale destinazione. Parallelamente al sopralluogo, si è tenuta una Commissione capigruppo, convocata d’urgenza dal sindaco di Albenga proprio per affrontare la questione. L’incontro ha offerto un’occasione di confronto con l’amministrazione comunale, che, tramite una nota ufficiale, ha chiarito la propria posizione.
Il sindaco Tomatis ha spiegato che l’eventuale utilizzo dell’ex Anfi come centro di primissima accoglienza è, allo stato attuale, “un’ipotesi non confermata e considerata residuale rispetto ad altre soluzioni possibili”. Una dichiarazione che mira a rassicurare la cittadinanza e a contenere le speculazioni, evidenziando che l’amministrazione sta esplorando diverse alternative prima di considerare questa soluzione.

Chiarimenti e frizioni politiche
Il sindaco Tomatis ha voluto specificare ulteriormente che, “qualora questa eventualità dovesse concretizzarsi, si tratterebbe comunque di una sistemazione temporanea e di durata molto limitata nel tempo, destinata a rispondere a necessità emergenziali e non strutturali”. Questa precisazione è cruciale per definire il perimetro di un eventuale utilizzo dell’ex Anfi, circoscrivendolo a esigenze puntuali e non a un’accoglienza a lungo termine.
Nonostante i tentativi di rassicurazione da parte del sindaco, la questione dell’ex Anfi ha già innescato un’accesa frizione politica ad Albenga. Proprio ieri, Nicola Podio, un consigliere di minoranza, ha attaccato duramente l’amministrazione, accusandola di essere “rimasta a dormire” riguardo alla destinazione della struttura. Secondo Podio, l’ex Anfi avrebbe dovuto essere impiegata per usi diversi, più in linea con altre esigenze della comunità, sottolineando un profondo disaccordo sulle priorità e sulla gestione del patrimonio comunale.
Questo episodio evidenzia come la tematica dell’accoglienza, pur nella sua intrinseca delicatezza e importanza umanitaria, si trasformi spesso in un terreno di confronto e divisione nel panorama politico locale. Le posizioni opposte non riguardano solo la gestione dell’emergenza, ma anche la visione a lungo termine sul futuro degli spazi pubblici e le scelte amministrative. Il dibattito pubblico, in questi casi, diventa un riflesso delle diverse sensibilità e degli obiettivi divergenti all’interno della stessa comunità.




